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Salvetti: “Calafuria candidata a sito di interesse comunitario”

L'annuncio del sindaco durante Livorno Officina delle Idee promosso dal Pd in cui, in vista della stesura del piano operativo, si è parlato di Livorno come città d’acqua e del progetto per i prossimi vent’anni

Venerdì 15 Aprile 2022 — 18:30

di Letizia D'Alessio

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Il 14 aprile si è svolto il secondo incontro online di Livorno Officina delle Idee, promosso dal Pd, sul futuro della nostra città in vista della stesura del piano operativo. Si è parlato di Livorno come città d’acqua e del progetto che si ha per i prossimi vent’anni. “L’acqua è l’elemento identitario di Livorno, che è all’ottavo posto in Italia per uso del mare. Ci sarà da riorganizzare la visione sui fossi – ha affermato il sindaco Luca Salvetti – e l’amministrazione nei prossimi anni si assumerà la responsabilità sulla gestione. Calafuria invece è candidata a sito di interesse comunitario”. Per l’assessore all’urbanistica Silvia Viviani Livorno e i fossi dovranno diventare protagonisti così come Porta a Mare e la Bellana verso la città storica, arrivando fino al Mercato centrale e agganciando la costa sud da Antignano a Quercianella, per agganciare la costa alle colline. Secondo l’assessore al bilancio Viola Ferroni servirà pensare ai parcheggi sulla parte costiera e alle discese a mare, temi che ogni anno si ripropongono. Per il sistema dei fossi e anche della Venezia occorrerà una precisa pianificazione, anche per ciò che riguarda la fruibilità e le attività, con un occhio anche alla nautica sociale. È stato il turno poi del presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri: “Il porto dovrà interagire con ciò che ha intorno. Dal prossimo anno intorno alla Fortezza vecchia saranno restituiti arredi e contatto con la città – ha fatto sapere – Per i fossi è stata fatta un’intesa sostanziale, anche riguardo a spese e interventi. L’Autorità di sistema è poi impegnata per il recupero dell’acquaticità della Torre del Marzocco”. Dal canto suo il presidente di Asa Stefano Taddia ha informato che un mese fa è stato compiuto il primo atto per la liberazione del Rivellino e che per i passaggi successivi saranno investiti oltre 50 milioni di euro: “Entro il 2025 sarà realizzata la prima parte dell’impianto per gestire le acque reflue, per una spesa di 10 milioni di euro. – ha dichiarato – Poi, tra il 2029 e il 2030 sverranno investiti 40 milioni di euro per la creazione del nuovo depuratore, che porterà alla liberazione dell’attuale area. La terza fase eventuale, infine, si incrocia con un alto progetto da fare insieme con Aamps”.

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