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Camera di Commercio: “Lenta ripresa”

"Bisogna passare dalle parole ai fatti - spiega il presidente Riccardo Breda - Livorno, per tornare a produrre ed avere maggiori opportunità ha bisogno di investimenti

Venerdì 24 Febbraio 2017 — 07:10

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di Jessica Bueno

“La crescita c’è, ma non è ancora abbastanza”. Questa frase riassume al meglio la situazione registrata nel 2016 durante uno studio sulla dinamica provinciale delle imprese condotto dal Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.
Infatti, sia Livorno che Grosseto, hanno registrato una aumento rispettivamente dello 0,6% e dello 0,9%. Un risultato positivo che permette alle due città di collocarsi ai primi due posti tra le province della Toscana. I dati rimangono, allo stesso tempo, al di sotto dell’1%.
“Guardando i dati, un piccolo passo avanti possiamo dire di averlo fatto – sostiene Riccardo Breda (nella foto in pagina di Simone Lanari), presidente della Camera di Commercio – Abbiamo ottenuto il primato regionale. Però, nonostante questo, non riusciamo a uscire dalla crisi, la ripresa è lentissima e se manteniamo questi ritmi non basteranno 15 anni per tornare ai livelli del 2010″.
A fine 2016 le sedi d’impresa registrate alla Camera di Commercio risultavano essere 62.069, delle quali 32.983 collocate a Livorno, caratterizzando una crescita meno evidente rispetto al 2015 ma sicuramente migliore del biennio 2013-2014, periodo in cui il settore imprenditoriale non ha registrato significative variazioni, mantenendo una situazione di neutralità a livello regionale e nazionale. Andando ad approfondire e analizzare la natura giuridica delle imprese registrate, si notano 18.590 imprese individuali (56% del totale), 6.646 società di persone (20%), 6.061 società di capitale (21%) e 786 tra società cooperative, consorzi, società consortili (per azioni o a responsabilità limitata). Secondo le stime, nel corso dell’anno si è assistito ad una diminuzione delle società di persone (-0.9%) contro un avanzamento consistente delle società di capitale (+2.8%), proseguendo un percorso di progressiva capitalizzazione del sistema imprenditoriale.
Le imprese del settore terziario hanno contribuito in maniera rilevante alla crescita delle imprese, in particolar modo quelle operanti nel settore del commercio (+0.2%) e dell’alloggio e ristorazione (+1.3%). Se da un lato si assiste a questo trend in aumento, dall’altro è da segnalare una diminuzione delle imprese agricole (-0.9%), attività manifatturiere (-0.6%), costruzioni (-0.5%), logistica (-1.3%) e attività immobiliari (-1.7%). Il settore dei Servizi mantiene una buona tenuta.
Per quanto riguarda il numero di sedi d’impresa attive in provincia di Livorno, la cifra ammonta a 28.275, lo 0.1% in meno: in sostanza, aumentano quelle registrate ma non le attive. I dati: nel 2016 si sono scritte 3.778 nuove imprese (diminuite del 7.1% su base tendenziale) e cancellate 3.425 (livello più basso dal 2010). Il saldo è positivo per 353 unità, anche se inferiore al 2015.
Reddito e consumi registrano dei buoni risultati: il reddito pro capite aumenta del 2.5%, più del complessivo (2.1%) a causa del calo demografico. Negativa la propensione al consumo (-0.8%), causato da un sentimento diffuso di incertezza generalizzata ed aumento della disoccupazione.
“Oltre ai numeri in quanto tali – dice il dirigente Mauro Schiano – conta la dimensione umana. La crisi a cui stiamo assistendo non è solo economica, ma sociale. Ci sono riverberi sulle persone, tradotti in sensazioni di fragilità diffusa. C’è bisogno di collaborare e cercare di dare un respiro più ampio, oltre che alimentare la speranza. Le persone che potrebbero spendere non lo fanno perché hanno paura del domani, si crea una sorta di gabbia psicologica. Chi fa impresa è più consapevole dei rischi e la fa con idee più strutturate rispetto a prima”.
Per il 2017 si prevede un ulteriore incremento della ricchezza sui territori con percentuali leggermente superiori al 2016 (0.7% per quanto riguarda Livorno). Per quanto riguarda la produttività del lavoro, le previsioni per il 2017 sono più favorevoli, seppur modeste. Critica la situazione sul fronte della disoccupazione, dove si stima un probabile -2.8%. Reddito e consumi delle famiglie registreranno, probabilmente, una crescita positiva, anche se inferiore a quella ipotizzata per il 2016 (19.264 euro per Livorno).
“Bisogna passare dalle parole ai fatti – conclude Breda – Livorno, per tornare a produrre ed avere maggiori opportunità ha bisogno di investimenti. Il rilancio del porto potrebbe aiutare la crescita industriale”.

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6 commenti

 
  1. # Marione

    Con che cosa si fa?

  2. # Astarotte

    CMF, SPICA, MOTOFIDES, CANTIERE, PORTO,PIRELLI, …..Ma di cosa si vive a Livorno?…Bar pieni, trattorie e ristoranti altrettanto, auto, moto intasano le strade…Tutti con il telefonino all’orecchio…Un tempo c’era chi dormiva sotto le logge…Esistevano le “baracche”…Fortunato chi aveva una “carretta” e faceva “sgomberi”( G.Masini, il noto tenore livornese, andava a Quercianella a “comprare” cocomeri…)…Chi possedeva una bicicletta, andava a Salviano (lontano??) a”ordinare” il vino…

  3. # rena

    bravi ma la domanda è dopo aver distrutto il tessuto industriale quanti anni passeranno ,ammesso di riuscirci, per ricostruirlo mi sembrano dati che non corrispondono alla realtà dei fatti a piombino tra tante difficoltà qualcosa si muove ,ma qui è tutto fermo ,immobile

  4. # ALF

    I dati sparati così a mitraglia lasciano il tempo che trovano. Ogni dato va valutato ed analizzato. Comunque non mi sembra ci sia una ripresa, basta vedere il dato sull’ocupazione, e quelli del settore terziario.

  5. # pino

    Stessi discorsi da 10 anni a questa parte

  6. # Efisio

    Ma perché non pubblicate la durata di queste attività? Non trovando lavoro è ovvio che la gente tenta la carta della partita iva, ma se pubblicaste anche la media dei bilanci forse ci sarebbe da fare due risate