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Centesimo approdo di una grande nave

Oggi il porto può ancora proporsi come snodo competitivo nei trasporti marittimi del bacino Mediterraneo. Si tratta di una portacontainer di oltre 300 mt di lunghezza e 48 di larghezza

Mercoledì 18 Dicembre 2019 — 17:58

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Il porto ha raggiunto il significativo traguardo del centesimo approdo delle grandi navi portacontainer appartenenti alla classe “post-panamax” (nella foto, si tratta di unità di oltre 300 mt di lunghezza e sino a 48 metri di larghezza) che scalano con frequenza settimanale il terminal Lorenzini. Il dato risulta davvero ragguardevole se si pensa che dal 2018, grazie ai lavori di miglioramento infrastrutturale eseguiti nel porto, i giganti del mare hanno avuto l’opportunità di arrivare ed operare nello scalo. L’obiettivo della Capitaneria di porto di Livorno di intensificare i traffici delle “grandi navi”, come si ricorderà, fu il frutto di un lavoro che vide coinvolta inizialmente l’Autorità di Sistema Portuale che aveva completato i lavori di escavo dei fondali dell’imboccatura e del canale di accesso e poi realizzato un più efficiente impianto di illuminazione portuale. La rivisitazione delle tariffe dei servizi di rimorchio e la professionalità dei servizi tecnico-nautici (piloti, rimorchiatori e ormeggiatori) hanno completato il quadro delle iniziative e dei contributi a supporto dello sviluppo di questa tipologia di traffici. E così oggi il porto di Livorno può ancora proporsi come snodo competitivo nei trasporti marittimi del bacino Mediterraneo. E mentre la manovra 100 si completava, l’Autorità Marittima varava l’ultimo provvedimento, in ordine di tempo – l’ordinanza n. 215 del 2019 – con il quale, a seguito di ripetute verifiche e sperimentazioni, è stata prevista la possibilità di manovra delle navi della stessa classe “post-panamax” sino al limite di 12 metri di pescaggio, in partenza. Altri traguardi potranno essere senz’altro raggiunti con la realizzazione del micro-tunnel nel quale verranno convogliate le condutture dell’Eni, opera che consentirà l’ulteriore allargamento del canale di accesso in modo da rendere possibile il transito di navi di dimensioni ancora maggiori, verso le quali l’armamento è oramai orientato per inevitabili economie di scala.

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