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CNA: “Baracchine: costi alle stelle e nessuna garanzia per il futuro”

Martedì 4 Ottobre 2022 — 13:57

La riflessione di CNA Livorro: "Energia più che quadruplicata. Qualcuno ha già ridotto i servizi. E il Comune?"

“I costi stanno salendo a dismisura fra energia e materie prime e fra le Baracchine del lungomare di Livorno – avverte Valentina Bonaldi coordinatrice di CNA Turismo e Commercio – qualcuno ha già ridotto i turni di servizio od il personale. Siamo di fronte ad una situazione peggiore di quella pandemica, che già aveva creato danni, ma niente in confronto al continuo drenaggio di liquidità cui sono sottoposte le imprese ogni mese con le bollette energetiche; ciò che va giù peggio è che tutto ciò sia frutto della speculazione finanziaria. Ci sono anche i costi delle materie prime che aumentano costantemente, mentre le attività fino ad oggi hanno fatto di tutto per non scaricare sui clienti, molto spesso abituali, gli aumenti dei prezzi”.

“Gli imprenditori si sentono fra l’incudine ed il martello – aggiunge il coordinatore di CNA Livorno Alessandro Longobardi – anche ritoccando di alcuni centesimi i prezzi di caffetteria e pasticceria, gli incassi non basterebbero a compensare gli aumenti energetici che sono esponenziali. Confrontando le fatture degli stessi mesi del 2021 con quelli del 2022 vengono fuori cifre incredibili ad esempio da 0,18 euro a Kw/h fatturato, a 0,75 cioè oltre quattro volte tanto fra costo energia, trasporto, oneri, accise e iva. Per talune strutture si tratta di aumenti dei costi energetici di decine di migliaia di euro. Nemmeno chi ha dei vecchi contratti più vantaggiosi è al sicuro, perché i fornitori di energia li stanno disdettando”.

“Dall’altro lato – continua Bonaldi – gli imprenditori non hanno nessuna certezza per il futuro delle loro concessioni, fattore che aumenta il rischio di far propendere gli stessi ad una dismissione degli investimenti in strutture e personale. Da quasi due anni abbiamo intrapreso un dialogo con l’amministrazione comunale sulla questione ma al momento non abbiamo colto i frutti sperati: chiediamo una revisione delle modalità di fruizione dei beni demaniali che dia certezza alle imprese di veder ammortizzati gli investimenti in tempi congrui”. “Ci sono situazioni diverse fra baracchina e baracchina, fra la zona dell’Acquario (sottoposta ad una nuova progettualità) e le strutture a sud dell’Accademia. Il tempo passa – conclude Longobardi – e le scadenze delle varie concessioni si avvicinano pericolosamente, mentre alcune sono già scadute. Facciamo quindi appello al Comune affinchè convochi al più presto il tavolo tecnico promesso per arrivare a legittime soluzioni che tutelino chi ha investito ed è nuovamente disposto ad investire sia sulle strutture che sull’occupazione, continuando a migliorare l’aspetto del nostro lungomare ed il servizio a turisti e cittadini”.

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