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Confcommercio e Confesercenti: “Priorità ai fondi sfitti”

Lunedì 28 Settembre 2026 — 10:40

Le due associazioni accolgono con favore l’apertura di un confronto sul tema della desertificazione commerciale: “L'obiettivo comune deve essere quello di riportare imprese, servizi e vitalità nelle strade della città”

“Sul tema dei cambi di destinazione d’uso”, specifica il responsabile sindacale di Confcommercio Livorno Alessio Giovarruscio, “riteniamo necessario muoversi all’interno di un quadro normativo chiaro e uniforme. Conosciamo le competenze del Comune in materia di pianificazione urbanistica, ma questa materia incrocia diritto di proprietà, concorrenza e ricettività, per cui soluzioni locali frammentate corrono il rischio di creare incertezza e contenziosi. Per noi l’obiettivo prioritario deve essere quello di riportare attività economiche nei locali oggi vuoti, soprattutto nelle zone che hanno maggiormente sofferto la perdita di negozi e servizi, dalle traverse di via Grande alle aree di piazza XX Settembre e piazza Garibaldi. I fondi sfitti possono tornare a essere una risorsa per la città, favorendo il commercio di vicinato e contribuendo allo stesso tempo a rendere le strade più vive, frequentate e sicure”. “Su questo terreno”, continua Giovarruscio, “il Comune dispone già di strumenti importanti. Confcommercio propone di lavorare su agevolazioni TARI e IMU per favorire l’affitto dei locali a canoni sostenibili, sulla creazione di una mappatura dei fondi sfitti e su strumenti che facilitino temporary shop e utilizzi temporanei degli spazi. A queste misure potrebbero affiancarsi bandi mirati per le aree commerciali maggiormente in difficoltà. La nostra disponibilità è quindi quella di proseguire il confronto con l’amministrazione e con tutte le realtà coinvolte, partendo da proposte concrete e dall’obiettivo comune di riportare imprese, servizi e vitalità nelle strade della città”.

Sulla stessa linea, Confesercenti esprime perplessità rispetto alla possibilità di sottrarre fondi alla loro funzione commerciale per trasformarli in abitazioni o destinarli agli affitti brevi. “In una città che già deve fare i conti con la desertificazione commerciale”, spiega il responsabile dell’area sindacale Livorno di Confesercenti Jacopo Simoncini, “ridurre ulteriormente il patrimonio destinato alle attività economiche rischia di andare nella direzione opposta rispetto alla rigenerazione urbana. Significa perdere vetrine, presidi e funzioni capaci di mantenere vive le strade, senza avere la certezza che la trasformazione in abitativo o in affitti brevi produca benefici per il commercio di vicinato”. Confesercenti richiama inoltre la necessità di distinguere chiaramente tra attività ricettive e affitti brevi. “Convertire un fondo commerciale per destinarlo agli affitti brevi significa trasformarlo in abitazione e può creare zone grigie difficili da controllare. Non possiamo neppure dare per scontato che questi immobili siano utilizzati da turisti o che generino automaticamente nuova domanda per negozi e pubblici esercizi”. Per Simoncini esiste anche un problema di equilibrio tra le diverse funzioni urbane. Un aumento della componente abitativa in aree già fragili può comportare maggiori esigenze in termini di traffico, servizi e rifiuti, mentre diminuiscono gli spazi destinati alle attività economiche. “Senza un piano integrato non c’è alcuna garanzia che questa operazione produca vera rigenerazione. C’è inoltre il rischio che una sperimentazione apra la strada a richieste analoghe in altre zone della città, con un progressivo impoverimento del tessuto commerciale”. Confcommercio e Confesercenti sottolineano infine la necessità di offrire certezze anche ai proprietari, evitando trasformazioni che possano rendere gli immobili più difficili da gestire o da riconvertire in futuro. Le due associazioni convergono quindi sulla necessità di affrontare il problema dei locali vuoti attraverso una strategia complessiva, che favorisca il ritorno delle attività economiche e renda nuovamente attrattivo investire nel commercio di vicinato.

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