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Confindustria: l’importanza della formazione nel colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro

Colmare il gap di competenze di giovani e meno giovani, creare un ponte tra le competenze delle big company e le Pmi toscane per cogliere le sfide del cambiamento. Se ne è parlato in un webinar organizzato da Confindustria LI MS

Lunedì 21 Giugno 2021 — 18:58

Secondo le ultime previsioni del Sistema Informativo Excelsior – osservatorio realizzato da Unioncamere e dall’ANPAL -, tra il 2021 e il 2025 il mercato del lavoro italiano potrebbe aver bisogno di 1,1-1,2 milioni di laureati e 1,3-1,4 milioni diplomati, corrispondenti nel complesso ai due terzi del fabbisogno occupazionale del quinquennio, e di oltre un milione di lavoratori con qualifica professionale. Il confronto tra domanda e offerta di neo-laureati mostra per il quinquennio potenziali situazioni di carenza nell’offerta per l’indirizzo medico-sanitario e nei diversi ambiti STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro rimane uno dei grandi problemi irrisolti del mercato del lavoro e un freno alla crescita industriale, soprattutto alla luce dell’alto tasso disoccupazione giovanile che segna nel 2020 a livello nazionale il 29,4% e in Toscana aumenta di tre punti rispetto al 2019, salendo al 26,2%. Preoccupanti i dati del territorio costiero, dove la disoccupazione giovanile nel 2020 raggiunge il 30,5% a Livorno e il 28,3% a Massa Carrara.

Queste le considerazioni che hanno spinto il Coordinamento Multinazionali e Grandi Imprese di Confindustria Livorno Massa Carrara a dedicare un momento di confronto a tutti questi temi con il webinar “L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE NEL COLMARE IL GAP TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO”, che si è svolto il 21 giugno pomeriggio. “I modelli di business aziendale si stanno oggi evolvendo ad una velocità molto alta, spinti dalla trasformazione digitale e dalla transizione al verde – afferma Massimiliano Turci, vice presidente di Confindustria LI MS delegato al Coordinamento Multinazionali e Grandi Imprese.  Tale evoluzione deve accompagnarsi allo sviluppo delle competenze. In un contesto simile, avere una pianificazione degli interventi formativi sotto forma di un piano architrave che abbracci più periodi dell’apprendimento, acquista un valore ancora più decisivo e riuscire a saperla gestire con azioni sinergiche tra aziende grandi, medie e piccole si rivela fondamentale”.

Bernardino Papasogli Tacca, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Livorno Massa Carrara, ha illustrato i risultati di una recente indagine condotta fra le imprese del territorio per identificare le professionalità tecniche ricercate. Esiti e prossimi progetti di BIG Academy, accademia toscana di alta formazione per il management, sono stati commentati da Paolo Ruggeri e Ludovica Fiaschi, rispettivamente presidente – oltre che vicepresidente di Nuovo Pignone, gruppo Baker Hughes – e direttrice dell’academy; mentre Matteo Bertolini, amministratore delegato di SIME srl, ha portato nella discussione la propria esperienza aziendale. Insieme a Cristina Greco, Consigliera del Ministero dell’Istruzione, sono state esaminate le opportunità delle Fondazioni ITS, e l’esperienza concreta sul territorio è stata descritta da Ludovica Fiaschi, nella sua veste di presidente dell’ITS Prime per la meccanica e la meccantronica.

“L’indagine sui profili e sulle competenze tecniche ricercate delle aziende del territorio – ha sottolineato Bernardino Papasogli Tacca –   rientra nelle molteplici attività che il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Livorno Massa Carrara sta portando avanti nel campo dell’education. L’importante risposta all’iniziativa e le indicazioni che ne sono emerse ci convincono sempre di più della centralità del tema per le imprese e, soprattutto, per tutte le componenti del sistema economico locale. Il percorso di orientamento, come recentemente ha sottolineato anche il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – deve iniziare fin dai primi anni del percorso scolastico e “deve coinvolgere le scuole, l’università, le imprese e tutta la comunità. Scendendo più nello specifico, il dato che più si evidenza nella nostra rilevazione, per quanto attiene i diplomati tecnici è che oltre il 35% delle risorse ricercate e/o dei profili idonei all’inserimento in azienda, sono “meccanici” subito seguiti da “elettronici” con il 22%. Per i laureati, trasversalmente tutte le imprese ricercano ingegneri, meglio se con laurea magistrale.  Tutti gli indirizzi hanno appeal, i più gettonati dal nostro campione: meccanico (26%) gestionale (17%), chimico (11%)”. “Il paradosso che emerge nel mondo del lavoro è che abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile decisamente elevato, ed allo stesso tempo molte imprese non trovano i tecnici specializzati di cui avrebbero bisogno. Occorre dunque far incontrare questi mondi per ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di competenze. La formazione ITS si pone proprio questo obiettivo”, ha aggiunto la dirigente scolastica, già assessora regionale, Cristina Grieco, nominata Consigliera del Ministro dell’Istruzione Bianchi del Governo Draghi. “Occorre credere ed investire nella formazione e in particolare nella formazione specialistica post diploma ITS, come sta facendo la Regione Toscana. I percorsi di specializzazione tecnica, con i loro programmi di studio in cui c’è un ruolo attivo del mondo del lavoro, sono i segmenti formativi più efficaci nell’ottica di trovare lavoro”.

BIG Academy – nuova realtà creata in Toscana da Baker Hughes Nuovo Pignone, El.En. Group, Kme, Leonardo e Thales insieme all’Università di Firenze e la Fondazione Cr Firenze – è la prima Business Academy che riunisce le competenze dell’Impresa, dell’Università e della Pubblica Amministrazione per potenziare le competenze dei Manager del futuro, delle PMI e delle Grandi Imprese. “BIG Academy si configura come la cinghia di trasmissione fra le grandi aziende internazionali e le piccole e medie imprese della filiera, di qualsiasi settore”, conclude Paolo Ruggeri. “E’ dunque una esperienza innovativa che mira a creare le condizioni per la necessaria evoluzione del sistema industriale e produttivo partendo dai processi, passando dalla costruzione di un linguaggio comune, per contribuire a stimolare la capacità di adattamento continuo fino ad arrivare a toccare il tema cruciale dell’innovazione”. Il tema del matching tra domanda e offerta del mercato del lavoro e la carenza dei profili professionali ricercati per la ripartenza delle imprese post Covid, sono sfide complesse. Per affrontarle sono quindi necessarie azioni coordinate su piani diversi, ma tra loro collegati: orientamento, alternanza scuola-lavoro (PCTO), Istituti Tecnici Superiori (ITS), alta formazione. Tutto ciò con una “alleanza” tra istituzioni e privati per contribuire a costruire un sistema economico competitivo e un territorio capace di attrarre talenti e investimenti.

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