Cerca nel quotidiano:


Così la Toscana punta sul Turismo Lento

#Cantiereturismo. Focus Turismo Lento" è stato il titolo del webinar (8 giugno) in cui i relatori hanno parlato della nuova visione di offerta turistica, innovativa e integrata, che punta alla ricerca di autenticità per migliorare qualitativamente l’attuale modo di visitare il territorio

Mercoledì 9 Giugno 2021 — 14:57

di Chiara Montesano

Mediagallery

Lo stop forzato ha quindi rappresentato l’occasione per ripensare nuovi modelli di business. In particolare il futuro della destinazione della Costa toscana guarda, appunto, al fenomeno del Turismo Lento

Turismo Lento, ovvero un turismo che permette di godersi a pieno le bellezze del posto in cui ci troviamo in vacanza. È questo il tipo di turismo che si sta sviluppando nel post covid ed è anche il turismo a cui sta puntando la Toscana per ripopolare di turisti le proprie città e i propri luoghi. Per creare un momento di confronto con gli imprenditori locali per il potenziamento sinergico del sistema turistico della Costa, Confindustria Livorno Massa Carrara, Associazione italiana Confindustria Alberghi, Federturismo Confindustria e Federvini, con il patrocinio di Assomarinas e Federterme hanno quindi organizzato l’8 giugno il webinar#Cantiereturismo. Focus Turismo Lento“. Secondo il Centro Studi Turistici di Firenze la Toscana prevede per questo anno una crescita di 4.7 milioni di pernottamenti rispetto al 2020. Le località, che stanno già ricevendo molte prenotazioni, sono quelle balneari e quelle rurali. Lo stop forzato ha quindi rappresentato l’occasione per ripensare nuovi modelli di business. In particolare il futuro della destinazione della Costa toscana guarda, appunto, al fenomeno del Turismo Lento, un turismo compatibile con il territorio e accessibile a tutti, dove gli attori territoriali possono posizionarsi come significativi nodi di un’unica rete di valorizzazione, in grado di favorire la nascita di nuovi prodotti ecoturistici, frutto dell’integrazione e della convergenza tra i vari interessi.
Il webinar si è aperto con l’intervento di Leonardo Marras, assessore all’Economia, Attività produttive, Politiche del credito e Turismo della Regione Toscana: “Questa iniziativa è coerente con lettura che la regione Toscana sta dando alla promozione turistica”. Dopo i saluti istituzionali di Maria Carmela Colaiacovo, vicepresidente Confindustria Alberghi, Marina Lalli, presidente Federturismo Confindustria, e Umberto Paoletti, direttore generale Confindustria Livorno Massa Carrara, sono intervenuti quattro imprenditori di successo del territorio: Albiera Antinori, presidente del Consorzio DOC Bolgheri Sassicaia e presidente del Consiglio del Gruppo Vini in Federvini, Marco Mantovani, presidente Fondazione Isola d’Elba, Laura Natali, amministratore unico Versilia NG Srl – Terme della Versilia, Gianluca Prianti, direttore generale Paradù Resort (ha condotto i lavori del webinar Divina Vitale, giornalista professionista e assaggiatrice Ais). “Il settore alberghiero ha subito una grandissima perdita – commenta Colaiacovo – Mancano i turisti provenienti dal nord America e quelli anglosassoni. È importante fare attenzione al turismo lento. Oggi la toscana è un esempio per i territori che vogliono emularla; gli alberghi devono essere in grado di accogliere i turisti soddisfacendo le loro esigenze e desideri, anche prevedendoli. L’iniziativa di oggi dimostra che in un territorio le sinergie tra realtà che si occupano di turismo sono una grande opportunità di sviluppo per tutti gli attori in causa e, in un quadro ancora più ampio, è possibile che tali dinamiche attivino attrattori meno scontati anche e soprattutto allo sguardo del mercato internazionale che costituisce oltre il 50% della nostra domanda. Un moltiplicatore di possibilità, capace di innescare il desiderio di un viaggio in Italia anche in un periodo di bassa stagione. Per il settore alberghiero la collaborazione con gli importanti partner del territorio toscano è certamente un richiamo importante per richiamare flussi turistici provenienti dall’estero certamente sensibili al pregio dei prodotti vinicoli locali e a quanto di bello e buono siamo capaci di offrire”. “La Toscana ha grandi valori ambientali, paesaggistici, industriali, di design e di shopping –  prosegue Mantovani – La base per dare valore al territorio è quello di alimentare un sogno. Il turismo che non è mordi e fuggi è rispettoso e ama il luogo”. Natali ha tenuto a sottolineare quanto i collegamenti siano necessari per far sviluppare il turismo: “La provincia è periferica ed ha bisogno delle istituzioni. È importante essere riconosciuti nel segmento turistico. Abbiamo bisogno di alta velocità, di aeroporti, della tirrenica, della pontremolese: i turisti devono poter arrivare velocemente”. La costa degli Etruschi, composta da 15 comuni, muove circa 5.8 milioni di presenza stagioni ed è seconda solamente a Firenze. Questo anno si preannuncia quindi come un’opportunità unica per la Toscana in quanto stanno già arrivando prenotazioni per l’alta stagione e per i mesi di settembre e ottobre. Prianti, per esempio, ha dovuto rinforzare il reparto prenotazioni del suo resort. “La pandemia ha contribuito a cambiare il paradigma del viaggio – dichiara Lalli – Quello che ci aspetta sarà un turismo di prossimità, legato non solo alle visite dei borghi, alla cultura, alle tipicità enogastronomiche, alla mobilità dolce e sostenibile ma che privilegerà il turismo lento. Un modo di viaggiare più consapevole e sostenibile che contribuirà alla valorizzazione dei territori meno conosciuti del nostro Paese e al rilancio delle economie locali. Sarà un’occasione per tutti noi per valorizzare quelle località che, per quanto vicine e spesso meravigliose, non hanno finora goduto dell’attenzione che meritavano e per lavorare tutti insieme alla promozione di quell’Italia meno nota ma così ricca ed autentica”. “Dopo un anno complesso, finalmente torna la possibilità di viaggiare e di vivere le emozioni che i nostri territori sanno offrire – sottolinea Antinori – Le bellezze artistiche e paesaggistiche abbinate alla degustazione dei vini e dei sapori tipici, costituiscono un patrimonio unico ed inimitabile. La ripresa dell’enoturismo va di pari passo con il graduale ritorno alla socialità e alla possibilità di accogliere i visitatori: la zona di Bolgheri nell’ultimo periodo ha saputo promuovere ed esaltare le proprie peculiarità e sempre più diventerà un polo di attrazione di turisti appassionati e curiosi di scoprire un territorio di dimensioni contenute ma dalla ricchezza vinicola straordinaria”. Conclude Paoletti: “Il valore della proposta che emerge dal Webinar è quello di provare a “trasformare” un limite (la mancata presenza della clientela straniera in Italia a causa della pandemia)  in un’opportunità per le aziende del territorio, dimostrando che,  con un’azione sinergica di Associazioni e Aziende, anche di categorie merceologiche differenti,  si può puntare sul turismo cosiddetto di prossimità:  un turismo lento e sostenibile che ha ottime potenzialità di intercettare il segmento del mercato domestico”.

Riproduzione riservata ©