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Economia del mare: un tesoro da 4 miliardi. I dati

Sabato 1 Aprile 2017 — 09:12

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di Riccardo Campopiano

Analizzando i dati Unioncamere si rileva che la Blue economy della nuova Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno nel 2015 poteva contare su 6.226 imprese e quasi 28 mila occupati, un potenziale produttivo che ha generato da solo oltre un miliardo di euro (1.351 mln/€) di valore aggiunto (il 49,4% del valore aggiunto Blue della Toscana) escludendo quanto prodotto dalle attività collegate che vengono attivate indirettamente da questo settore (clicca qui per leggere e vedere il nuovo sito messo online dalla Camera di Commercio).
Utilizzando un valore medio del moltiplicatore relativo al Centro Italia si può stimare, per Livorno e Grosseto nel complesso, un ulteriore valore aggiunto attivato in un anno dall’Economia del mare che risulta più del doppio di quello derivante direttamente dal settore: in pratica oltre 2.500 mln/€, che sommati all’unità prodotta dalla Blue economy in senso stretto portano il valore aggiunto totale a sfiorare i 4 miliardi di euro.

A fine 2015 tra Capalbio e Collesalvetti delle 6.226 imprese presenti, 2.195 hanno sede a Grosseto e 4.031 a Livorno; un tessuto imprenditoriale che nel complesso vale il 46,8% del potenziale Blue dell’intera Toscana (16,5% Grosseto, 30,3% Livorno) ed il 3,4% di quello nazionale (1,2% Grosseto, 2,2% Livorno).

Fanno parte di questo settore il 12,3% delle imprese complessivamente operanti a Livorno ed il 7,6% di quelle insediate a Grosseto (10,1% per l’area CCIAA Maremma e Tirreno). L’impatto sul tessuto economico è significativo considerato che a livello nazionale la percentuale si ferma al 3,1% (includendo nel computo i comuni non litoranei). Limitando l’analisi ai soli comuni costieri l’economia Blue italiana incide per il 9% sul tessuto imprenditoriale complessivo, anche in questo caso il valore risulta inferiore al 12,7% rilevato per l’area Grosseto-Livorno.

Rispetto al 2011, a differenza di quanto verificatosi per il sistema nel suo complesso, il tessuto imprenditoriale legato all’Economia del mare ha registrato un importante sviluppo: in Italia, mentre il totale delle imprese si riduceva dello 0,9%4, questo settore cresceva del 5,2%. In Toscana e nelle province di Grosseto e Livorno la Blue economy ha realizzato un incremento intorno al 4% mentre nello stesso periodo l’universo imprenditoriale si contraeva a Grosseto (-2,8%) e nella media regionale (-0,6%). Livorno è l’eccezione che conferma la regola in quanto, nei quattro anni in esame, anche il tessuto imprenditoriale complessivo è lievemente cresciuto (+0,8%) insieme all’Economia del mare.

Tra le province con la più alta incisività della Blue economy nel sistema economico provinciale (nell’ordine Rimini, Livorno, La Spezia, Trieste e Olbia-Tempio) gli incrementi più elevati in termini di imprese tra il 2011 ed il 2015 si calcolano per La Spezia e Olbia Tempio (per entrambe +8,2%). Il secondo miglior risultato è quello di Livorno, dove le imprese sono cresciute del 4,1%, mentre Rimini perde il 3% della dotazione locale di imprese Blue.

Nel V Rapporto Unioncamere sull’Economia del mare questo dato è arrotondato per eccesso al -1%.3. Stando alla metodologia utilizzata da Unioncamere l’Economia del mare si “dispiega” in sette filiere : Ittica, Estrazioni marine, Cantieristica, Movimentazione merci e passeggeri via mare, Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale, Servizi di alloggio e ristorazione, Attività sportive e ricreative.

La maggior parte delle imprese Blue tende a concentrarsi nel comparto dei Servizi di alloggio e ristorazione in tutti i contesti territoriali, seppur con percentuali diverse. Un’altra percentuale consistente è presente nell’ambito delle Attività sportive e ricreative, della Cantieristica, della Movimentazione merci e passeggeri via mare e della filiera Ittica. Soltanto una piccola nicchia di Blue enterprises si dedica alle Estrazioni marine o alle Attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale.

Grosseto e Livorno,  nello  specifico,  si  distinguono  per  la  forte  presenza  di  imprese  Blue  nelle   filiere Movimentazione merci e passeggeri via mare e Servizi di alloggio e ristorazione. Le imprese Blue di Livorno danno un contributo alla determinazione del valore aggiunto provinciale pari al 12,3%, una percentuale superiore rispetto a quanto calcolato non solo per Grosseto (7,9%) ma anche per molti altri territori.

In generale, nell’area di interesse della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, la gran parte del valore aggiunto 2015 dell’Economia del mare è stata prodotta dalla filiera dei Servizi di alloggio e ristorazione (44,4%) e da quella delle attività di Movimentazione merci e passeggeri via mare (27,1%). Resta comunque significativo anche il contributo offerto da Cantieristica (8,2%), Attività di ricerca,-regolamentazione-tutela ambientale, Attività sportive e ricreative (rispettivamente 6,9% e 6,5%) e filiera Ittica (6,3%). Nel 2015 l’apporto dell’Industria delle Estrazioni marine (0,6%) risulta minoritario mentre nel 2011 era più elevato

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