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Elba, Confindustria: “Oltre la stagionalità turistica” per rilanciare industria e occupazione

Martedì 29 Settembre 2026 — 16:14

Presentato a Portoferraio il documento di Confindustria Toscana Centro e Costa per costruire una strategia di medio-lungo periodo. Nautica, portualità e manifattura tra i settori su cui puntare. Tra le proposte anche una ZES per le isole minori e incentivi specifici

Costruire una visione di medio-lungo periodo per lo sviluppo economico dell’Isola d’Elba e delle isole minori della Toscana, andando “oltre la stagionalità turistica”, scongiurando la de-industrializzazione e valorizzando la storica vocazione industriale legata al mare e alla manifattura. Con questo obiettivo Confindustria Toscana Centro e Costa ha realizzato il documento “Sviluppo industriale e rilancio economico dell’isola d’Elba e delle Isole Minori toscane”, presentato oggi nel corso di un incontro a Portoferraio che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti del settore e imprese. L’analisi contenuta nel dossier evidenzia come, nonostante la recente riforma del Titolo V della Costituzione abbia introdotto l’articolo 119 per rimuovere gli svantaggi dell’insularità, l’economia dell’isola toscana soffra di una marcata mono-vocazione turistica stagionale e di una progressiva contrazione dell’industria. Le attività di alloggio e ristorazione rappresentano il 22% del tessuto imprenditoriale locale, mentre il settore manifatturiero incide soltanto per il 4%, registrando una contrazione del 24,3% delle imprese manifatturiere negli ultimi 11 anni e impiegando appena il 4,2% degli addetti isolani, contro una media del 10,3% nelle isole maggiori italiane. Eppure, l’isola possiede importanti potenzialità nel comparto della cantieristica nautica, della portualità e del turismo nautico, che potrebbero rappresentare leve strategiche per destagionalizzare i flussi e generare occupazione qualificata durante tutto l’anno, recuperando la storica cultura produttiva dell’Elba in chiave innovativa e sostenibile.

Le proposte: Carta degli Aiuti, ZES e risorse dedicate
Nel dossier Confindustria Toscana Centro e Costa avanza una serie di proposte di intervento, sia a livello regionale sia nazionale.

A livello regionale
Piano regionale di sviluppo industriale per le isole minori, con particolare attenzione a nautica, portualità, manifattura avanzata e logistica sostenibile;
incentivi specifici per imprese industriali e start-up/PMI innovative localizzate sull’Elba;
una quota mirata dei fondi FESR 2021-2027 per progetti industriali innovativi e sostenibili in area insulare;
percorsi FSE+ per giovani disoccupati e riqualificazione, costruiti con le imprese sulle competenze tecniche richieste;
verifica della possibilità di modificare la Carta degli aiuti 2022-2027 e impostazione della programmazione post-2027 per includere l’Arcipelago tra le aree assistite;
investimenti su trasporti e logistica, compresi digitalizzazione e servizi merci, per ridurre i costi strutturali dell’insularità;
prosecuzione del programma di lavoro della Commissione Istituzionale per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera.

A livello nazionale
Tra le proposte figurano l’introduzione di un “Fattore Insulare Industriale”, con premialità nelle misure nazionali di incentivo, e l’estensione della ZES alle isole minori, con condizioni che rendano effettivo l’accesso al credito d’imposta. Confindustria propone inoltre uno strumento dedicato, analogo alla ZES Unica, per compensare lo svantaggio insulare attraverso un pacchetto composto da credito d’imposta agli investimenti, semplificazione autorizzativa e sostegno ai costi di trasporto e di connettività energetica, calibrato sulle specificità delle isole minori del Centro-Nord. Completano le proposte credito agevolato e fiscalità di vantaggio per le PMI che sviluppano filiere coerenti con il territorio, con priorità a nautica e manifattura avanzata, oltre allo snellimento autorizzativo e alla creazione di uno sportello unico digitale dedicato, con accordi pubblico-privati per infrastrutture energetiche e di trasporto sostenibile. “La reindustrializzazione della Toscana deve abbracciare tutti i territori e in questo senso l’Elba e l’Arcipelago Toscano non fanno eccezione, non possiamo considerare l’insularità come una condizione di inevitabile svantaggio o come un vincolo insuperabile – sottolinea Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa -. Riconoscere i reali costi dell’insularità, soprattutto quelli occulti fatti di infrastrutture inefficienti e di regole inadeguate che rappresentano le zavorre alla capacità competitiva, significa mettere le nostre imprese nelle condizioni di investire, innovare e crescere, affiancando alla straordinaria vocazione turistica strumenti idonei e politiche industriali mirate, come la ZES (Zona Economica Speciale) Unica, istituita dal Governo nel 2024 per il Mezzogiorno. Le piccole isole rappresentano un contesto unico in cui le sfide dell’insularità si intrecciano con opportunità di sviluppo sostenibile, innovazione e coesione sociale”. Sull’integrazione tra risorse regionali, filiere strategiche e supporto nazionale interviene il presidente della delegazione di Livorno, Giovanni Laviosa: “Serve un’azione coordinata su più livelli per valorizzare le vocazioni industriali dell’isola, a partire da settori chiave come la cantieristica nautica, la portualità e la logistica. Come abbiamo evidenziato nel nostro documento, a livello regionale occorre strutturare un piano di sviluppo industriale insulare alimentato dai fondi europei, destinando risorse mirate anche alla formazione tecnica e alla qualificazione dei nostri giovani. A questo proposito, rivolgo un sincero apprezzamento all’iniziativa annunciata dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per una legge speciale dedicata all’Isola d’Elba e all’Arcipelago Toscano. Al contempo, per completare il disegno e mettere le nostre imprese in grado di competere, se a livello nazionale l’estensione piena della ZES Unica non fosse ritenuta percorribile nell’immediato, la nostra proposta è quella di attivare in tempi rapidi uno strumento dedicato di pari efficacia per la compensazione dello svantaggio insulare: un pacchetto di credito d’imposta agli investimenti, semplificazione autorizzativa e sostegno ai costi di trasporto e di connettività energetica calibrato sulle specificità delle isole minori del Centro-Nord”.

Adesione all’agenda industriale di Confindustria Toscana Centro e Costa
La giornata si è conclusa con la formalizzazione dell’adesione all’agenda industriale di Confindustria Toscana Centro e Costa da parte dei Comuni dell’isola — Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Marina di Campo, Porto Azzurro e Portoferraio — e delle principali associazioni di categoria regionali e locali: Associazione Albergatori Isola d’Elba, Assocom Elba, C.N.A. S.T. Isola d’Elba, Confesercenti Isola d’Elba, Federalberghi Confcommercio Isola d’Elba, Federalberghi Isole Minori e Na.Vi.Go scarl.

Un percorso per il futuro dell’Elba
L’evento segna l’avvio di un percorso condiviso per affrontare i temi dell’insularità, delle infrastrutture strategiche e delle opportunità legate all’economia del mare. L’obiettivo è tracciare una roadmap d’azione concreta, attraverso la costituzione di un tavolo tematico, per valorizzare questi elementi come motori di occupazione giovanile e innovazione, superando la dipendenza dal turismo stagionale e garantendo una maggiore stabilità occupazionale al territorio. In qualità di relatori hanno partecipato, oltre a Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, e Giovanni Laviosa, presidente della delegazione Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa, Alessandra Nardini, assessora regionale a istruzione, formazione professionale, università e ricerca, impiego, relazioni internazionali e politiche di genere; Nicola Sciclone, direttore IRPET; Giacomo Buzzoni, vicepresidente sezione cantieristica e nautica di Confindustria Toscana Centro e Costa; Corrado Neri, consigliere delegato Confindustria Toscana Centro e Costa; Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana; Giuseppina De Lorenzo, Regione Toscana; Alessandro Gentini, Federalberghi Isole Minori; Simone Morganti, presidente della sezione cantieristica e nautica di Confindustria Toscana Centro e Costa; Tiziano Nocentini, sindaco di Portoferraio; Enrico Sanna, Fondazione Sanlorenzo, e Gian Piera Usai, ANCIM.

L’analisi del dossier: il caso Elba tra criticità e divari strutturali
Tra le principali criticità evidenziate dallo studio di Confindustria Toscana Centro e Costa c’è lo svantaggio logistico e la continuità territoriale marittima e aerea: i costi dei trasporti e la mancanza di manodopera specializzata gravano sulla competitività delle aziende. I costi del trasporto marittimo hanno registrato un aumento del 7,6% ad agosto 2026 rispetto all’anno precedente, aggravati dall’introduzione del sistema EU ETS. C’è poi il nodo della ZLS. Nonostante l’inclusione di alcuni territori nella Zona Logistica Semplificata Toscana, la mancata classificazione dei Comuni elbani come zone svantaggiate “107.3.c della Carta degli Aiuti a Finalità Regionale” preclude alle imprese l’accesso al credito d’imposta sugli investimenti. Le imprese che investono sull’isola beneficiano quindi delle semplificazioni burocratiche, ma sono escluse dal credito d’imposta. Infine, il dossier evidenzia una emergenza demografica e giovanile: la popolazione residente tra i 25 e i 39 anni è in costante calo. Al contempo, la percentuale dei NEET tra i 15 e i 24 anni — giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione — si attesta al 15,6%, contro una media regionale dell’11,5%.

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