Entrano in funzione gli esoscheletri high-tech in porto
La testimonianza di Jonathan, un lavoratore della Compagnia: "Gli effetti benefici ci sono soprattutto per la schiena e per le gambe". L'armatura aiuterà i portuali nelle manovre di rizzaggio e derizzaggio di un rimorchio. Giunge così a conclusione un percorso intrapreso nel 2022 dall'AdSP per migliorare le condizioni di lavoro nell'ambito delle operazioni portuali
La tecnologia degli esoscheletri high tech in porto passa dalla sperimentazione alla messa in campo grazie alla fattiva collaborazione della Compagnia Portuale di Livorno. Dopo tre anni di monitoraggi, giunge a conclusione, con tanto di applicazione dimostrativa a bordo di una
nave della classe Eco della Grimaldi, un lungo percorso intrapreso nel 2022 dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale (AdSP MTS) per migliorare le condizioni di lavoro nell’ambito delle operazioni portuali. Nella Sala Gallanti di Palazzo Rosciano, quartier generale della Port Authority, sono stati illustrati tutti i passaggi salienti del progetto e i risultati delle numerose sperimentazioni condotte in banchina per testare l’utilità dei dispositivi esoscheletrici passivi nell’assistere i lavoratori con il fine di ridurre gli sforzi fisici a livello lombare e a livello degli arti superiori con particolare riferimento alle spalle. Lo studio finale, affidato dalla Port Authority alla IUVO srl – azienda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna (Pisa), sviluppatrice della tecnologia esoscheletrica MATE, prodotta da COMAU, leader mondiale nel campo dell’innovazione industriale – ha dato un riscontro estremamente positivo. Gli esocheletri testati nella prima fase dell’analisi sono stati di due tipi: i MATE-XB (per il supporto lombare), utilizzati in scenari di simulazione realistica delle attività di sollevamento e movimentazione di cassette di frutta, azioni ad alto rischio da sovraccarico biomeccanico tipicamente svolte presso il Terminal Livorno Reefer; e i MATE-XT (per il supporto dell’arto superiore),che sono stati provati presso il Terminal Darsena Toscana con l’obiettivo di sostenere le attività di movimentazione di aste lunghe e delle piastre per il fissaggio di contenitori a bordo e a banchina effettuato dalle maestranze della Compagnia Portuale. In entrambi i casi le apparecchiature si sono rivelate estremamente efficaci. E’ stato in sostanza dimostrato che il MATE XB ha portato in media ad una riduzione dell’attività dei muscoli erettori della schiena fino al 25%, mentre il MATE XT ha ridotto l’attività dei muscoli elevatori della spalla fino al 35%. Nella seconda fase, sono state condotte attività di test da parte dei lavoratori portuali durante lo svolgimento delle reali attività lavorative per valutarne l’efficacia sul campo e verificare l’assenza di interferenze. I risultati di questa fase hanno confermato le evidenze precedentemente raccolte con riduzioni dello sforzo percepito da parte dei lavoratori fino al 50%, dimostrandone il forte impatto positivo sul fisico dei lavoratori derivante dal loro impiego.
“Abbiamo già visto più volte come la tecnologia consenta di ridurre i costi operativi, migliorare la sicurezza della navigazione e velocizzare i tempi di sdoganamento della merce; oggi facciamo un deciso salto in avanti a beneficio dei lavoratori portuali” ha affermato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, che ha voluto rivendicare i risultati di un lavoro che ha visto impegnato un team di vera eccellenza, come quello della IUVO, e che ha coinvolto da vicino sia la Port Authority, che ha creduto sin da subito nella bontà di questo progetto, sia il mondo delle imprese, a cominciare dalla Compagnia Portuale di Livorno, che ha deciso di investire le proprie risorse economiche nell’acquisto di una partita di questi esoscheletri. “Come abbiamo sempre sostenuto – ha sottolineato ancora Gariglio – uno degli obiettivi cardine dell’Autorità Portuale, implicitamente indicati nell’art.6 della legge 84/94, è quello di salvaguardare i livelli occupazionali in porto, favorendo al contempo standard qualitativi sempre più alti. Il porto – ha aggiunto -non è fatto soltanto di traffici e infrastrutture ma soprattutto di persone, e ogni conquista fatta nel campo del benessere sociale vale per noi più di ogni oltra cosa”. A raccogliere i frutti di questo lavoro saranno le imprese portuali, che già da domani 24 marzo potranno utilizzare la nuova apparecchiatura. “Si tratta di un progetto serio, nel quale abbiamo creduto sin dall’inizio e che è stato suffragato da numerose sperimentazioni sul campo” ha dichiarato il presidente della CPL, Enzo Raugei. “Il motivo principale per il quale abbiamo deciso di investire in questa tecnologia – ha aggiunto – è dato dai benefici che nel medio-lungo periodo potrà garantire ai nostri lavoratori portuali”. Il n.1 della Compagnia ha infatti sottolineato come i lavoratori siano soggetti ad un progressivo logoramento fisico che nel tempo potrebbe far sorgere patologie: “Credo sia una gran cosa avere dalla nostra parte la possibilità di utilizzare un dispositivo basato su una tecnologia moderna il cui obiettivo è quello di ridurre il rischio di contrarre col tempo malattie professionali croniche invalidanti” è stata la chiosa finale di Raugei. “Per questo motivo, ci siamo resi disponibili fin da subito alla prima fase di sperimentazione e, attualmente, anche alla seconda fase, che prevede l’acquisto e l’utilizzo dei dispositivi, sottolineando il primato della Compagnia livornese nell’impiego degli esoscheletri in ambito portuale”. A margine dell’evento, l’amministratore delegato della IUVO, Alberto Fornaro, ha voluto ringraziare l’Autorità di Sistema Portuale e le imprese del porto di Livorno per il supporto: “Lo studio condotto insieme ad AdSP MTS e CPL ha avuto l’obiettivo di affiancare le imprese portuali nell’adozione informata e sicura della tecnologia” ha detto. “Questo percorso si sviluppa attraverso un’attenta valutazione del loro impatto nel migliorare l’ergonomia e la sicurezza dei lavoratori e attraverso un’adeguata formazione al loro utilizzo” ha aggiunto. “I benefici e l’entusiasmo riscontrati da chi indossa gli esoscheletri MATE per svolgere le proprie mansioni sono un’ulteriore conferma di come questa innovativa tecnologia possa essere applicata con successo in numerosi settori, riducendo significativamente l’affaticamento fisico e migliorando la qualità di vita delle persone”. Al termine della Conferenza Stampa, i giornalisti si sono poi spostati in porto, all’accosto 15 C della sponda est della Darsena Toscana, dove sono stati fatti salire a bordo della ECO Valencia della Grimaldi, per assistere ad una applicazione dimostrativa di un esoscheletro lombare, usato da un lavoratore della Compagnia per le manovre di rizzaggio e derizzaggio di un rimorchio. “Gli effetti benefici ci sono, soprattutto per la schiena e per le gambe” è la testimonianza offerta da Jonathan, che ha utilizzato l’apparecchiatura tecnologica per assicurare un semirimorchio. “A fine turno mi sento meno affaticato anche perché l’armatura mira a correggere la postura della schiena, spesso agendo da richiamo passivo per mantenere la colonna dritta” ha dichiarato, sottolineando che si tratta di “un ottimo risultato, soprattutto se si pensa che, nel caso di un imbarco, si effettuano sino a 250 attività di rizzaggio a bordo nave”.
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