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Urania, entro fine settimana lo smantellamento

Tra massimo due mesi il bacino galleggiante tornerà alla completa attività

mercoledì 12 settembre 2018 08:33

di Letizia D'Alessio

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Entro il 14 o al massimo il 15 settembre sarà ultimata la demolizione della nave Urania, l’imbarcazione del Cnr che da agosto del 2015 occupa il bacino Mediterraneo, a seguito di un incidente che costò la vita a un operaio napoletano di 38 anni (foto Simone Lanari).
L’annuncio è stato dato alla stampa l’11 settembre, durante la visita della stampa ai cantieri Azimut Benetti a cui hanno partecipato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini con i dirigenti Claudio Vanni e Enrico Pribaz; l’ex amministratore delegato di Azimut Benetti, Vincenzo Poerio; i rappresentanti della Capitaneria di Porto; dell’Agenzia delle Dogane, dell’Arpat, dei vigili del fuoco e dell’Asl. Finita la fase di smantellamento saranno sistemate le lamiere all’interno della platea che sono state compromesse nell’incidente.

Stefano Corsini parla dello smantellamento della nave Urania (foto Simone Lanari)

Tuttavia dall’Autorità portuale hanno fatto sapere che i danni alla struttura sono stati veramente lievi e che adesso si sta provvedendo a sistemare la parte impiantistica, per cui ci vorrà almeno un mese di lavorazione. Il bacino potrà essere rimesso totalmente in esercizio a fine ottobre però stando a quanto ha spiegato Pribaz potrebbero essere fatti dei certificati per poter svolgere alcune operazioni. Quasi 5 milioni di euro sono stati spesi per le fasi di rigalleggiamento, aggiustamento e di smantellamento dell’Urania e altri soldi dovrebbero essere ancora spesi. “A noi interessa rimettere in funzione il bacino per i vari che dobbiamo fare. – ha detto l’ex amministratore delegato di Azimut Benetti Poerio – Era previsto un varo a ottobre ma lo abbiamo spostato a gennaio”. Un secondo e un terzo varo (tutte e tre le imbarcazioni saranno lunghe 108 metri ma con volumi diversi) sono poi in programma per la fine di novembre e per la primavera, a fine marzo o all’inizio di aprile. “In caso di impossibile utilizzazione del bacino – ha concluso Poerio – dovremmo andare a fare i battesimi delle imbarcazioni in altri luoghi. Tuttavia non credo che questo avverrà, ormai possiamo dire che siamo alla fine delle operazioni”.

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