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“Estate positiva, ma i turisti spendono meno”

Lunedì 21 Settembre 2026 — 11:11

Confcommercio Livorno traccia il primo bilancio della stagione estiva: presenze sostanzialmente in linea con il 2025, ma maggiore attenzione alla spesa. Differenze tra Elba, città e costa

Una stagione complessivamente positiva, con flussi turistici che si mantengono sostanzialmente sui livelli dello scorso anno, ma con differenze tra territori e tipologie di impresa e, soprattutto, con una maggiore prudenza nei comportamenti di spesa dei turisti. È questo il primo bilancio dell’estate 2026 tracciato da Confcommercio Provincia di Livorno sulla base delle indicazioni raccolte tra gli operatori del territorio. “Le presenze ci sono state e la nostra provincia continua a dimostrare una grande capacità di attrazione”, spiega il direttore generale di Confcommercio Livorno Federico Pieragnoli. “Nel complesso ci attestiamo su una stagione sostanzialmente in linea con il 2025. Il dato interessante, però, è capire cosa accade dietro il numero delle presenze: quanto dura il soggiorno, quanto spende il turista e come questa spesa si distribuisce tra le diverse attività”. Una lettura che emerge con particolare evidenza all’Isola d’Elba. “La stagione alberghiera è stata complessivamente positiva, con risultati particolarmente buoni per gli hotel a quattro stelle”, osserva Massimo De Ferrari, presidente Federalberghi Confcommercio Elba. “Abbiamo registrato una minore presenza di stranieri, compensata da una maggiore componente italiana che però soggiorna più brevemente. Più complessa invece la stagione per altre attività della filiera, in particolare stabilimenti balneari e ristorazione. Il caldo estremo, soprattutto in alcune settimane, ha modificato le abitudini dei turisti: nelle ore più calde si è rimasti meno in spiaggia e si sono ridotti anche alcuni consumi fuori casa”. De Ferrari invita inoltre a leggere con cautela il dato nazionale diffuso dal Ministero del Turismo, che indica una crescita del 4,4% delle presenze rispetto al 2025. “Il dato è certamente positivo, ma il confronto deve tenere conto anche dell’ampliamento della platea delle strutture rilevate. L’introduzione del CIN e la conseguente emersione di una parte dell’offerta extralberghiera, a partire da B&B e locazioni turistiche, possono incidere sul confronto con gli anni precedenti. Prima di tradurre quel +4,4% in una crescita reale di pari dimensione occorre quindi analizzarne bene la composizione”. Anche Livorno città restituisce un quadro di sostanziale stabilità. “Per il comparto alberghiero livornese la stagione si è mantenuta nel complesso in linea con il 2025”, afferma Gianni Vignoli, presidente degli Albergatori Confcommercio Livorno. “È un risultato che consideriamo positivo perché consolida il percorso di crescita turistica della città. Livorno è ormai una destinazione che ha acquisito una propria riconoscibilità e sulla quale dobbiamo continuare a lavorare, soprattutto per trasformare sempre più il passaggio in soggiorno e allungare la permanenza”. Il quadro dell’intera costa provinciale viene dal vicepresidente di Confcommercio Livorno Fabio Busdraghi: “Il turismo tiene, ma per le imprese è stata una stagione più faticosa. La sensazione degli operatori è molto chiara: il turista non rinuncia alla vacanza, ma tende ad accorciarla, prenota più vicino alla partenza e soprattutto controlla maggiormente il budget. Inflazione, costo dell’energia e perdita di potere d’acquisto inevitabilmente incidono sulle scelte delle famiglie”. Un comportamento che si riflette direttamente anche sulla ristorazione. “I locali hanno lavorato e le persone ci sono state, ma questo non significa automaticamente maggiori incassi”, prosegue Busdraghi. “Si continua ad andare al ristorante o a prendere un aperitivo, ma si sceglie con più attenzione: magari una portata in meno, una bottiglia in meno, una spesa complessivamente più contenuta. Molte presenze ai tavoli non si traducono necessariamente in scontrini più alti”. “È su questo che dovremo concentrare sempre di più la nostra attenzione”, conclude Pieragnoli. “Non basta misurare il successo di una stagione contando quante persone arrivano. Dobbiamo capire quanto rimangono e quanto il turismo riesce a generare valore per l’intera economia locale. La sfida è costruire un’offerta capace di far vivere maggiormente il territorio: mare, ristorazione, commercio, borghi, cultura, natura ed esperienze. Un giorno di permanenza in più significa più valore distribuito tra molte imprese e più ricchezza che rimane sul territorio”.

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