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“Genova e Livorno? Porti complementari”. Parla il numero uno di Assiterminal

Sul canale Youtube dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale l’intervista al numero uno di Assiterminal e amministratore delegato di TDT, Luca Becce

Martedì 24 Ottobre 2017 — 12:12

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Livorno e Genova? Sono complementari e su questa complementarità occorre lavorare. La Darsena Europa? Se il progetto è stato salvato e finanziato dal Governo è perché si va ad investire su un porto sul quale si sono già curate le interconnessioni. Partono da qui le riflessioni che il presidente di Assiterminal e amministratore delegato di Tdt, Luca Becce, ha consegnato all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale in una lunga intervista pubblicata sul canale youtube dell’Authority (che potete ascoltare anche cliccando il link in fondo all’articolo).
“Livorno è favorita rispetto a Genova con riferimento alle connessioni che vanno dal mercato di riferimento, ovvero la Toscana, sino alle direttrici di collegamento con le macro-aree dell’Italia e dell’Europa nord orientale. Genova, invece, è favorita nelle connessioni con l’area nord-occidentale, e lo sarà ancora di più in futuro non appena verranno completate opere infrastrutturali importanti come il Terzo Valico”, ha esordito Becce. Per l’amministratore delegato del TDT, lo scalo labronico e il porto della Lanterna sono, insomma, “due porti che non si fanno concorrenza tra di loro, essendo deputati a servire aree differenti. Su questa complementarità sarebbe utile lavorare”. Il numero uno dei terminalisti italiani, che crede fortemente negli effetti positivi della riforma della 84/94, si è soffermato a lungo sulle potenzialità del porto della Città dei Quattro Mori: “Il Piano Nazionale della Logistica e della Portualità ha detto chiaramente una cosa: il problema principale dei porti italiani non è la mancanza dell’offerta infrastrutturale: non ci sono poche banchine, quello che manca sono le connessioni. Il gap che abbiamo con i porti del Nord Europa è principalmente dovuto a questo: siamo ancora deficitari nella capacità di inoltro della merce a destinazione”.

E la Piattaforma Europa? “Per Livorno è un progetto fondamentale, perché si va a realizzare un’area sostitutiva rispetto a quella oggi dedicata ai contenitori”.  La posta in gioco è alta: “Livorno – ha dichiarato Becce – che è da sempre il porto del continente americano, non ha connessioni con il Far East. Occorre quindi accelerare in modo radicale lo spostamento a mare della piattaforma contenitori, come peraltro sta facendo il presidente Corsini”.
Becce è convinto di una cosa: “Se il progetto è stato salvato dal Governo è perché Livorno ha già lavorato da tempo, e prima di altri, sulle interconnessioni e sulla capacita di inoltro della merce verso i mercati di destinazione. Noi oggi abbiamo l’unico porto in Italia ad avere la connessione diretta della ferrovia con la rete nazionale”. Non a caso, “i volumi di merce del Terminal Darsena Toscana inoltrati via ferrovia sono cresciuti in modo esponenziale in questi mesi, arrivando a rappresentare oggi il 20% del totale della merce complessivamente movimentata. Genova non arriva al 10%”. Becce è pronto a scommettere: “La Piattaforma Europa non sarà una semplice cattedrale nel deserto, ma grazie ad essa Livorno potrà non soltanto rafforzare i nostri servizi regolari da e per l’America, ma tornare a sviluppare una capacità commerciale di relazione con il Far East”.

 

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