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Il porto alla sfida delle grandi navi: verso un fondale di 13 metri

I lavori, affidati alla ditta Sales, avranno un costo complessivo di 100.000 euro, mentre l’importo previsto a base di appalto per il dragaggio si aggira intorno a 1,2 milioni di euro

Mercoledì 10 Febbraio 2021 — 12:07

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L’intervento è prodromico all’esecuzione del dragaggio di 80.000 mc di sedimenti che servirà a rimodellare il fondale a una profondità di 13 metri su un’area di circa 24 mila mq, con un ulteriore riprofilamento del canale di accesso alla darsena toscana

Sono decollati i lavori di resecazione (per una lunghezza di 35 metri) del Pontile 13 fra la Torre del Marzocco e la Darsena Petroli all’interno del porto di Livorno. E’ arrivata infatti lunedì 8 febbraio la piattaforma galleggiante Francesca della ditta Sales, munita di piloni stabilizzatori. Il mezzo ha a bordo un grosso escavatore munito di martello pneumatico che procederà a demolire i 35 metri del Pontile. I residui della demolizione saranno poi salpati utilizzando un altro pontone galleggiante dotato di gru e trasportati a dimora.
L’intervento è prodromico all’esecuzione del dragaggio di 80.000 mc di sedimenti che servirà a rimodellare il fondale a una profondità di 13 metri su un’area di circa 24 mila mq, con un ulteriore riprofilamento del canale di accesso alla darsena toscana che consentirà l’accesso di navi portacontainer anche da 11.000 TEU.
I lavori, affidati alla ditta Sales, avranno un costo complessivo di 100.000 euro, mentre l’importo previsto a base di appalto per il dragaggio si aggira intorno a 1,2 milioni di euro.
“Si tratta di un piccolo ma importantissimo intervento ai fini della sicurezza della navigazione nell’area di accesso al porto commerciale e del potenziamento della capacità di accogliere naviglio maggiore nel porto- ha commentato il presidente dell’AdSP, Stefano Corsini, presenziando all’inizio dei lavori -Nelle more della realizzazione della Darsena Europa, stiamo lavorando ormai da anni con l’obiettivo prioritario di conservare e accrescere la competitività dello scalo migliorando, per quanto allo stato possibile, le performance in termini di accessibilità”.

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