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In crescita le imprese di alloggio e ristorazione

Il Centro Studi e Ricerche della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno ha pubblicato i dati sul sistema imprenditoriale 2017. In calo le imprese agricole, del commercio, costruzioni e manifatturiero

Venerdì 23 Marzo 2018 — 15:40

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Il Centro Studi e Ricerche della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno ha pubblicato in questi giorni sul sito camerale un rapporto sulla dinamica del sistema imprenditoriale nel 2017; da tale studio si evince in modo particolarmente evidente come il processo d’incremento numerico delle sedi d’impresa presenti a livello locale, cominciato col 2014, si è esaurito definitivamente nel corso del 2017. I segnali di un forte rallentamento nella crescita erano stati d’altro canto ben evidenti nel 2016. In quattro anni lo stock imprenditoriale locale è comunque cresciuto di oltre 530 unità. Il 2017 si è caratterizzato per un saldo negativo fra iscrizioni (in diminuzione tendenziale) e cessazioni (in crescita), dopo due anni in cui era stato ampiamente positivo; tale dato, di per sé efficace nel riassumere l’andamento annuale, può essere spiegato, almeno in parte, con un aumento non indifferente delle cancellazioni d’ufficio che, comunque, per la specifica particolarità dell’iter procedurale non sono imputabili ad aspetti di natura congiunturale né tanto meno connesse a fenomeni economici relativi al breve periodo. Al contempo continua il percorso di progressiva capitalizzazione del sistema imprenditoriale locale: le società di capitale sono l’unica forma giuridica che risulta in crescita, grazie anche allo stimolo fornito dalla ormai consolidata norma che consente di semplificare il procedimento di costituzione delle srl. In termini di strutture operative la diminuzione delle sedi d’impresa è stata mitigata dalle unità locali, il cui andamento tendenziale evidenzia, per l’ennesimo anno, una buona propensione alla crescita, soprattutto da parte delle localizzazioni con sede fuori provincia; tanto che l’insieme sedi d’impresa più unità locali resta in sostanza invariato rispetto al 2016. Per riassumere, come già osservato almeno per una parte del 2016, l’andamento del 2017 conferma la tendenza ad un consolidamento dell’esistente patrimonio imprenditoriale, perché la propensione a creare nuove imprese appare ormai se non sopita, almeno ampiamente ridimensionata rispetto al triennio precedente, periodo in cui beneficiava del “rimbalzo tecnico” rispetto agli anni bui della peggiore crisi economica abbattutasi sull’Italia e sul mondo dal secondo dopoguerra ad oggi.

Sedi d’impresa registrate – Le imprese toscane non riescono a tenere il pur non sostenuto passo di quelle nazionali: le oltre 414 mila sedi censite al 31/12/2017 rappresentano lo 0,1% in meno di quelle che erano dodici mesi prima. Fra le province toscane, solo Pisa e Firenze mostrano un avanzamento tendenziale, entrambe nell’ordine dello 0,3%; tutte le altre risultano in calo numerico, dunque anche quelle di Grosseto (-0,1%) e Livorno (-0,4%), territorio, quest’ultimo, in cui si contavano 32.838 sedi d’impresa registrate a fine 2017. Dei quattro sistemi economici locali (SEL) che compongono la provincia, solo l’Arcipelago toscano mostra un andamento in controtendenza rispetto al resto del territorio, crescendo per di più ad un ritmo piuttosto sostenuto (+0,4%). Fra le altre variazioni spicca, in negativo, quella relativa all’Area livornese (-0,8%), SEL che ha un ruolo assai importante nel determinare l’andamento territoriale generale. La Val di Cornia e Val di Cecina hanno perso lo 0,3% delle proprie imprese. Suddividendo le imprese per classe di forma giuridica, emerge che l’unica a mostrare un aumento tendenziale è quella delle società di capitale (+1,7%), tipologia che ormai si distingue come seconda per diffusione, dopo le imprese individuali (-0,5%), le società di persone (-2,2%) e le altre forme giuridiche (-2,0%). In un contesto imprenditoriale già ampiamente terziarizzato, sono solo i comparti dei servizi a mostrare incrementi numerici fra le proprie imprese (con la sola esclusione della logistica): su tutti spicca l’ennesimo balzo in avanti delle imprese dei servizi Alloggio e ristorazione. Commercio, manifatturiero agricoltura e costruzioni (con le annesse attività immobiliari) accusano d’altro canto flessioni anche piuttosto marcate.

Natimortalità imprenditoriale – Nel corso del 2017 si sono iscritte al registro camerale 1.985 nuove imprese e, al contempo, le posizioni cancellate sono state 2.125, ben il 10% delle quali sono cancellazioni d’ufficio. Il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è dunque negativo per 140 unità. Per di più, il numero d’iscrizioni raggiunto nel 2017 rappresenta il livello più basso dall’inizio del decennio. Le iscrizioni sono diminuite del 6,4% su base tendenziale, andamento che si riscontra sia a livello toscano (-2,4%) sia italiano (-1,8%), seppur in misura meno marcata. Interrompendo una tendenza in atto dal 2013, le cancellazioni sono risultate in aumento (+7,2%), anche per la notevole crescita delle cancellazioni d’ufficio (+185%). Nei territori di confronto, dove le operazioni d’ufficio non hanno sperimentato una tale crescita, le cancellazioni sono risultate solo in lieve aumento in Toscana (+0,4%) o addirittura in diminuzione come in Italia (-2,1%). Il tasso di natalità è calcolato in 5,63 punti percentuali ed è inferiore sia a quello toscano (5,90%) sia a quello nazionale (5,88%). Al netto delle cancellazioni d’ufficio, il tasso di mortalità è pari a 5,75 punti percentuali (Toscana 5,52%, Italia 5,12%).

Unità locali – Al 31 dicembre 2017 le unità locali ammontavano a 8.251 unità, valore che, se sommato alle sedi d’impresa, porta ad oltre 41 mila il numero delle “cellule” produttive presenti sul territorio. Così come già osservato negli anni precedenti, anche il 2017 si è caratterizzato per una robusta crescita tendenziale delle unità locali (1,8%), dovuta in particolar modo all’andamento di quelle aventi sede fuori provincia (+3,3%), piuttosto che alle unità locali con sede in provincia (+0,8%). La crescita delle unità locali fa sì che l’intero tessuto imprenditoriale delle due province (unità locali più sedi d’impresa registrate) resti praticamente invariato su base tendenziale, rendendo meno rilevante l’arretramento in termini di sedi d’impresa e mettendo a segno un risultato almeno vicino a quello calcolato per Toscana (+0,1%) ma non per l’Italia (+0,6%). Infine, il livello di “plurilocalizzazione” (0,25 unità locali per ogni sede) è in lieve aumento rispetto al 2016 e resta più alto sia della media regionale, sia di quella nazionale.

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