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In mostra lo storico “Otto” iole Moby Dick

La barca a remi da competizione entra a far parte del museo delle imbarcazioni dove rimarrà in mostra sino al 15 settembre. Riapre inoltre il progetto Conurgenza, il contenitore d’arte di Cesare Inzerillo e Scenica Frammenti

martedì 31 luglio 2018 09:18

di Erica Giannetti

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Simbolo della tradizione remiera livornese, l’Otto iole Moby Dick entra a far parte del museo delle imbarcazioni (foto Lanari), dove rimarrà sicuramente sino al 15 settembre. L’imbarcazione va ad arricchire il parco navi a disposizione del Museo e assieme al Gozzo Teresa, al Navicello Pilade e al Rimorchiatore Marzocco si candida a diventare una delle fonti di attrazione per i cittadini e turisti che durante la 33esima edizione di Effetto Venezia affolleranno le strade di Livorno. La barca a remi da competizione, usata dagli Scarronzoni livornesi per gli allenamenti e le competizioni che avrebbero portato l’equipaggio alle Olimpiadi del 1936, è stata presentata alla stampa lunedì 30 luglio alla presenza dell’assessore comunale alla cultura, Francesco Belais, al dirigente promozione e comunicazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Gabriele Gargiulo, e al curatore per conto dell’Adsp dell’iniziativa, Enrico Campanella. Presente anche Paolo Pescia, membro dell’Agenzia dello Sport di Rosignano Marittimo (proprietaria dell’imbarcazione) e figlio e nipote di due storici Scarronzoni.
“Mio padre Pescino e mio zio Marino sono stati due vogatori del Moby Dick – ha raccontato Pescia – entrambi lavoravano allo stabilimento Solvay e si allenavano a Livorno, che raggiungevano in treno, o in bicicletta quando uscivano tardi da lavoro”.
L’imbarcazione subì un naufragio nel 1940 vicino alle secche di Vada, durante il quale persero la vita il timoniere e uno dei vogatori. Dell’Otto non si ebbero più tracce fino a quando il maestro d’ascia Luciano Gavazzi, in visita alla Società Canottieri di Orbetello, lo riconobbe e lo riportò a Rosignano dandogli nuova vita restaurandolo.
“Da anni – ha dichiarato Gargiulo – l’Adsp sta portando avanti un progetto di integrazione tra porto e città. Non è la prima volta che sviluppiamo assieme al Comune un percorso di stretta sinergia per riassegnare al porto, ai suoi mestieri e agli sport remieri, lo spazio che meritano di avere nell’immaginario collettivo”.
“Abbiamo voluto dare a questo Effetto Venezia anche una connotazione della cultura dello sport, – commenta Belais – soprattutto quella legata al nostro territorio. La tradizione storica degli Scarronzoni è presente alla grande in questa edizione. Ringrazio l’Adsp: il suo supporto è fondamentale”.
La sera del 4 agosto, sul palco della Cisterna in Fortezza Vecchia alle ore 21,30, sarà possibile assistere a Otto Con di Gabriele Benucci ed interpretato da Fabrizio Brandi. Lo spettacolo teatrale narra la vera storia degli Scarronzoni attraverso il racconto di Cesare Milani, il timoniere di sempre dell’armo livornese, il “con” dell’Otto Con.
Nel corso della conferenza sono state infine illustrate le iniziative che la Port Authority svilupperà per la cinque giorni di Effetto Venezia. Il percorso espositivo del Livorno Port Center aprirà ogni sera, dal 1° al 5 agosto, dalle 20 alle 23. Inoltre, nel cortile antistante il Magazzino ex FS, riaprirà il progetto Conurgenza, contenitore d’arte realizzato da Cesare Inzerillo e Scenica Frammenti in collaborazione con AdSP MTS nel 2018 e dedicato proprio agli Scarronzoni, vicecampioni olimpici a Berlino nel ’36. Le immagini contenute in Olimpya di Leni Rifenstahl e proiettate nel container con il titolo evocativo “Ali sull’acqua”, raccontano l’urgenza di riscatto di questi vogatori dalla crisi economica e sociale del ‘29. Una crisi, quest’ultima, che accomuna per tanti aspetti quell’epoca alla nostra, con tutto il portato di miseria e migrazioni che condividono e che rende per questo estremamente attuale l’urgenza degli Scarronzoni.

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