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L’ex silos granario è tornato a nuova vita

Dopo oltre trent’anni di chiusura il 18 giugno è stato riaperto uno dei Silos granari del porto, il più antico, attivo dal 1924 fino alla fine degli anni ‘80. Presente alla inaugurazione anche il presidente Giani: "Livorno porto della Toscana"

Sabato 19 Giugno 2021 — 13:02

di Letizia D'Alessio

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Dopo oltre trent’anni di chiusura il 18 giugno è stato riaperto uno dei Silos granari del porto (fotogallery Amore Bianco in fondo all’articolo), il più antico, che fu attivo dal 1924 fino alla fine degli anni ‘80 e che diventò inutilizzabile a causa dei cambiamenti industriali che si sono susseguiti nel tempo. Aperto nel 1924 prima vi si fece commercio di petrolio, poi di grano e ora mira a diventare un’attrazione per il turismo. Tre anni fa, nel 2018, dopo anni di fatiscenza, sono iniziati i lavori di riqualificazione e di messa in sicurezza e ora, a giugno 2021, dopo un’attesa dovuta anche al Coronavirus si è riusciti a riaprire questo luogo. “La riapertura del silos consente a Livorno – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani durante l’incontro al Terminal crociere– di aver un nuovo tassello per raccontare Livorno. Quella di oggi è una tappa importante che ci permette di affermare nuovamente che questa città è davvero il porto della Toscana”. Sicuramente un risultato non facile e scontato, quello di recuperare una parte del silos granario, un gigante che sta lì da oltre un secolo: “Mi auguro che si possa ristrutturare tutto, insieme alle aree intorno alla Fortezza vecchia e alla sua acquaticità – ha affermato Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale – Il silos fa parte dell’identità della città, tuttavia sono convinto che possa aiutare anche ad attrarre turisti a Livorno”. Anche il presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda è soddisfatto della riapertura della struttura, tuttavia “si tratta solo del primo passo di un complesso di idee che vogliamo portare avanti. Stiamo discutendo, con gli altri enti, vari progetti per valorizzare ciò che Livorno ha di bello e interessante”. Per il sindaco Luca Salvetti si dovrebbe avere il coraggio di riconvertire gli spazi non utilizzati a luoghi culturali, così come è stato fatto per il silos: “Livorno ha bisogno di essere attiva e ambiziosa, soprattutto nel recuperare i suoi spazi più belli. Come Comune ci stiamo impegnando, ma è necessario che tutti diano il loro contributo”. “Un biglietto da visita per chi arriva a Livorno – ha concluso Pietro Caruso, vicepresidente della Provincia – e che è pronto a vivere una nuova vita”.

Un po’ di storia: L’inizio dei lavori della struttura risalgono al 1921, che durarono tre anni. Nel 1924 fu inaugurata l’opera, uno dei primi edifici in Italia in cemento armato, con inserti di ferro e ghisa. Ci lavoravano trenta operai e la struttura riusciva a muovere, prendendolo dalle navi, oltre duecentomila tonnellate di grano. Erano 30 gli operai che lavoravano in questa gigantesca macchina, che ha cessato definitivamente la sua attività nel 1990.

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