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Livorno nella top ten dei primi porti crocieristici del Mediterraneo

Al rientro dall’Italian Cruise Day di Trieste, Porto di Livorno 2000 festeggia la posizione di leadership nel mercato delle crociere nel Mare Nostrum

lunedì 22 ottobre 2018 12:25

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Al rientro dall’Italian Cruise Day, il più importante evento della crocieristica in Italia che quest’anno si è svolta a Trieste, Porto di Livorno 2000 torna con un doppio risultato: Livorno, con la chiusura del 2018 a 795 mila passeggeri, si guadagna il 10° posto nella top ten dei primi porti crocieristici del Mediterraneo, piazzandosi dopo Barcellona, Civitavecchia e Palma di Maiorca, nelle prime tre posizioni e dopo Marsiglia, Venezia, Pireo, Napoli, Genova e Savona. Conseguentemente Livorno si attesta al 6° posto tra i porti Italiani.
L’altro significativo risultato è quello che ha visto il porto di Livorno qualificarsi nelle nominations che CLIA (Cruise Line International Association) ha riconosciuto come “Best Italian Cruise Destination 2018”, ovvero come porto che ha saputo al meglio coordinare e collaborare con i tour operator delle navi da crociera e con le stesse compagnie per la promozione della destinazione Livorno  e del territorio.
“Si tratta di un riconoscimento molto importante per noi – commenta il presidente Luciano Guerrieri (nella foto in pagina di Simone Lanari) – che premia l’intenso lavoro che in questi anni è stato svolto nel settore del marketing territoriale insieme alla Regione Toscana, guadagnandosi reputazione nei confronti dei tour operator e delle compagnie che hanno iniziato ad inserire nuovi itinerari sulla città e sul territorio”.

A tutto questo si deve aggiungere il programma di investimenti che il Terminal Passeggeri di Livorno sta portando avanti per la crescita del traffico crocieristico del porto, che nel 2019 registrerà un +3,1% per i passeggeri e un +11,2% sugli scali rispetto al 2018. La programmazione degli scali in atto rileva per il 2019 un valore assoluto di 820 mila passeggeri basato su una stima dei cosiddetti “lowers berths” ovvero la capacità minima delle navi e che perciò fa sperare in una crescita ulteriore di questo dato a consuntivo.

Questo risultato dipende da molti fattori che vanno dal miglioramento dei servizi operativi alle navi da crociera, all’accoglienza dei passeggeri ed agli interventi sulle strutture in attesa della realizzazione completa del Piano Regolatore.

Nel corso della giornata intensa di lavori a Trieste, segnaliamo un intervento molto incisivo di un rappresentante di una Cruise Line in cui, riferendosi alla pubblicazione dei dati dell’impatto economico del crocierismo sui territori (dato consolidato a fine 2017), ha sottolineato il valore della sostenibilità sociale legato a questo tipo di traffico che vede l’Italia in testa tra le nazioni europee per spese dirette del crocierismo (euro 5,463 miliardi) e posti di lavoro (119 mila per un totale di 3,7 miliardi di salari).
Questi numeri, come ha ricordato l’armatore, spingono alla necessità di una maggiore sensibilità politica ed istituzionale delle amministrazioni locali rivolta al turismo proveniente dal mare e di una comunicazione più efficace per far comprendere alle comunità il valore delle crociere.

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