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Livorno, via alla mobilità del futuro

Giovedì 17 Novembre 2016 — 14:53

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Camion intelligenti che trasmettono in tempo reale tutte le informazioni utili sul peso della merce trasportata. Tablet che monitorano costantemente il percorso dei mezzi pesanti, ricevendo informazioni su come le merci sono state immagazzinate, instradate, manutenute e consegnate ai clienti. Autovetture che dialogano tra di loro, scambiandosi notizie su ingorghi, incidenti o cantieri in avvicinamento. Il futuro è già qui, grazie a Etsi Its Plugtests, la prima sperimentazione europea di un innovativo modo di controllare la mobilità, attraverso sensori posti sui veicoli e sulle infrastrutture capaci di ‘dialogare’ tra loro.
I test sono stati effettuati per due settimane consecutive lungo il sistema infrastrutturale composto da Porto di Livorno e sgc Fi-Pi-Li, messo a disposizione dalla Regione Toscana, grazie a 40 imprese e 100 ingegneri provenienti da tutto il mondo per testare dispositivi hi-tech conformi agli standard di comunicazione europea. Al terminal Crociere dello scalo labronico si è svolto l’evento finale, alla presenza dell’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli e del commissario dell’Autorità Portuale di Livorno, Giuliano Gallanti.
“Il fatto che l’Europa abbia scelto la Toscana per la realizzare questi test assolutamente innovativi – ha dichiarato Ceccarelli – è la dimostrazione che la nostra è una regione europea a pieno titolo. Grazie a queste sperimentazioni, le comunicazioni veicolari intelligenti potranno fare un passo in avanti. Ci auguriamo che queste tecnologie che vediamo sperimentare ci consentiranno presto di attivare processi di innovazione e servizi che si irradiano verso il mare, verso il sistema città-porto e verso i grandi assi di comunicazione, generando e ricevendo informazioni utili ai sistemi informativi regionali, nazionali ed europei”.
“Siamo contenti che il porto di Livorno abbia fatto da apripista, mettendo in campo azioni che hanno una valenza strategica di sistema ed un interesse, in termini di innovazione e sviluppo, che va oltre il “sedime portuale”, ha detto il numero uno del porto di Livorno, Giuliano Gallanti.
Durante la sperimentazione, un semirimorchio della Gorent, dotato di un moderno computer di bordo ed equipaggiato con un sigillo elettronico dell’impresa italiana Leghorn Group, è stato in grado di trasmettere in tempo reale informazioni dettagliate: sul peso del carico, sulla temperatura e sulla presenza di ossido di carbonio all’interno del vano merci. Non solo, il sigillo elettronico, che viene usato per chiudere ermeticamente il vano del semirimorchio fino a quando le merci non raggiungano il paese di destinazione, ha trasmesso informazioni sul tipo di prodotto trasportato, sul suo stato, comunicando se e quando, durante il percorso da origine a destino, non ci siano state effrazioni.

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6 commenti

 
  1. # Franco

    Boia… l’ Europa ha scelto noi… il futuro è già qui, tablet che monitorano… ma semplicemente un tram sarebbe difficile? Per ora i bus sono inefficienti e Livorno è l’ unica città di medie dimensioni, con un area che va da Calambrone a Quercianella che ha una sola stazione ferroviaria! Un quartiere così popoloso come Ardenza non ha scalo. Tutti alla centrale ma il futuro è già qui…

  2. # fulvio

    Bello quante belle parole…intanto potete tappare qualche buca!!

  3. # francesco

    Mentre facevano i test sul mondo del futuro l’Assessore Ceccarelli se ne è accorto che sono quasi 10 anni che lo svincolo per la darsena Est è provvisorio e che la Regione non ha ancora provveduto a sistemarlo definitivamente ? Inutile ricordargli che per questo motivo ci hanno perso la vita anche portuali che si recavano al lavoro !

  4. # Giuliano

    L’Europa paga bene! Poi se rimane solo un progetto non interessa, i soldi sono stati presi.
    L’Autorità Portuale ne realizza parecchi progetti pagati dalla comunità europea.
    Peccato che non ci siano ricadute sulla vita quotidiana.Qualcuno però ha riscosso

  5. # Lino

    L’unico organo di stampa che ha dato questa notizia siete voi. Non una menzione su riviste, siti e forum specializzati. Ci sarà un motivo? Che valore può avere un’attività fatta a Livorno che di auto ne sa zero.

  6. # Anto

    Intanto per andare a Pisa bisogna fare un’ora e passa di macchina perché l’Aurelia è chiusa e su tutte le strade alternative ci sono cantieri o altri intoppi. Mah.