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Ottimo bilancio 2016 per la BCC di Castagneto

Venerdì 3 Marzo 2017 — 16:27

La BCC di Castagneto si accinge ad approvare nella prossima Assemblea dei Soci di maggio un bilancio dell’anno 2016 di tutto rispetto, grazie al quale la Banca consolida ulteriormente il proprio ruolo di banca locale di riferimento delle province di Livorno e Grosseto.
Dai dati ancora non definitivi emerge come la Banca guidata dal Direttore Generale Fabrizio Mannari chiude l’anno con una crescita delle masse amministrate che sfiora il 10%, con gli impieghi a clientela aumentati di quasi 50 milioni e la raccolta diretta di 75 milioni: si tratta di risultati estremamente lusinghieri, che dimostrano da un lato – quello degli impieghi – il sostegno creditizio che la BCC di Castagneto riesce ad assicurare al territorio di riferimento e dall’altro – quello della raccolta – il fatto che la clientela depositante percepisce la nostra Banca come un intermediario sicuro, a cui affidare serenamente i propri risparmi grazie anche all’atteggiamento di prudenza e correttezza sempre tenuto. L’utile dell’esercizio 2016 supera i 4,5 milioni – una delle poche eccezioni nel panorama bancario regionale che vede molte banche chiudere l’anno in perdita – con un cash flow generato di oltre 9 milioni, 3 dei quali sono stati accantonati a copertura dei crediti deteriorati: complessivamente, negli ultimi cinque esercizi la banca ha accantonato per questa finalità quasi 50 milioni di euro, grazie ai quali la copertura dei crediti problematici si è elevata quasi al 44%, in linea con i livelli medi di sistema. Sempre sul tema, vi è da precisare che l’incidenza delle sofferenze sul totale del credito erogato è del 6%, pari a circa la metà del livello medio del sistema bancario italiano.
Il patrimonio della BCC di Castagneto, grazie all’accantonamento dell’utile realizzato e alla crescita della base sociale, sfiora i 105 milioni di euro, con il CET 1 ratio che si attesta a circa il 13,5%, un valore più elevato rispetto a quello medio del sistema bancario: si tratta di un livello di risorse proprie assolutamente adeguato, tranquilizzante per i depositanti e in grado di supportare la crescita della banca anche negli anni a venire.
L’efficienza della struttura della Banca  è ben evidenziata dalle masse amministrate pro-capite (circa 14 milioni, oltre il 20% in più della media regionale) e dall’incidenza dei costi di struttura sul totale attivo, che a fine 2016 è pari all’1,50% circa.
L’Assemblea dei Soci che verrà convocata nel mese di maggio sarà chiamata a pronunciarsi, oltre che sull’approvazione del bilancio di esercizio, anche su un altro punto di vitale importanza, vale a dire a quale dei due Gruppi Bancari Cooperativi aderire tra Cassa Centrale Banca e Iccrea Banca: si tratta di una scelta difficile e delicata, siamo tuttavia certi del fatto che la riforma delle Banche di Credito Cooperativo consentirà alle banche virtuose come la nostra di continuare nel percorso di crescita con nuove e maggiori prospettive rispetto al passato.

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