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Paroli: “Livorno-Grecia, un legame indissolubile”

Il segretario generale dell'AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Matteo Paroli, ha partecipato nel pomeriggio di giovedì 7 ottobre all'iniziativa in programma nella Sala Ferretti della Fortezza Vecchia, dedicata alla comunità greca di Livorno

Venerdì 8 Ottobre 2021 — 00:32

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Il segretario generale dell’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Matteo Paroli, ha partecipato nel pomeriggio di giovedì 7 ottobre all’iniziativa in programma nella Sala Ferretti della Fortezza Vecchia, dedicata alla comunità greca di Livorno nell’ambito del programma delle celebrazioni del Bicentenario della Rivoluzione Greca.

In occasione della presentazione del libro della storica Despina Vlami, intitolato: “I mercanti greci a Livorno, 1750-1868”, Paroli ha rimarcato l’importanza di una relazione privilegiata, quella che unisce la Grecia all’Italia. “Una relazione – afferma Paroli – che è sopravvissuta nel corso dei secoli e che a Livorno ha trovato un concreto radicamento a cominciare dalla seconda metà del 1500, quando furono avviati con successo i primi interventi di urbanizzazione della cosiddetta città nuova”.

Paroli ha voluto sottolineare il piacere di essere presente all’evento. E ha interpretato come un segnale di auspicio il fatto che, ad appena un mese di distanza dall’assunzione dell’incarico di segretario generale dell’AdSP dell’Alto Tirreno, si sia trovato ad ospitare in Fortezza Vecchia una iniziativa che parla del rapporto indissolubile tra due Paesi del Mediterraneo. Un rapporto cui è professionalmente legato fin dai tempi in cui lavorava ad Ancona come segretario generale dell’Autorità Portuale del Mar Adriatico Centrale: “Ad Ancona, dove il 65% del traffico passeggeri unisce l’Italia alla Grecia, avevo rapporti pressoché costanti con il console onorario greco. Affrontavamo quotidianamente i problemi legati agli spostamenti dei cittadini greci nei viaggi verso il Pireo e Igoumenitsa. Per uno strano caso del destino ritrovo oggi, sulla sponda tirrenica, quella comunità che ho avuto modo di conoscere e apprezzare sulla sponda adriatica. lo considero un segnale di auspicio”.

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