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Porti, cambiano le navi e le merci: il futuro passa dalle nuove competenze

Venerdì 25 Settembre 2026 — 11:58

A Bruxelles presentato il manuale del progetto europeo NeXTraIn.PortS, coordinato dall’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale: 29 profili professionali e nuove competenze legate a digitale, energia e transizione tecnologica nei porti di sei città europee

Cambiano le navi, cambiano le merci. Ma, soprattutto, cambiano le competenze. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha presentato questa mattina a Bruxelles, nella sede della Regione Toscana, un manuale che ridisegna la mappa delle professioni portuali nei prossimi tre anni in sei porti chiave del Mediterraneo e del Nord Europa: Genova, Livorno, Pireo, Rotterdam, Venezia e Valencia. L’occasione è stata il meeting conclusivo del progetto europeo NeXTraIn.PortS, di cui è capofila la AdSP, e che punta a preparare i lavoratori portuali alle competenze del futuro, con un focus specifico sulla transizione digitale ed energetica. Il documento, frutto di un’indagine condotta dai soggetti promotori del progetto tra le aziende portuali nella primavera 2025 e incrociata con i dati del mercato del lavoro e con la classificazione europea ESCO, individua 29 figure professionali suddivise in quattro fasce: dirigenti esecutivi, quadri intermedi, personale tecnico-amministrativo e operatori di prima linea. Dal CEO al gruista, dal direttore della transizione energetica all’addetto al piazzale container, ogni ruolo viene descritto con un livello di dettaglio inedito: istruzione richiesta, certificazioni obbligatorie, competenze da acquisire e, soprattutto, le nuove abilità imposte dalla doppia rivoluzione in corso nei porti europei, quella energetica e quella digitale. Cybersicurezza, digital twins, intelligenza artificiale, carburanti alternativi come idrogeno e ammoniaca, realtà aumentata: termini che fino a pochi anni fa sembravano estranei al lavoro portuale e che oggi compaiono, con gradazioni diverse, nelle schede di quasi tutti i profili censiti, dal dirigente all’operaio. Dall’indagine emerge però anche un problema che riguarda la composizione della forza lavoro. Nel 40% delle aziende intervistate non ci sono donne nei consigli di amministrazione, mentre in un altro 40% la presenza femminile è inferiore al 25%. La situazione migliora nel middle management, ma torna a essere più critica nelle attività operative: nel 22% delle organizzazioni non risultano donne in organico. Anche l’età media rappresenta un elemento da tenere in considerazione. Nel 66% delle aziende, i lavoratori tra i 18 e i 24 anni rappresentano meno di un quarto della forza lavoro. La fascia più numerosa è quella tra i 35 e i 54 anni.

Per il settore significa dover affrontare contemporaneamente il ricambio generazionale e l’aggiornamento delle competenze di chi già lavora nei porti. È proprio su questi temi che si sono concentrati gli esperti del reparto formazione dell’Autorità Portuale livornese, guidati dal dirigente Claudio Capuano, che durante l’incontro conclusivo di NeXTraIn.PortS hanno lanciato una proposta destinata a superare i confini del progetto: la creazione di un osservatorio comunitario delle professionalità portuali, capace di partire dal partenariato attuale per estendersi progressivamente a livello europeo. Non una richiesta caduta nel vuoto: a raccoglierla, direttamente durante l’evento, sono stati i rappresentanti istituzionali di Regione Toscana, Regione Liguria e Generalitat Valenciana, oltre ad Assoporti, presente da remoto con Tiziana Murgia. Nel corso della giornata sono stati presentati anche gli scenari formativi legati alla realtà aumentata, sperimentati insieme ad attività d’aula sul campo e a piattaforme di e-learning testate durante le mobilità internazionali svolte nell’ambito del progetto. “Tra le righe tecniche del manuale, e ancora di più nelle richieste emerse a Bruxelles, il messaggio è chiaro: senza una formazione mirata su energia e digitale — e soprattutto senza aprire davvero le porte a donne e giovani — i porti europei rischiano di restare indietro proprio mentre il settore si gioca la propria transizione più importante”, ha affermato l’alto dirigente dell’AdSP. “Non si trasformano solo le infrastrutture, ma anche le persone che lavorano in porto. Il messaggio più importante, per me, è che non esiste transizione tecnologica senza una transizione nelle competenze: bisogna investire nelle skills necessarie per capire, gestire e usare le nuove tecnologie. La proposta di un osservatorio permanente delle competenze potrebbe essere il primo passo per trasformare questo manuale da fotografia di un momento a strumento vivo di programmazione, condiviso tra tutti i porti d’Europa”, ha aggiunto. Un ragionamento, quello di Capuano, pienamente condiviso da Tiziana Murgia, che ha voluto complimentarsi con l’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale per il lavoro svolto finora nell’ambito del progetto NeXTraIn.PortS: “Credo che la formazione sia il fulcro del futuro dei nostri porti” ha dichiarato, aggiungendo che “come Assoporti, abbiamo la certezza che i porti non sono solo infrastrutture, ma ecosistemi complessi che richiedono formazione su molte competenze professionali diverse, che devono lavorare insieme”. La dirigente dell’Associazione dei Porti Italiani ne è convinta:  “C’è bisogno di figure qualificate in grado di guidare questo percorso. La trasformazione digitale e le nuove tecnologie stanno cambiando il modo di lavorare nei porti, e le persone che ci lavorano cambiano insieme alla tecnologia. Per Assoporti la formazione è una questione centrale in tutti i temi legati alla digitalizzazione: bisogna investire nel capitale umano”.

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