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Porto in sciopero, adesione al 100%. E venerdì ancora 24 ore di stop

La decisione di mettere in atto uno sciopero di 48 ore è stata presa unitariamente da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti al termine del ciclo di assemblee con i lavoratori tenutesi dal 30 ottobre all'8 novembre

Giovedì 18 Novembre 2021 — 16:21

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A partire dalla mezzanotte di giovedì 18 novembre è scattato il primo dei due giorni di sciopero dei lavoratori dei porti di Livorno e provincia proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti (foto in pagina tratta dalla pagina Facebook della Filt-Cgil Livorno).
Nel corso della giornata di oggi l’adesione è stata totale. Il porto di Livorno e quello di Piombino sono rimasti praticamente bloccati: l’adesione allo sciopero è stata infatti del 100% (come da normativa sono comunque stati garantiti i servizi essenziali, come ad esempio quelli legati al traffico dei passeggeri). Presso i varchi del porto di Livorno sono inoltre stati organizzati presìdi e assemblee per illustrare e approfondire ulteriormente i motivi della protesta.

Lo sciopero nei porti di Livorno e provincia proseguirà ininterrottamente anche per tutta la giornata venerdì 19 novembre. Sempre venerdì, dalle 9.30 alle 12, sarà organizzata una manifestazione a Livorno in piazza del Luogo Pio. Nel corso dell’iniziativa interverranno dirigenti sindacali, delegati e lavoratori del sistema portuale livornese. In piazza non ci saranno soltanto rappresentanti dei lavoratori dei porti: alla manifestazione è infatti atteso anche l’arrivo di molti delegati sindacali da tutta la Toscana in rappresentanza delle varie realtà produttive della nostra regione.

La decisione di mettere in atto uno sciopero di 48 ore è stata presa unitariamente da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti al termine del ciclo di assemblee con i lavoratori tenutesi dal 30 ottobre all’8 novembre. La mobilitazione nasce per chiedere maggiore sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, contenimento del lavoro straordinario e superamento del precariato, riconoscimento del lavoro usurante per il lavoro portuale, stop all’autoproduzione e per denunciare la mancata proroga nel decreto legge Infrastrutture dei sostegni alla portualità per l’anno 2022.

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