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Porto, scatta lo sciopero alla Fratelli Bartoli

Il 21 febbraio sarà sciopero con presidio davanti ai cancelli dell'azienda e la Filt Cgil annuncia che chiederà la solidarietà di tutti i lavoratori del porto

Sabato 11 Febbraio 2017 — 16:39

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Una nuova tempesta si scatena in porto rispetto alla disdetta unilaterale di un integrativo, dopo LTM dove la trattativa si è riaperta e prosegue positivamente. Stavolta i problemi sono alla “Fratelli Bartoli”.
“Da tempo, ai tavoli di trattativa, dirigenza e proprietà della Fratelli Bartoli avevano annunciato l’intenzione di rivedere al ribasso le retribuzioni dei lavoratori, nonostante l’accordo di secondo livello sia ancora regolarmente in vigore. L’accordo integrativo è scaduto e da tempo è aperta la trattativa per il rinnovo – illustra Simone Angella, responsabile delle attività portuali della FilT CGIL di Livorno – ma il vigente accordo è ancora valido, in quanto contiene una clausola che ne prevede l’attuazione fino alla conclusione delle trattative. L’azienda lamenta perdita di fatturato e ci chiede sacrifici: la crisi però non ha riscontro nei volumi e nei fatti, tanto che la Fratelli Bartoli è costretta a esternalizzare il lavoro”.
Ancora una volta, il positivo trend del porto, decantato dall’Autorità Portuale, viene smentito dalle aziende stesse e ai lavoratori non resta che mobilitarsi contro decisioni unilaterali, ritenute inaccettabili. “Senza proporci nessuna politica di rilancio – prosegue Angella – l’azienda ha alleggerito gli stipendi, in modo unilaterale e senza alcun preavviso, non lasciandoci altra strada e costrigendoci a proclamare sciopero”.

Il 21 febbraio sarà, dunque, sciopero con presidio davanti ai cancelli dell’azienda e la Filt Cgil annuncia che chiederà la solidarietà di tutti i lavoratori del porto. “Non è più possibile sottovalutare tali episodi – conclude la Filt – perciò inizieremo con lo stato di agitazione e, se l’azienda non restituirà ai lavoratori quanto dovuto, il 21 febbraio incroceremo le braccia, chiedendo ai lavoratori del porto provenienti anche da altre aziende sostegno e partecipazione al presidio”.

 

 

 

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13 commenti

 
  1. # nienteparole

    Speriamo che Angella convinca i suoi compagni portuali a dare una mano!

  2. # luca

    Quando guadagnavano miliardi (ai tempi delle lire) e poi milioni (con l’euro) tutto bene. Poi al minimo calo subito togliere retribuzione ai lavoratori con la solita scusa della crisi …

    1. # fanciullo

      Meglio lasciare privilegi ingiustificati ai dipendenti o ridurre i costi e rilanciare un azienda che da 6 anni non vede un euro di utili, dove un operaio guadagna piu’ dei titolari???
      I traffici sono pagati all’osso e le aziende sono costrette a prendere lavori per sopravvivere. Il dover esternalizzare il lavoro non significa avere talmente tanto lavoro da non poter sopperire col proprio personale. Semplicemente la natura del lavoro (alti e bassi) puo’ richiedere extra operai da aziende esterne.
      Pero’ quando i dipendenti stanno a giornate a girarsi i pollici e percespicono stipendio pieno, tutti zitti vero???
      Siate obiettivi…..

  3. # old pine

    Cara CGL, ricorda la tua grandezza, costruita se serviva, a volte, con le braccia non proprio incrociate! La vertenza è di tutta la città di Livorno, falla tua se vi è ancora dignità nella tua dirigenza e non solo per il porto, tornerai a rappresentare Livorno e sappi che Il tuo avversario non lo trovi qui, lo trovi a Firenze e lo conosci bene.

    компаньоны сила.

  4. # AmoLivorno

    Solidarieta’ a tutti I lavoratori e lavoratrici in lotta.
    No un passo indietro……

  5. # Virgilio

    Perché i dipendenti della Bartoli per le altre vertenze hanno incrociato le braccia? io gli scioperi li ho fatti tutti…loro mai visti…troppo facile così…per le pensioni, per Delhi, Inalfa, Trw dove erano? A lavorare! E ora lavoro io!

  6. # Bruno

    L’Autorità portuale si fa grande per l’aumento di traffico nel porto di Livorno, dovrebbe sapere che ciò è dovuto principalmente per il rafforzamento su tratte gia esistenti ed a ciò si è sopperito in gran parte don la forza lavoro esistente. Per poter creare maggiore occupazione sono necessarie nuove opportunità, in particolare quelle gia esistenti che vanno solo rivitalizzate : queste opportunità secondo me sono le navi da crociera in particolare organizzare le banchine per quelle di punta e fare di tutto perché dette navi approdino nei pressi della città, porto mediceo A.fondale, per favorire l’afflusso in città del personale e dei passeggeri; l’altra opportunità sono i tre bacini dismessi colpevolmente danneggiando l’economia cittadina, con l’impegno potrebbero essere messi in produzione rivitalizzando l’occupazione diretta e indiretta ce le navi ai lavori danno: alberghi, fornitori di ogni genere necessario per la vita a bordo e per la propulsione e generazione della nave, equipaggi che per settimane circolano per la citta e naturalmente i lavoratori necessari per tutte le manutenzioni per rimettere la nave nelle condizioni di affrontare il mare per il prossimo anno . Quanto sopra esiste già a Livorno , solo questo può dare una boccata di ossigeno in sei sette mesi.

    1. # old pine

      Condivido quanto dice, temo proprio che la fanno facile in pubblicità per evitare di lavorare realmente sul fattibile
      Quando si concedono incarichi prestigiosi con lauti stipendi e non gli si fa una scaletta lavori controllata a vista nella esecuzione, vuol dire che sono li a fare altro per chi ce li ha messi !!!

    2. # rena

      concordo sulla parte bacini ,ma prima bisogna rimuovere la occupazione delle aree demaniali da parte della azienda privata che ha bloccato di fatto in questi anni qualsiasi soluzione per riattivare i bacini con la complicità nemmeno tanto velata di qualche istituzione cittadina con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti

  7. # Andrea

    Povera Livorno…..

  8. # Ernesto

    Gli scioperi della Cgil in Italia sono una buffonata ….. Le solite 4 ore di camminata in città ma così cosa vuoi ottenere…. Gli scioperi che facciamo in Italiano fanno ridere i polli

  9. # Virgilio

    Bartoli…Coop Toscana Lazio…non contate sull’appoggio dei metalmeccanici…quando c’è stato bisogno siete rimasti a lavoro e ci avete lasciati soli…a voi delle pensioni non interessava?…noi eravamo pronti a tutto..le altre categorie ci hanno lasciati soli…ora noi andiamo da soli per la nostra strada

  10. # viviano sardi

    i fratelli Bartoli, per quanto so, hanno nel tempo reinvestito in strutture e macchinari quanto guadagnato. Questo ha permesso che la Ditta potesse essere competitiva nel campo delle spedizioni . Certo è che da qualche anno soldi da reinvestire non ci sono più e questo è dovuto al fatto di dover tenere i prezzi bassi per non farsi portar via il lavoro da altre realtà portuali. Tutto questo calato in una crisi internazionale finanziaria.