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Pronti i sensori di monitoraggio dei rumori in porto

Presentato a Cagliari il progetto europeo Mon Acumen. L'Autorità Portuale in prima fila nella lotta all'inquinamento acustico

mercoledì 23 Gennaio 2019 17:28

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Si è svolto a Cagliari l’evento di lancio del progetto Mon Acumen (Monitoraggio attivo congiunto urbano – marittimo del rumore), che ha visto la partecipazione come capofila dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale. L’iniziativa, cui hanno aderito anche  l’Università di Genova, Agenzia Regionale per la protezione Ambientale Toscana, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, la Camera di Commercio di Bastia e l’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sardegna, affronta il tema della pianificazione e del controllo acustico nei porti commerciali dell’area di cooperazione con lo scopo di sviluppare una comune metodologia di analisi della descrizione acustica e del rilevamento del rumore, e definire una progettazione condivisa dei sistemi di monitoraggio necessaria a una efficace pianificazione, così come richiesto dalla Direttiva 2002/49/CE. Tra le attività previste la progettazione e la predisposizione di sistemi di rilevamento acustico delle maggiori sorgenti sonore in porto attraverso l’utilizzo di sensoristica dedicata e software di monitoraggio interoperabili, sostenibili e certificate. Lo scopo è quello di ottenere, confrontare e classificare dati sul rumore in porto per aggiornare la pianificazione portuale, comunale e provinciale, e predisporre interventi di risanamento e pianificazione dei trasporti. Per raggiungere questi scopi, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale si doterà di una strumentazione basata su sensori certificati di rilevamento continuo del rumore che saranno localizzati nei punti di maggiore interesse del porto. Questa strumentazione verrà integrata all’interno della piattaforma digitale Monica, l’infostruttura strategica per il monitoraggio e il controllo in tempo reale delle aree portuali. Il progetto, che ha la durata di 3 anni, prevede una spesa di circa 1.830 mila euro ed è coperto al 100% dal programma IT-FR Marittimo.

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3 commenti

 
  1. # francesco

    Oltre al monitoraggio delle sorgenti sonore nel nostro porto sarebbe importante il monitoraggio dell’inquinamento sulla popolazione abitante vicino alla banchine ! In altri porti ci sono state ordinanze che hanno previsto l’utilizzo di combustibili meno inquinanti per le navi all’ormeggio ma noi siamo rimasti indietro !

  2. # Stella

    Tutto bello, tutto giusto, ma io vorrei tanto dei “sensori” per l’inquinamento ripetuto e odioso delle ricorrenti nubi tossiche che ci ammorbano! Possibile che non si riesca mai a trovarne le cause?!

  3. # rena

    Anni fa quando si costruiva una banchina portuale era uso posare i binari per le gru da banchina rigorosamente elettriche ,ora al posto di quelle gru ci sono semoventi diesel elettrico che sommate ai generatori delle navi contribuiscono all’ innalzamento dei rumori, sono macchine che stanno in moto anche h24 , e ovviamente anche ad alzare gli inquinanti sarà il caso di tornare al vecchio sistema dove la movimentazione delle merci si faceva con mezzi a trazione elettrica naturalmente allacciati alla rete elettrica perché con le batterie questi mezzi andrebbero poco lontano

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