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Referendum. Cgil e Anpi spiegano “perché no”

La Cgil: " il rischio è un drastico calo del potere legislativo delle Regioni : il senato, infatti, avrà difficoltà a svolgere il necessario ruolo di coordinamento tra Stato e Regioni"

Martedì 8 Novembre 2016 — 16:48

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di Linda Lensi

Si avvicina la data del 4 dicembre, giorno in cui è in programma la tornata elettorale per il referendum sulla riforma del titolo quinto della Costituzione. La Cgil, in vista dell’imminente chiamata alle urne, ha invitato a votare “no” in occasione del prossimo referendum costituzionale impegnandosi a diffondere così le linee guida dell’Assemblea generale Cgil Nazionale di Roma.

“Ci sarà un dibattito al cinema-teatro 4 Mori di Livorno il 14 novembre alle 16.30 – spiega Patrizia Villa, della segreteria confederale Cgil– e sarà un’occasione di confronto per approfondire le motivazioni per cui Cgil e Anpi hanno deciso di schierarsi per riportare il dibattito riguardante la Riforma Costituzionale all’interno di una discussione ampia e democratica, che non si traduca in un’eccessiva centralizzazione nelle mani del Governo dei poteri dello Stato”.

percheno-immagine“Compressione degli spazi democratici” questa la critica principale che muovono le associazioni a quello che ormai viene definito il “combinato disposto” fra la nuova legge elettorale e la riforma costituzionale. “Di fronte a una modifica così radicale delle regole del gioco – prosegue Villa – il rischio è un drastico calo del potere legislativo delle Regioni : il senato, infatti, avrà difficoltà a svolgere il necessario ruolo di coordinamento tra Stato e Regioni, in quanto non sarà più elettivo, ma una sorta di dopo lavoro del quale le regole non sono ancora scritte. I nuovi criteri di elezione degli organi di garanzia, inoltre, saranno subordinati alla legge elettorale, facendo venir meno il bilanciamento dei poteri di cui la Costituzione è garante. Inoltre, la semplificazione del procedimento legislativo che si voleva ottenere, con il superamento del bicameralismo perfetto, è vanificata dalla moltiplicazione dei procedimenti previsti a seconda della natura del provvedimento in esame”.

All’iniziativa interverranno Dalida Angelini, segretaria generale regionale della Cgil Toscana, Peter Gomez, direttore del FattoQuotidiano.it, Saulle Panizza, professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Pisa e Carla Nespolo, vice presidente dell’Anpi nazionale.

“L’iniziativa è importante perché tenta di fare un ragionamento approfondito per spiegare a lavoratori e cittadini cosa accadrà se le riforme andranno avanti così come sono state concepite– illustra Gino Niccolai, presidente Anpi di Livorno – il secondo aspetto è la difficoltà di riuscire a informare: spesso è impossibile riuscire a divulgare pubblicamente e sugli organi di informazione le nostre posizioni, che vengono strumentalizzate piuttosto che dibattute”.
All’incontro parteciperà anche un duo di giovani attrici comiche, Giusi Salis e Fiamma Negri, che ironizzano sulla campagna mediatica del sì.

“Non è un problema di schieramento, è un problema di pensiero, dove va affrontata una discussione onesta, informata e decisa con un popolo sovrano che sta e deve restare al centro della costituzione – afferma Villa – e in tutta la Toscana – concludono Cgil  e Anpi – sono in corso iniziative comuni e concordate di approfondimento sulle ragioni del “no”, che stanno riscuotendo grande successo. Questo è il segnale che i cittadini hanno bisogno di spazi democratici di confronto che noi mettiamo volentieri a disposizione”.

 

 

 

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