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Sos dalla Camera di Commercio: in un anno meno 8000 contratti di lavoro

Negli scorsi mesi sono stati persi migliaia di contratti di lavoro e siamo ancora della bolla protettiva del blocco dei licenziamenti. A questo si aggiunge la difficoltà di reperimento delle professionalità che hanno le imprese più strutturate

Sabato 27 Marzo 2021 — 08:44

di Letizia D'Alessio

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Per 8 posizioni di lavoro su 10 sono state richieste competenze green che costituiscono un altro fattore strategico di competitività

Lo shock da Covid-19 frena i programmi di assunzione delle imprese nel 2020, con un calo del 30% rispetto al 2019 (corrispondente a circa 8000 contratti di lavoro in meno, inclusi quelli stagionali e di collaborazione). Le imprese di maggiori dimensioni, anche nel 2020, sono risultate più attive nella ricerca di personale. Nonostante la contrazione dell’occupazione, continua a salire la difficoltà di reperimento dei profili ricercati (24,1% contro il 23,4% del 2019). E’ quanto emerge dal “Rapporto sui fabbisogni occupazionali 2020 delle imprese dell’industria e dei servizi nelle province di Grosseto e Livorno” realizzato dal Centro Studi e Servizi  della Camera di commercio e presentato venerdì 26 marzo da CCIAA.
Tra i più difficili da trovare: ingegneri, architetti e professioni assimilate, specialisti in scienze matematiche, informatiche, fisiche e naturali, specialisti in scienze umane, sociali, artistiche e gestionali. La domanda di lavoro pianificata nel 2020 dalle imprese con dipendenti riflette dunque gli effetti della grave crisi pandemica, a cui le imprese hanno risposto introducendo cambiamenti e innescando un’accelerazione anche in diversi aspetti della trasformazione digitale e green. “I dati non sono dissimili da quelli nazionali – è il commento del presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda durante la conferenza stampa – ma sono veramente preoccupanti se consideriamo che la provincia di Livorno era già fragili prima della crisi innescata dall’emergenza Covid. Negli scorsi mesi sono stati persi migliaia di contratti di lavoro e siamo ancora nella bolla protettiva del blocco dei licenziamenti. A questo si aggiunge la difficoltà di reperimento delle professionalità che hanno le imprese più strutturate. Da sempre esiste uno scarto tra offerta e richiesta per le figure più specializzate, ulteriormente ampliato dall’accelerazione digitale intrapresa dalle imprese in questo momento, per cui esistono ampi margini di crescita per le figure formate nel digitale e nelle professioni green”. “Tutto questo ci deve far riflettere sul domani, perché ci troveremo presto ad affrontare una situazione ancora più difficile – ha aggiunto Breda – alla quale è essenziale rispondere al meglio. Da tempo la Camera di Commercio ha investito nella formazione specializzata, sia direttamente che a livello regionale nel sistema camerale e in collaborazione con la Regione Toscana. Ora quindi è ancor più essenziale investire sulla formazione specializzata adeguata, agendo fuori dal percorso scolastico, per favorire non solo l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”.
Circa 6 imprese su 10 nel 2020 hanno effettuato investimenti nei vari ambiti della trasformazione digitale. Molte aziende sono intervenute sul lavoro agile e sulla sicurezza sanitaria. Quanto agli aspetti tecnologici gli investimenti sono stati orientati prevalentemente sulla sicurezza informatica e su internet ad alta velocità. Saranno quindi proprio le competenze digitali, richieste al 51,7% dei profili ricercati nel 2020, uno dei principali punti su cui faranno leva le imprese per gestire la fase di recupero che si aprirà nei prossimi mesi. Mentre per 8 posizioni di lavoro su 10 sono state richieste competenze green che costituiscono un altro fattore strategico di competitività.

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