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Sulla Bolkestein impegno congiunto di tutti i candidati

Nel corso di un incontro che si è svolto mercoledì pomeriggio organizzato da Anva Confesercenti (la federazione dei commercianti su aree pubbliche) è stato illustrato lo stato dell’arte relativo alla spinosa e contrastata vexata quaestio

Giovedì 15 Febbraio 2018 — 17:05

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Una storia che pare infinita e che invece attende a breve di essere definitivamente risolta: questa in poche parole la questione legata all’applicazione delle Direttiva Bolkestein al settore del commercio su area pubblica, che da un decennio tiene in scatto centinaia di migliaia di imprese e imprenditori.

Nel corso di un incontro che si è svolto mercoledì pomeriggio organizzato da Anva Confesercenti (la federazione dei commercianti su aree pubbliche) è stato illustrato lo stato dell’arte relativo alla spinosa e contrastata vexata quaestio che vede i venditori su area pubblica tra i soggetti ricompresi dallo stato italiano tra coloro ai quali debba essere applicata la “Direttiva sui servizi del Mercato Interno”, approvata nel 2006 dal parlamento europeo, recepita in Italia nel 2010 e meglio nota agli addetti ai lavori come Direttiva Bolkestein, da nome del Commissario Europea che ne ha esteso il testo. In particolare si è fatto chiarezza sui pericolosi effetti che il testo inserito nella Legge di Bilancio 2018 approvata a fine anno 2017 avrebbe sul destino delle imprese ambulanti.

L’incontro, che ha visto la partecipazione del Presidente Nazionale ANVA Maurizio Innocenti e del responsabile commercio di Confesercenti Toscana Gianluca Naldoni ha rappresentato sia un momento importante per fare chiarezza sia un’opportunità di confronto importante con i candidati dei vari partiti delle prossime elezioni per Camera e Senato.

“Le modifiche che sono state introdotte con una votazione all’ultimo momento nel testo della Legge di Bilancio 2018 hanno stravolto completamente il mondo degli operatori del commercio su area pubblica”, afferma Gianluca Naldoni, Coordinatore Regionale Anva Confesercenti Toscana. “In particolare, nel comma 1181 della Legge 205 (Legge di Bilancio 2018) sono contenuti sono contenuti moltissimi cambiamenti” continua Naldoni “in primo luogo si stabiliscono specifiche modalità di assegnazione per coloro che nell’ultimo biennio hanno direttamente utilizzato la concessione quale unica prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare.  Si prescrive anche il numero massimo di posteggi assegnabili a un medesimo soggetto giuridico. Tutto questo se non modificato genererà numerose problematiche: non si potrà più vendere né affittare la propria azienda ambulante né continuare a fare tutto quello che fanno normalmente le altre aziende. Noi questo non lo accettiamo, le aziende, anche quelle del commercio ambulante, sono e devono essere parificate alle altre aziende; servono anche certezza degli investimenti e soprattutto serve di riflettere se l’esercizio del commercio su area pubblica configuri o meno una situazione di “consumo di risorse naturali” presupposto sul quale i governi italiani che si sono negli anni succeduti hanno continuato ad applicare la Bolkestein agli ambulanti. La politica deve mettere la testa su questa questione una volta per tutte”.

Da questo punto di vista l’incontro di mercoledì è senz’altro servito a far arrivare questo messaggio forte e chiaro ai candidati a Camera e Senato del collegio di Livorno. Erano presenti infatti all’incontro Fabrizio Pucci, di Liberi e eguali; Andrea Romano del Partito Democratico; Lorenzo Gasperini della Lega; Paolo Barabino di Forza Italia; Francesco Berti del Movimento 5 stelle i quali hanno dichiarato la loro disponibilità ed  impegno ad affrontare il tema Direttiva Bolkestein ed ambulanti nella sede parlamentare in caso di loro elezione, avendo appieno colto la drammaticità della situazione attuale e soprattutto il fatto che la partita va risolta a livello nazionale, togliendo anche da una posizione complicata e difficile le amministrazioni comunali che da tempo attendono una normativa definitiva per poter procedere a gestire in modo adeguato il commercio su area pubblica nei propri territori.

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