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Suolo pubblico. Confcommercio: “La disciplina sia rinnovata fino a fine 2021”

Il disciplinare sull'ampliamento suolo pubblico per le attività di somministrazione e per quelle artigiane alimentari ha permesso alle piccole imprese di lavorare, se in zona gialla, senza pericoli per il personale e per i clienti nei pochi periodi leciti di questo anno terribile

Domenica 28 Marzo 2021 — 16:58

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Il 31 marzo 2021 scade il disciplinare per l’occupazione del suolo pubblico istituito per supplire agli spazi dei pubblici esercizi in pandemia, ma nel frattempo nulla è cambiato e siamo di nuovo in zona rossa. Il disciplinare sull’ampliamento suolo pubblico per le attività di somministrazione e per quelle artigiane alimentari ha permesso alle piccole imprese di lavorare, se in zona gialla, senza pericoli per il personale e per i clienti nei pochi periodi leciti di questo anno terribile.
“La probabilità di contagiarsi e contagiare all’aria aperta è molto inferiore, per cui la nostra speranza è sempre stata quella di una proroga per tutto l’anno 2021 o fino a pandemia debellata –  afferma il direttore provinciale Confcommercio Federico Pieragnoli ricorda che – le imprese della ristorazione, i pubblici esercizi, le gelaterie, pasticcerie e pizzerie dal 1 giugno scorso sono state immensamente grate al provvedimento che regolava in via transitoria l’occupazione di suolo pubblico, con la possibilità di ampliamento dello spazio esterno fino al 100%”.
“Il 31 marzo è la scadenza del provvedimento e delle sue successive modifiche e proroghe – commenta la presidente provinciale per i Pubblici Esercizi Confcommercio Federica Garaffa Cristiani – ma dalla sua istituzione nulla è cambiato. Visto che il Decreto Legge governativo n. 41 del 22 marzo 2021 prevede l’esenzione dal pagamento del canone per il suolo pubblico per “le imprese di pubblico esercizio”, nulla osta a che la misura adottata con successo dal Comune di Livorno venga prorogata per tutto l’anno 2021. Solo così riusciremo, con l’ammorbidirsi delle restrizioni, e con l’incremento nel numero dei vaccinati, a riprendere a lavorare con gli spazi adeguati e senza rischi”.

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