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Raddoppiate le ore di cassa integrazione

Rispetto a gennaio-giugno 2015 il monte ore autorizzato è più che raddoppiato per operai e impiegati. A Livorno si passa dalle 2.046.061 ore nel primo semestre 2015 alle 6.123.159 dello stesso periodo 2016

Giovedì 10 Novembre 2016 — 12:28

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Il Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio ha realizzato come di consueto un’indagine sull’andamento della Cassa Integrazione Guadagni nel 1° semestre 2016 sul territorio di competenza (Livorno e Grosseto) ed ha reso disponibili anche alcune anticipazioni relative al mese di settembre.
In estrema sintesi, la Cassa integrazione guadagni è ancora condizionata dalla crisi edilizia a Grosseto e da quella della siderurgia a Livorno, mentre si registra un “effetto Job Acts” sull’impennata del monte ore autorizzato di inizio 2016.

Più in particolare:
A Grosseto, mentre nel complesso si riduce il ricorso alla CIG, aumenta il numero degli impiegati beneficiari di interventi di sostegno al reddito soprattutto nell’edilizia e nelle public utilities.
A Livorno, è ancora incisivo il contributo offerto dalla crisi dell’acciaio di Piombino alle statistiche sul monte ore di CIG autorizzato dall’INPS. Il contesto si presta a registrare con maggior intensità gli effetti delle modifiche normative introdotte dal Job Acts.
Tra gennaio e giugno 2016 sono state autorizzate dall’INPS oltre 6,7 milioni di ore di cassa integrazione guadagni a favore di imprese e lavoratori operativi nel territorio compreso tra Collesalvetti e Capalbio. Nello specifico, il citato monte ore interessa per il 90% la provincia di Livorno e per il 10% Grosseto, a conferma del diverso contesto produttivo caratterizzante le due province. Le ore autorizzate a favore di operai sono state 5.323.408 (78,4%) mentre quelle riguardanti figure impiegatizie sono state 1.462.394 (21,6%). Quanto alla scomposizione per tipologia di cassa l’autorizzato riguarda per il 90% la straordinaria, per l’8% l’ordinaria e per il restante 2% la CIG in deroga (Fonte. Elaborazioni Centro Studi e Ricerche CCIAA della Maremma e del Tirreno su dati INPS).

Rispetto a gennaio-giugno 2015 il monte ore autorizzato è più che raddoppiato sia per gli operai che per gli impiegati. Il principale responsabile di tale risultato è la CIG straordinaria (+194%) che come noto è lo strumento individuato per gestire le crisi aziendali più gravi e complesse. A ciò si affianca l’incremento minore della CIG in deroga mentre invece cala il ricorso alla CIG ordinaria (-43,6%). Quest’ultima incide tuttavia sul monte ore complessivo soltanto per l’8% e quindi non riesce a contrastare il forte incremento della straordinaria.
Nel primo semestre 2016 l’83,8% delle ore autorizzate per le due province riguarda l’industria manifatturiera che sembra quindi essere il principale responsabile della nuova impennata di richieste di interventi di sostegno al reddito. Su questo dato pesa in modo consistente la situazione livornese.
Per Livorno si assiste ad un importante incremento del monte ore autorizzato dall’INPS: si passa dalle 2.046.061 ore nel primo semestre 2015 alle 6.123.159 dello stesso periodo 2016. In pratica il ricorso alla CIG è più che raddoppiato, sia per gli impiegati che per gli operai. Il fatto che anche gli impiegati siano sempre più interessati dalla CIG confermerebbe di fatto l’esistenza e la persistenza di una crisi “strutturale” molto diversa da quelle passate di carattere più congiunturale che riguardavano essenzialmente il reparto produzione in senso stretto e quindi gli operai. I dati INPS ci dicono che il massimo incremento si è avuto tra gennaio e febbraio seguito da un aumento più contenuto, ma sempre significativo, a maggio. Da un confronto con il Centro Statistico Attuariale dell’INPS è emerso che alla base di questa eccezionale variazione registrata dalla CIGS su Livorno vi è l’effetto combinato dei punti sotto elencati.
Crisi del settore siderurgico di Piombino – La critica situazione delle acciaierie piombinesi ad oggi, nonostante l’avvento di Aferpi, non vede soluzione per gli ex dipendenti diretti e per il consistente indotto. Il 30 giugno 2015, al Ministero dello Sviluppo economico, è stato firmato l’accordo di programma per la messa in sicurezza, riconversione e sviluppo dell’intera area che ospitava i complessi industriali dalla ex Lucchini. L’accordo prevedeva che Aferpi si impegnasse ad assumere entro il 6 novembre 2016 tutti i 2.183 dipendenti della ex Lucchini. Lo scorso luglio si stimava che solo la metà dei lavoratori sarebbe stata riassunta subito, mentre per il resto si prospettava un periodo non calcolabile di cassa integrazione a zero ore. In sostanza fu stabilito che la riassunzione dei dipendenti Lucchini sarebbe stata progressiva ricorrendo nel frattempo agli ammortizzatori sociali, nella forma della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà.
Sfasamento temporale tra apertura della crisi aziendale e autorizzazione INPS per l’accesso agli interventi di sostegno al reddito: L’entrata in crisi “straordinaria” di un’azienda e l’autorizzazione della CIG ai dipendenti non sono eventi contestuali, pertanto la situazione verrà rilevata statisticamente con un necessario margine di ritardo.
D. Lgs. 148 14 settembre 2015 – A pochi mesi dall’accordo Aferpi è arrivato il D. Lgs. 148 del 14 settembre 2015, in attuazione di quanto previsto dalla legge 183/2014 (c.d. Job Acts), il quale ha riscritto la normativa sulle integrazioni salariali ricollocando in un unico corpo normativo tutte le disposizioni relative agli strumenti di tutela in costanza di lavoro. Tra le novità si segnala: la riduzione della durata massima di CIG e CIGS a 24 mesi, elevabili a 36 mesi con un contratto di solidarietà, l’introduzione dell’assegno di solidarietà e la sua equiparazione a quello di CIGS; l’estensione delle tutele a lavoratori sinora esclusi con evidenti ripercussioni sulle statistiche relative all’autorizzato (es. apprendisti); l’introduzione di norme volte a favorire la rotazione del personale nella fruizione del trattamento di CIGO, nonché il ricorso alla riduzione dell’orario di lavoro rispetto alla sospensione.

In definitiva, le citate novità hanno condizionato (ed in parte falsato) le statistiche sulla CIG che contabilizzano ad oggi elementi inesistenti nel primo semestre 2015 (es: apprendisti e solidarietà).
Da sottolineare che l’accorpamento statistico delle ore di CIG con quelle di solidarietà e l’estensione delle tutele a nuovi soggetti porta il monte ore di CIG autorizzate ad essere un indicatore di crisi migliore rispetto al passato, in quanto adesso include situazioni esistenti anche in precedenza ma che non venivano contabilizzate congiuntamente.
Quanto a Grosseto invece si rileva un trend negativo dell’autorizzato su tutte le tipologie di cassa che si concretizza in un minor ricorso alla CIG di una certa importanza: oltre 410 mila ore in meno rispetto allo stesso periodo 2015 (-38,6%) imputabile essenzialmente agli operai. Da sottolineare come in questa provincia stiano aumentando gli impiegati interessati dalla CIG (+7,6%) sia per l’ordinaria (+16,7%) che per la straordinaria (+10,2%) con esclusione della deroga (-27,8%). Del resto su questo territorio l’industria manifatturiera incide sull’autorizzato complessivo, sia in generale che nello specifico periodo di interesse, molto meno rispetto a Livorno. Si aggiunga anzi che il monte ore indirizzato al settore grossetano è passato dal 64,2% dello stesso periodo 2015 al 38,9% del 2016. E’ l’industria nel suo complesso a “pesare” maggiormente sulle situazioni di crisi grossetane ovvero non solo manifatturiero ma anche edilizia, attività estrattive e public utilities (totale industria 87,5%) (Fonte : Elaborazioni Centro studi e Ricerche CCIAA della Maremma e del Tirreno).

Alcuni dati, ancorché provvisori, a settembre 2016 ci segnalano un’ulteriore crescita dell’ammontare di ore di CIG richieste all’INPS. Il dato cumulato al 30 settembre oltrepassa in modo significativo la soglia degli 8 milioni di ore autorizzate e si riferisce all’intero territorio che va da Collesalvetti a Capalbio. L’incremento si aggira intorno al 131% rispetto a gennaio-settembre 2015 e risulta il monte ore più elevato in quest’intervallo di tempo dal 2006. E’ ancora il territorio livornese ad essere maggiormente interessato dato che su di esso insiste il 91% dell’autorizzato citato (ovvero 7.661.599) il quale, a sua volta, interessa per l’87,2% il solo manifatturiero.
In conclusione, le due province mostrano dinamiche sostanzialmente diverse. Mentre su Grosseto gli ammortizzatori sociali tendono ad interessare di più gli impiegati dei settori industriali non manifatturieri (edilizia e public utilities) a Livorno la crisi manifatturiera rimane aperta anche per gli operai a causa dell’irrisolta questione delle acciaierie, nonostante siano passati quasi tre anni dal commissariamento del principale stabilimento siderurgico di Piombino. A ciò si è aggiunta con il tempo la questione dell’indotto e delle modifiche normative, fattori che hanno prodotto un aumento dell’autorizzato INPS.

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5 commenti

 
  1. # Fox65

    Raddoppiate anche perchè tante aziende cavalcano l’onda della crisi per scaricare sulla collettività il fatto di non saper fare gli imprenditori

  2. # lega nord toscana livorno

    Alla faccia dell’aumento dei posti di lavoro tanto sbandierati dal governo Renzi,ecco qual è la vera realtà

    1. # Alfio

      Guarda che è Livorno l’isola infelice. L’articolo lo dice chiaramente

  3. # Chubby66

    E se pensiamo che nella legge di stabilità ci sono soldi e superammortamenti per l’industria 4.0 che come dicono tutti gli esperti ed il World Economic Forum, porterà nel mondo alla perdita tra i 5 e 7 milioni di posti lavoro ed alla creazione di un paio di milioni superspecializzati nei prossimi anni. Andiamo bene.

  4. # roberto

    invece di erogare cassa integrazione e di continuare a elargire anni di cassa perche’ non controllate chi percepisce da anni questa cassa integrazione e va a lavorare in nero, controllate i vari magazzini, i corrieri, ecc.forze si risparmierebbe.