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Cure palliative. “Il futuro? E’ a domicilio”. Il convegno

“Oggi il futuro delle cure è quello di assistere a domicilio –continua la dottoressa Luschi- perché si è dimostrato che è un gran risparmio per il servizio sanitario nazionale e non solo. La persona, a casa, viene posta al centro"

Mercoledì 5 Aprile 2017 — 07:46

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 di Giulia Vicari

“Lo spirito del convegno dovrebbe essere quello di ottenere delle risposte da parte delle persone che possono, dietro nostra proposta, prendere delle decisioni per quanto riguarda il futuro delle cure palliative, nello specifico delle cure palliative domiciliari”.
Con queste parole Francesca Luschi, presidente Associazione Cure Palliative Livorno Onlus, introduce l’argomento del convegno intitolato “Il futuro delle Cure Palliative e il ruolo del Terzo Settore. L’esperienza di Livorno” che si terrà sabato 8 aprile dalle 9 alle 13.30 al Centro Culturale in via delle Galere, 33 di Livorno.
Il Convengo, dopo i saluti delle autorità, sarà diviso in due sessioni, di cui la seconda, la tavola rotonda, sarà fondamentale perché il Rotary Club Livorno Mascagni e l’Associazione Cure Palliative Livorno Onlus si augurano di riuscire ad avere una sorta di promessa e di favorire una regolamentizzazione per il settore delle cure palliative.
size-medium” src=”http://www.quilivorno.it/wp-content/uploads/2017/04/17795686_10212416574466891_5103406892687427578_n-600×400.jpg” alt=”” width=”300″ height=”200″ />“Oggi il futuro delle cure è quello di assistere a domicilio –continua la dottoressa Luschi- perché si è dimostrato che è un gran risparmio per il servizio sanitario nazionale; un risparmio perché si evita i ricorsi impropri al pronto soccorso, si evita l’ospedalizzazione del malato nei vari reparti che non sono appropriati, si evitano anche tutta quella serie di prestazioni diagnostiche e terapeutiche che sono inutili. Oltre al risparmio c’è anche la grande valenza di mettere al centro la persona, perché tenere fino alla fine il caro a casa vuol dire farlo morire con i suoi cari, fra le mura di casa, e quindi rivalutare la persona e la sua centralità, con i suoi bisogni non solo fisici ma anche psicologici e spirituali”.
“Questa iniziativa si discosta un pochino dalle tradizionali cose che vengono organizzate dai club –spiega Federica Genovesi Ebert, presidente Rotary Club Livorno Mascagni – perché non è una iniziativa di raccolta fondi, ma di legiferazione, ovvero noi poniamo le nostre conoscenze, personalità, il nostro tempo e anche i nostri agganci per promuovere questo tavolo di discussione. In questo senso noi abbiamo fatto da volano per questo convegno cercando di riunire davanti ad un tavolo le autorità cittadine, le autorità sanitarie e le autorità politiche per comprendere questa realtà. Sicuramente la realtà delle cure palliative a Livorno è uno dei fiori all’occhiello e la cittadinanza lo sente particolarmente perché è radicata nel suo Dna. Il comitato organizzatore del convengo è composto dal dottor Giovanni Ghio Rondanina, promotore del convegno, dalla dottoressa Maria Crisanti Cagidiaco, dalla dottoressa Simonetta Starnini e dalla dottoressa Federica Genovesi Ebert”.
“Per assistere alla perfezione un malato terminale nella sua interezza e nei suoi bisogni non soltanto fisici, ma anche psicologici, spirituali ed esistenziali –conclude Federica Luschi – abbiamo anche previsto una spesa per un’assistente spirituale, insieme ai medici, le infermiere, gli operatori socio sanitari e le psicologhe. Questa figura, non ancora molto presente in Italia, è fondamentale perché è quella che serve ad evitare la cosiddetta solitudine del morente”

 

 

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