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Dimezzate le spese per badanti e infermieri

Sabato 23 Luglio 2016 — 11:54

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“Abbiamo triplicato il numero dei cittadini livornesi non autosufficienti che avranno diritto all’assegno di cura per pagare infermiere e badanti: da 100 passeremo a 300″. E’ questo quanto scrive il sindaco Nogarin sulla sua pagina facebook al riguardo dei sussidi per le cure sanitarie assistite. “Abbiamo anche dimezzato la quota di compartecipazione per l’assistenza diretta – continua il primo cittadino-  ovvero l’infermiera che viene a casa a prendersi cura di chi non può farlo da solo: chi prima pagava 15 euro ora ne pagherà 7. Tutto questo a parità di risorse”.
“Come? Rivedendo le fasce di reddito e utilizzando al meglio i fondi regionali. Fino a ieri il Comune riusciva a spendere solo 250mila euro per gli assegni di cura, rispetto a un budget di 400mila euro. E solo 115mila euro per l’assistenza domiciliare diretta, nonostante nelle casse ne arrivassero 150mila. I soldi non spesi dovevamo restituirli alla Regione.  D’ora in avanti – conclude – invece utilizzeremo ogni euro a disposizione per fornire ai cittadini un servizio essenziale e di qualità”.

Si amplia dunque la platea di cittadini livornesi non autosufficienti che beneficeranno dell’assegno di cura per pagare l’assistenza infermieristica domiciliare e badanti. Allo stesso tempo viene dimezzata la quota di compartecipazione richiesta a chi usufruisce del servizio di assistenza domiciliare diretta.
Tutto questo senza alcun aggravio di costi per il Comune.
“La vera sfida per noi amministratori – sottolinea Ina Dhimgjini, assessore comunale al Sociale – è quella di riuscire ad ottimizzare i servizi offerti con le poche risorse a disposizione. In questo caso ci siamo accorti che i fondi regionali a nostra disposizione non venivano spesi per intero. Siamo intervenuti e ora possiamo estendere un servizio essenziale e irrinunciabile per le famiglie che hanno una persona non autosufficiente a carico.
Fino a questo momento, infatti, il Comune riceveva circa 400mila euro dalla Regione per gli assegni di cura e altri 150mila euro per cofinanziare l’assistenza diretta. Ma, nel complesso, riusciva a spendere poco più della metà di queste risorse e i fondi non utilizzati a fine anno tornavano alla Regione.
La giunta ha innalzato il tetto dell’Isee sotto al quale si potrà accedere ai contributi, e d’ora in poi riuscirà a spendere tutte le risorse a disposizione”.

Assistenza domiciliare diretta
Possono accedere a questo servizio gli anziani over 65 in condizione di non autosufficienza, adulti e minori con handicap grave e le persone a rischio sociale.
Il limite Isee sotto al quale è possibile ricevere il contributo è stato innalzato da 24mila euro a 31mila euro. Non solo. La quota di compartecipazione richiesta a chi beneficia del servizio è stata dimezzata.
Un esempio. Prima una persona con reddito compreso tra 23mila e 24mila euro era costretto a pagare 15 euro l’ora per usufruire del servizio di assistenza domiciliare da parte di un operatore sanitario. Un servizio che costa 20 euro l’ora. D’ora in poi la quota di compartecipazione scenderà a 7 euro.
Assistenza domiciliare indiretta (assegni di cura)
Si tratta di un contributo per permettere alle famiglie che hanno un anziano over 65 non autosufficiente a carico, che non vogliono ricoverare in una struttura residenziale, di potersi pagare un’assistenza professionalizzata a casa.
Il reddito Isee massimo per beneficiare della misura è stato portato da 7.500 euro a 15.000 e la platea è passata da 100 a 300 persone.
Il valore dell’assegno erogato varia dai 150 ai 250 euro al mese e dipendono dalla fascia di reddito e dalla gravità attribuita all’anziano a carico da parte dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare.
“Queste misure – conclude Dhimgjini – sono una risposta concreta a un bisogno crescente nella nostra società. La crisi economica da un lato e l’allungamento delle aspettative di vita dall’altro impongono alle pubbliche amministrazioni di destinare sempre più risorse al sociale, in modo che nessuno resti indietro. E questo a Livorno lo stiamo facendo con continuità e coerenza ormai da due anni”.

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11 commenti

 
  1. # Gerone

    Qualcuno mi aiuti a capire. E’ stato innalzato il tetto ISEE da 24 a 31mila euro. Si tratta di reddito imponibile? Di reddito netto? A che reddito netto corrisponde un ISEE da 31mila euro?

    E poi, se è la Regione che stanzia i fondi, non dovrebbe essere la Regione a stabilirne le modalità di erogazione? Come può ogni Comune adottare regole a piacimento soltanto per accaparrarsi tutto il budget disponibile. Che modi sono questi? Se così fosse è roba da Corte dei Conti! La restituzione alla Regione non è come buttarli nel cestino ma permettere una più distribuita erogazione. I poveri e i malati non si dividono certo per comune di residenza!

    Può darsi che mi sbagli. Speriamo!

    1. # Gabriele

      L’ISEE è l’indicatore equivalente del patrimonio che possiedi. Deve essere calcolato da un Caaf o una struttura autorizzata e prende in considerazione patrimonio mobiliare/immobiliare, auto, moto, reddito annuo, componenti della famiglia ecc
      Non si può dire a 15.000 euro annui corrisponde ISEE tot perché non esiste una corrispondenza diretta.
      Esempio reddito 5 euro ma 10 case sul mare l’ISEE viene altissimo
      Ti posso dire che per esperienze mie personali una famiglia con casa di proprietà senza mutuo, 2 lavori medi (es insegnante/impiegato) e 2 figli ha un ISEE di circa 25-30 mila
      Famiglia separata con casa di proprietà si scende sui 20, famiglia con 3 componenti che lavorano e doppia casa di proprietà si va sui 40
      PS La cosa che conta di più sono i patrimoni mobiliari (ovvero se hai tanti soldi in banca purtroppo l’ISEE viene parecchio sbilanciato)

      1. # Gerone

        Grazie della risposta chiara e competente. È quindi come supponevo: L’aumento del numero dei fruitori e la diminuzione dell’onere a carico è il frutto di un “compitino” di finanza creativa da prima della classe, del tutto slegato dalla realtà, mirato all’utilizzo completo del budget senza tener conto del poveraccio della Val di Cecina che non riceverà niente perché il livornese non ricco ma benestante spende 50 euro in meno al mese! Di nuovo non c’è un progetto politico ma un gioco delle pulci a scopo propagandistico. Questi assessori assunti con il CV piuttosto che una storia di attività politica nel territorio che altro possono fare? Certo sempre meglio del risibile show del cacciucco o delle trovate infantili della mobilità da luna park ma, senza per questo glorificare niente e nessuno e soprattutto il passato (non ci sarebbe bisogno di dirlo ma con questo vivere di solo antiPDismo purtroppo va specificato, anche da chi il PD non l’ha mai votato come me) rimarco ancora come l’incompetenza sia il vero nemico da battere, soprattutto quando è incosciente come ancora in questo caso. Folli, folli e presuntuosi, in nome di un etica e di una morale da puritani. Una ventata di nuovo tanto sperata e tanto sprecata per adesso. Speriamo veramente prevalga il buon senso da qualche parte e queste avanguardie giacobine siano presto messe da parte da una gestione più saggia del potere che il voto democratico ha dato a questo Movimento 5 Stelle.

    2. # Pinco

      Provo ad avanzare qualche ipotesi a mio avviso plausibile. La Regione perché stanzia questi soldi al Comune di Livorno? Con ogni probabilità dai dati ISTAT tra i residenti ci sono un numero di anziani che statisticamente per l’età e reddito avranno necessità di assistenza. Magari una pessima pubblicità di questo servizio faceva sì che molte persone bisognose di assistenza non sapevano nemmeno di averne diritto e quindi i soldi avanzavano non perché inutilmente stanziati ma per pessima gestione. Ecco che magari questa amministrazione che avrà tante pecche ha almeno questo merito di aver informato e distribuito i fondi regionali.

  2. # tiranno

    Però restituire i soldi alla Regione perchè i fondi a disposizione avanzano non mi sembra una buona amministrazione ! Se era una cosa fatta bene perchè ce lo hanno tenuto nascosto fino ad ora ?

  3. # CARLO

    Naturalmente ogni volta che si parla del sindaco…e che, ci vogliamo far mancare….COLPA DI NOGARIN??????

  4. # LabroniDOC

    Il livornicolo non perde mai l’occasione di criticare!!!

    VAI FILIPPO!!

    Non restituirgli un euro a Rossi!!!

  5. # Citta Dino

    Ottima notizia, senza dubbio, ma vorrei capire per quale ragione prima non si riuscivano a utilizzare tutti i soldi erogati e ora sì.

  6. # Franco

    O lasciatelo lavorare cribbio…ma come si deve fare con questi rossi incalliti pidioti…vai Filippo ormai non ti ferma piu’ nessuno ed ottobre sara’ la fine della dittatura e ci sara’ nuova vita..buon lavoro Sindaco!

  7. # Danius

    Ok, ma non mi tornano i conti..recuperando una cifra pari a circa un quarto, come è possibile triplicare gli assegni ed aumentare i contributi per l’assistenza domiciliare? La matematica non è un’opinione e quindi chiedo a chi conosce come sono realmente i fatti di far luce..sento puzza di fregatura come per il reddito di cittadinanza che è stato assegnato tagliando le social card e molti fondi destinati per il sociale..

  8. # Gerone

    Ogni volta che viene criticato il Sindaco, la Giunta o il M5S in una delle sue molteplici espressioni, c’è qualcuno che invece di rispondere sul punto, come usa nella critica democratica, si indigna come se “criticare” sia come “importunare” o “disturbare” e le tesi proposte non fondate ma strumentali, a prescindere. Queste reazioni psicologicamente narcisiste e polemicamente antidemocratiche non fanno confermare la mia preoccupazione sulla effettiva competenza a governare di questi soggetti, che si nutrono non di luce propria ma dello schifo popolare verso la politica in essere. Spero che la spirale giacobina, già vista nella storia più volte, e ogni volte finita in tragedia, si interrompa.