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Martina è salva “coccolata” dal reparto di ostetricia. Ora l’incontro con Aurora

Martedì 25 Ottobre 2022 — 12:00

Nelle foto il benvenuto delle ostetriche, che ringraziamo per la foto, a Martina; Martina, che ringraziamo per la disponibilità, con il primario Sergio Abate, la ginecologa Giulia Zanca e il ginecologo Alessandro Lucchesi; lo striscione dedicato dagli amici a Martina e alla figlia Aurora

Martina è stata ricoverata il 14 settembre per un arresto cardiaco secondario all'aneurisma al nono mese di gravidanza. Dal 22 ottobre si trova a Ostetricia. Il primario Abate: "Un immenso lavoro di squadra tra reparti, complimenti a tutti. Un plauso alla velocità di azione e al sangue freddo delle ginecologhe Ramacciotti e Bertolini, dell'ostetrico Dini e dell'ostetrica Nosiglia"

Martina è salva. Dal 22 ottobre è coccolata dal personale ostetrico e medico del reparto di Ostetricia di Livorno in attesa delle dimissioni e con il pensiero rivolto ad Aurora, la figlia che presto potrà incontrare. La 23enne livornese è stata ricoverata il 14 settembre per un arresto cardiocircolatorio secondario alla rottura di un aneurisma a carico dell’arteria splenica al nono mese di gravidanza. Le è stato subito praticato un taglio cesareo di emergenza in barella, nella shock room del pronto soccorso, e oggi è fuori pericolo grazie ad un immenso lavoro di squadra tra tanti reparti. Una volta venuta alla luce, Aurora è stata portata in terapia intensiva a Pisa e Martina in Rianimazione a Livorno dove è stata assistita fino al 20 ottobre. Sono stati giorni difficilissimi per i familiari, gli amici (che hanno voluto far sentire tutta la loro vicinanza all’amica e all’amichetta con uno striscione sulla cancellata dell’ospedale), ma anche per le equipe mediche che hanno dovuto operare Martina una seconda volta il pomeriggio del 14 settembre per una complicazione e poi una terza a fine settembre per un’altra complicazione. Poi è iniziato il percorso di recupero fino al trasferimento, una volta fuori pericolo, da Rianimazione a Ostetricia il 22 ottobre. “Abbiamo fatto tutto quello che da professionisti e essere umani è stato possibile fare – spiega il dottor Sergio Abate, primario di Ostetricia – poi il Signore ci ha messo una mano sopra. Sì, è stato un grande lavoro di squadra che ha visto avvicendarsi diverse discipline: Ginecologia, Rianimazione, Chirurgia, Pronto Soccorso e triagisti, Nefrologia, Cardiologia, Anestesia con l’anestesista Baldo Ferro, il Centro Trasfusionale, Laboratorio di Analisi, la Fisioterapia, il Nido che ha prestato con i neonatologi le primissime cure alla neonata Aurora prima del trasferimento a Pisa. Ognuno ha fornito il massimo delle proprie conoscenze scientifiche. Debbo aggiungere che quello che ha stupito è stata la velocità di assistenza e di azione, nonché il sangue freddo, delle ginecologhe Olivia Ramacciotti e Sabrina Bertolini e dell’ostetrico Luca Dini e dell’ostetrica Giulia Nosiglia nell’effettuare un cesareo sulla barella. Complimenti a loro e a tutti coloro che hanno, nei rispettivi ruoli, contribuito a salvare due vite. E’ una gioia per tutti noi”. Ora si pensa all’incontro con Aurora.

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