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Quasi 600 “biotestamenti” depositati in Comune in due anni

Le Disposizioni Anticipate di Trattamento devono essere redatte da un maggiorenne in grado di intendere e di volere in previsione di "un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi". INFO: 0586-820.462/413

Lunedì 2 Marzo 2020 — 17:39

di Chiara Montesano

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L’ufficio di Stato Civile, diretto da Giuseppe Simonetti, ad oggi ne ha registrate 584. Nello specifico sono state 148 nel 2018 e 436 nel 2019

Il 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la legge 219, legge sul consenso informativo e sulle DAT, Disposizioni Anticipate di Trattamento. Lunedì 2 marzo l’assessore al Sociale Andrea Raspanti e Giuseppe Simonetti, responsabile dell’ufficio di Stato Civile del Comune di Livorno, hanno tenuto una conferenza stampa per informare i cittadini della possibilità di iscriversi al registro delle DAT.
Ma cosa sono nello specifico le DAT? Le disposizioni anticipate di trattamento sono delle indicazioni che “una persona maggiorenne e capace d’intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, esprime le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché in consenso o il rifiuto rispetto a: accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche, singoli trattamenti sanitari”. Il termine, anche se non esattamente corretto, più conosciuto è “testamento biologico” o “biotestamento”.
Come ha specificato Simonetti “la DAT può essere redatta per atto pubblico davanti al notaio, per scrittura privata autenticata, anche questa davanti a un notaio, oppure per scrittura privata consegnata personalmente all’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza”. “Non esiste – ha specificato Simonetti – un modello prestampato e precostituito a livello nazionale per la compilazione. Quello che consigliamo di fare, per chi volesse procedere in maniera autonoma e privatamente alla redazione della DAT, è di cercare il modello attraverso siti web di associazioni a ciò deputate. Inoltre suggeriamo di rivolgersi sempre al medico curante che è la persona più idonea a valutare e a consigliarci in una materia così complessa e in costante evoluzione”.

Per depositare la DAT, il cittadino deve essere residente nel Comune di Livorno e dovrà prendere un appuntamento con l’Ufficio di Stato Civile (0586 – 820.462/413 in orario lunedì venerdì 9-13 e martedì-giovedì anche in orario pomeridiano dalle 15,30 alle 17,30). Dovrà poi consegnare la DAT redatta e, volendo, nominare un fiduciario (o anche più fiduciari) che deve accettare la nomina, ovvero colui che farà le veci o rappresenterà il disponente nel momento in cui non sarà in grado di farsi valere. Dall’ufficio verrà rilasciata una copia della DAT e una ricevuta di avvenuta consegna. Tra le modalità di presentazione delle Dat, oltre ai notai e agli uffici di Stato Civile, c’è anche quella nelle strutture sanitarie, in registro sanitario elettronico su base Regionale, qualora le Regioni abbiano istituito modalità telematiche di gestione della cartella clinica o il fascicolo sanitario elettronico. Dal 1° febbraio 2020 il Ministero della Salute ha istituito la Banca Dati Nazionale delle DAT che raccoglie tutti i dati e le copie delle stesse a livello italiano. Sono tre i soggetti che hanno la possibilità di accedervi: il disponente, il fiduciario e il medico che ha in cura il paziente nel caso in cui esso si trovi in una situazione di incapacità di autodeterminarsi.
Per permettere a tutti i soggetti di redigere le proprie DAT, la legge ha previsto che nei casi in cui le condizioni fisiche non permettono lo spostamento, allora queste possono essere espresse sotto forma di video registrazioni o attraverso dispositivi che permettano alla persona di comunicare.
Nel Comune di Livorno alcuni cittadini hanno già depositato le proprie DAT dall’entrata in vigore della legge, nello specifico sono stati 148 nel 2018 e 436 nel 2019.

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