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Enriques, oltre 2000 in piazza. “Soluzione in una settimana”. Ma lo sciopero continua

La presidente della Provincia si è impegnata a trovare una struttura che possa ospitare in sicurezza gli alunni. Ma la protesta va avanti

giovedì 10 Gennaio 2019 22:05

di Federico Bacci

Grande successo per la manifestazione congiunta di tutti gli istituti superiori cittadini scesi in piazza (oltre 2000 studenti in corteo) giovedì 10 gennaio per esprimere solidarietà nei confronti dei colleghi di via della Bassata che da lunedì 7 gennaio sono di fatto in sciopero per protestare contro la decisione di effettuare “doppi turni” (lezioni mattutine e pomeridiane) a fronte di un’agibilità della succursale dell’Enriques (via Calafati) risultata non a norma nelle certificazioni di sicurezza antincendio.
“Dopo quella che riteniamo essere stata un’attesa eccessiva e inopportuna – scrivono in una nota congiunta, arrivata alle redazioni la sera del 10 gennaio, i rappresentati degli istituti cittadini – i rappresentanti sono stati accolti per parlare con Marida Bessi, presidente della Provincia, ed altri funzionari dell’ente. La Provincia – si legge nel comunicato stampa – si è impegnata a fornire al liceo Enriques, entro una settimana, un luogo sicuro ed adeguato per svolgere le attività scolastiche in orari consoni, nonché l’istituzionalizzazione di un tavolo di monitoraggio, che possa essere convocato in qualsiasi momento, per controllare la situazione degli edifici scolastici e della scuola in generale ed intervenire ove necessario. La rappresentanza studentesca del liceo Enriques non si ritiene però soddisfatta per quanto riguarda l’esito dell’incontro perché l’intervento della provincia deve essere immediato e manifesta ancor più disagio e preoccupazione per l’avvenire data l’attuale situazione di stallo. La protesta nei confronti delle istituzioni competenti in materia scolastica andrà avanti, dato che non si dimostrano in grado di garantire i bisogni essenziali di tutti noi”.
“Stiamo facendo una ricognizione nel patrimonio non solo provinciale ma anche comunale per trovare una soluzione ponte”, ha detto Bessi ai microfoni di Rai 3 intervenuta a Livorno per seguire la protesta studentesca. “Potremo andare a Calafati – ha aggiunto la professoressa Eleonora Agostinelli, vice preside dell’Enriques, ai microfoni Rai – solo e soltanto quando la succursale sarà sicura sia da un punto di vista di certificazioni che strutturali”.
I motivi dello “scioperone” congiunto – “La mobilitazione degli studenti – scrivono i rappresentanti di istituto – nasce nel momento d’emergenza del Liceo Scientifico Federigo Enriques, che lamenta la mancanza di strutture adeguate dove esercitare il diritto allo studio in orari tradizionalmente e socialmente consoni allo svolgimento delle attività scolastiche.
Questa si colloca all’interno del ben più ampio e già denunciato problema dell’edilizia scolastica che affligge tutti gli istituti cittadini e nazionali. In vista di risolvere al più presto l’emergenza Enriques, gli studenti e le studentesse degli istituti ITIS Galilei, Liceo Scientifico F. Cecioni, IIS Buontalenti Cappellini Orlando, IIS Vespucci Colombo, IIS Niccolini Palli, sono scesi in piazza, uniti, con lo scopo di mostrare solidarietà; una solidarietà che vuole portare all’attenzione delle istituzioni la precarietà della realtà studentesca, che attualmente costringe a subire situazioni di disagio. Fortemente convinti e consapevoli che la voce degli studenti sia il primo strumento di dialogo, continueremo la nostra battaglia per istituire un tavolo di monitoraggio in grado di creare un ponte di comunicazione diretta coinvolgendo la rappresentanza studentesca, genitoriale e docente, i dirigenti scolastici, la Provincia, i Comuni e l’Ufficio Scolastico Provinciale (Provveditorato)”.

La parola ai prof – Continua la protesta di studenti e professori del liceo Enriques, che dopo la giornata del 7 gennaio si sono recati anche martedì 8 gennaio in corteo davanti agli edifici comunali e provinciali. Dopo la manifestazione e l’incontro di alcuni professori con gli organi provinciali, la situazione sembra sempre in fase di stallo.
“La cosa che ha turbato di più – hanno commentato Maurizio Sciuto e Patrizia Gracci, docenti del liceo – è la mancanza di comunicazione e cooperazione. Non è questione di fatica o poca voglia, tutt’altro: non siamo pedine da spostare, qui viene a mancare in primis il diritto allo studio e sembra che non ci sia la volontà di cercare nuove soluzioni. Anche dopo l’incontro di lunedì – specificano i professori – l’unica alternativa offerta dalla Provincia è il trasferimento di circa 150 alunni nella succursale Calafati, il cui stabile non ha le certificazioni per fungere da edificio scolastico, mettendo a rischio l’incolumità degli studenti, quando in città ci sono molti immobili che potrebbero invece essere idonei. E il problema ovviamente non è circoscritto solamente al nostro istituto: molte altre scuole hanno falle strutturali di questo genere”.

“Negli altri Paesi la scuola è il primo problema – ha continuato il solo Sciuto – un elemento da portare sempre in luce come fiore all’occhiello di una cultura nazionale: in Italia sembra di no, ed è purtroppo un esempio di “governance” inefficiente. Ci sentiamo francamente anche un po’ presi in giro”. Il professore si è rivolto poi ai numerosissimi studenti presenti: “La scuola è un privilegio e vi fornisce la “mappa geografica” per la vita al di fuori di essa: dovete esigere il diritto di ottenere gli strumenti per poter andare oltre i suoi confini, e cioè il sacrosanto diritto allo studio”.
L’organizzazione degli studenti è in linea con il pensiero dei propri professori.

La presidente della Provincia – Marida Bessi, il 7 gennaio, ha incontrato a Palazzo Granducale una delegazione dell’istituto composta da studenti, insegnanti e genitori preoccupati per la situazione riguadagnante la succursale di via Calafati e la conseguente organizzazione scolastica. Erano presenti la segretaria della Provincia Maria Castallo e le responsabili dei Servizi Edilizia scolastica e Reti scolastiche, Barbara Moradei e Anna Roselli. La presidente, dopo aver spiegato il percorso che la Provincia ha intrapreso per gli interventi di adeguamento di tutte le scuole del territorio provinciale ai fini della certificazione antincendio, ha confermato che è stata avviata la procedura di gara per l’appalto dei lavori propedeutici all’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi, come da esame progetto già valutato conforme dai vigili del fuoco e comunicato nei giorni scorsi alla dirigenza scolastica. Parallelamente gli uffici lavorano per valutare la fattibilità delle azioni programmatiche dettate dal DM del 21 marzo 2018 che individua i livelli di priorità da perseguire ai fini della prevenzione incendi negli edifici scolastici. Nelle more del percorso avviato, la Provincia sta lavorando per una soluzione che consenta di presentare una Scia per la succursale di via Calafati per un numero di ragazzi leggermente inferiore a quello che era previsto.

La vicesindaco – “Ho voluto esserci per far sentire agli studenti e agli insegnanti del liceo Enriques che il Comune di Livorno è al loro fianco in questo momento difficile – dice Stella Sorgente, vicesindaco di Livorno, durante la manifestazione degli studenti davanti al Palazzo della Provincia – Visto il caos degli ultimi giorni suggerirei alla Provincia di convocare quanto prima un tavolo istituzionale per la gestione di questa situazione di emergenza. Come Comune parteciperemmo volentieri. Queste vicende fanno perdere fiducia nelle istituzioni e il tavolo ci darebbe modo di contribuire ad una soluzione che è comunque di competenza provinciale”. “Sia chiaro – precisa Sorgente – non abbiamo soluzioni chiavi in mano, ma siamo disponibili ad aiutare la Provincia, per quanto possibile, a rispondere alla giusta rivendicazione degli studenti, condivisa anche dai docenti del liceo”.

Il consiglio di Istituto – “In relazione alla vicenda della succursale di via Calafati il Consiglio di Istituto del Liceo Enriques, riunito in seduta straordinaria il 7 gennaio 2019, denuncia la grave situazione venuta a crearsi in seguito all’impossibilità di fruire della succursale per mancanza di garanzie sulla sicurezza.  Ritiene che l’iter con cui l’Ente locale ha gestito la procedura sia stato gravemente deficitario quanto a tempistica, interventi e documentazione. Valuta inadeguate le proposte emerse nell’incontro della delegazione composta da studenti, docenti e genitori con la presidenza della Provincia.
Pertanto allo stato attuale ritiene di non dover accettare la proposta di insediamento in via Calafati finché non saranno sanate le criticità esistenti tramite interventi concreti finalizzati alla messa in sicurezza in base alla normativa vigente e alla relativa certificazione. Sollecita la Provincia all’immediata ricerca di soluzioni alternative quali – ad esempio – la proroga dell’affitto dei locali di Porta a Mare o altri locali dell’Ente individuati anche in sinergia con altri soggetti istituzionali quali il Comune”.

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147 commenti

 
  1. # Virgilio

    Giusto farsi sentire. Le istituzioni se ne fregano delle famiglie e degli alunni. Il problema delle aule è di almeno 25 anni. Quando frequentavo le superiori negli anni ’90 il problema c’era già. Oggi si arriva a manifestare per un qualcosa di giusto. Ma in provincia oltre a fare il mega ponte con la giustificazione di risparmiare sul riscaldamento si interessano di trovare soluzioni intelligenti per far frequentare la scuola agli alunni in modo decente

  2. # antonino

    non capisco che problema ci sia nel fare pomeriggi..

    1. # massimo biagini

      bisogna non capire NIENTE delle esigenze dei ragazzi che si stanno impegnando nello studio ed in una sana attività sportiva pomeridiana.

      1. # antonino

        eh beh, roba importante eh

        1. # Diode

          se non importante lo studio e lo sviluppo dei ragazzi, dimmi, cosa è importante nella tua vita?

          1. # antonino

            infatti si intendeva la “sana” attività sportiva che comunque fa una minoranza sparuta dei ragazzi

        2. # massimo biagini

          la sua risposta non mi meraviglia continuo a vedere una persona che capisce poco delle esigenze dei giovani …….auguri per la sua intelligenza.

          1. # antonino

            detto da te, si vede che ne hai fatti pure troppi di scioperi.. le esigenze dei giovani sarebbero quelle di studiare prima di tutto, invece li si incoraggia a fare sciopero per non rientrare il pomeriggio, questo si contro i loro interessi. Viziateli dell’altro i giovani, vedrete come gli fa bene quando crescono.. Per una volta che hanno avuto una botta di realtà, poteva essere un prezioso insegnamento, invece teneteli nella bambagia

    2. # paolo

      commento inutile, le attività dei giovani sono tutte pomeridiane perché la mattina si va a scuola, quindi sport, musica, cultura varia, corsi, ecc, possibile che sia difficile da capire? Piuttosto le istituzioni invece di fare doppi turni utilizzino le aule degli istituti vuoti, i ragazzi sono gli stessi degli anni scorsi, forse meno, basterebbe un po di organizzazione con cervello, ma se il cervello non lo usano i manager ed i politici… il pesce inizia sempre a puzzare dalla testa

    3. # Ale66

      Il problema non sono solo i pomeriggi ma anche e sopratutto una succursale fatiscente, senza le certificazioni di legge sulla quale da svariati anni la politica e la “burocrazia” non sono riusciti a risolvere nonostante conoscessero il problema. E vogliono mandarci i ragazzi…….

    4. # Gianluca

      Spiace che non ci arrivi da solo. Perché l’offerta formativa era basata su un orario stabilito, perché se uno studente fa il turno di pomeriggio e il giorno dopo la mattina quando studia? La notte? Infine un cambiamento a metà anno scolastico è problematico per gli impegni presi, chi fa sport, chi altre attività, chi magari si impegna a recuperare o a migliorare la propria media voti

      1. # antonino

        non ci arrivo io? tu neppure hai capito che l’orario settimanale resta comunque lo stesso, non aggiungono ore. le lezioni sono solo spostate

        1. # Andrea

          È più facile così, altrimenti è tempo perso….
          ” hai ragione te antonino”

    5. # Pappaincapo

      Prova tu a fare il rientro pomeridiano dopo una mattina di studi, e come se non bastasse una volta finito il rientro occorre studiare nuovamente per gli appuntamenti del giorno successivo, solo in Italia accadono queste cose.

      1. # antonino

        ma neppure per idea, in tutto il mondo è pieno di studenti che hanno scuola SIA la mattina SIA il pomeriggio, informati.
        Tra l’altro le ore totali settimanali sono le stesse, non gli aggiungono il pomeriggio

        1. # F.enriques

          Informati. Grazie.
          Bell’appoggio cittadino sta dimostrando..
          -rappresentante d’istituto del Liceo Enriques

          1. # Ernesto Pantabolano

            ????????

          2. # antonino

            sono già informato, prego.
            ma del resto a cosa servono le ragioni contro la voglia di sciopero? le vacanze di pasqua sono vicine

        2. # giulia

          ha idea di cosa voglia dire andare a scuola il pomeriggio? vorrebbe dire che 1) non si puó incontrare nessuno visto che la mattina tutti sono a scuola e noi gli unici a casa. 2) si devono spostare tutte le attività extrascolastiche che non sempre è possibile fare. andare a scuola il pomeriggio vorrebbe dire perdere un giorno di vita solo per la malorganizzazione della provincia.

          1. # antonino

            benvenuta nella vita vera… volete continuare ad essere ragazzini per sempre? gli amici non li incontrerai tutti i giorni ma solo alcuni, le attività extra scolastiche sono secondarie rispetto a quelle scolastiche.

        3. # Graziano

          È vero che vanno a scuola anche il pomeriggio, ma nei college inglesi ed americani, ad esempio, svolgono anche le attività sportive, si può vedere dai tornei, ad esempio di basket, tra squadre delle cosiddette “High Schools”. Inoltre i patti tra docenti, studenti e genitori non erano quelli di far entrare i ragazzi nel pomeriggio, l’obiettivo era quello di trovare una soluzione adeguata e andare a scuola LA MATTINA.

        4. # Pappaincapo

          Proprio perché mi sono informato e perché ci ho pure studiato posso esprimere la mia opinione a differenza di chi legge seduto dal divano e quando va a Castiglioncello manda una cartolina dall’estero.

          1. # antonino

            Io all’estero ci ho vissuto per anni. Se dico di questi “scioperi” lo sai quante risate si fanno?

          2. # antonino

            ti sei informato poco, molto poco. All’estero è normale stare a scuola anche il pomeriggio, in certe realtà tipo quella dell’estremo oriente ci stanno anche fino alle 22.00 di sera. Voi vi lamentate ma non sapete di essere dei privilegiati.

        5. # Gianluca

          Se fosse stato un sistema organizzato e chiarito prima delle iscrizioni nessuno avrebbe fatto contestazioni ma qui il problema è che l’istituto ha aumentato notevolmente gli iscritti senza una organizzazione degli spazi adeguata e la provincia manderebbe degli studenti in un edificio a non a norma perché in questi mesi di lavori nessuno ha preso in considerazione l’idea di lavorare seriamente.
          A metà anno scolastico le persone hanno la vita già organizzata, non è che da un giorno all’altro, per incompetenze di altri, si possa stravolgere tutto. Oltretutto le soluzioni alternative ci sarebbero come prolungare l’affitto a porta a mare.

        6. # Andrea

          I corsi pomeridiani ci sono, ma vengono stabiliti ad inizio anno, in modo che uno si organizza.

        7. # Beppe

          I tedeschi fanno mattina in fabbrica e pomeriggio a scuola, noi abbiamo ” campioni” di skateboard a rompere in piazza Attias. Con ciò voglio dire che le scuole erano fatiscenti anche’anno scorso …..

    6. # Maria

      ……..oltre a tutte le motivazioni contro i doppi turni che condivido pienamente, c’è anche un altro aspetto che riguarda i numerosi ragazzi che arrivano da tutta la provincia; i pullman extraurbani alla sera non ci sono perché gli orari stilati dalle varie compagnie di trasporto, sono stati pensati considerando la fascia di uscita 13:00-14:00 Come ci tornano a casa i ragazzi interessati? Spero vivamente che questi commenti possano essere utili per quei genitori che si apprestano agli open day previsti in questi giorni. Non vi fate ‘intortare’ dalla preside che è l’unica cosa che sa far bene, nel 2018 ha accettato un overbooking di otto classi senza nessuna garanzia di poterli accogliere, diciamo che ha badato solo a far cassa, adesso cerca appoggi solo per salvarsi la faccia. Il problema è dunque a monte, la Provincia poi ci ha messo più del suo, incompetenti e inutili. E’ veramente una vergogna!

      1. # Enriques

        Lei non sa cosa sta dicendo. Si astenga dal dire sciocchezze

    7. # Sonia

      Caro signore i problemi ci sono…. magari i ragazzi hanno già i pomeriggi impegnati con sport piuttosto che corsi di musica od altro… le ricordo che siamo a metà anno… questo problema doveva essere affrontato e risolto prima dell’inizio dell’anno scolastico…

      1. # Gaetano

        Da queste risposte vedo che il rientro pomeridiano crea problemi agli studenti tutti impegnatissimi a fare attività di volontariato, sport di livello ( vedere le partite in TV?), scuola di musica per diventare tanti altri Mascagni (o forse Sfera Ebbasta e similiari?), visite ai musei etc. etc.. Ma in che mondo vivete? Mi sa tanto che i principali problemi che potrebbe dare è impedire a chi fa un doppio lavoro il pomeriggio di continuare a farlo!

        1. # Francesca

          Io spero che lei si stia solo divertendo a fare commenti oppositivi e saccenti. La crescita di un individuo è data da una serie di fattori che comprendono l’istruzione e le attività extrascolastiche che comprendono sport musica e anche la relazione con i coetanei fuori dalle strutture scolastiche. Non c’è bisogno di diventare campioni ma lo sport è una parte importante dell’educazione. Se lei fosse stato assunto con un certo tipo di contratto è poi le avessero messo altre condizioni di lavoro forse si opporrebbe o sbaglio?? Oltre a questo la informo che ci sono ricerche che indicano che il livello di attenzione è maggiore e più produttivo nelle ore mattutine… Il pomeriggio come altri hanno ricordato anche all’estero ci si dedica a seguire altre attività che lei reputa inutili. Mi sembra un pensiero decisamente qualunquista.

    8. # Ginevr

      I ragazzi vorrebbero avere una vita fuori falla scuola, fare altre attività, magari sport o suonare uno strumento. Pensa a chi viene da rosignano o addirittura Donoratico, ci torni te alle 9 di sera a casa prendendo 2 bus diversi?

    9. # Marco

      Falli te i pomeriggi ….

    10. # marta

      Mi spiace che lei non riesca a capire i problemi che potrebbero sorgere se gli studenti cedessero a rispettare gli orari pomeridiani.
      Mi dispiace ancora di più che lei ritenga secondarie o comunque non importanti le attività extra scolastiche per un ragazzo poiché è stato dimostrato numerose volte, e a darmi ragione ci sono numerosi dati statistici, che queste attività sono importanti per i giovani nell’organizzazione e nella gestione dello studio stesso e INDISPENSABILI per la loro salute mentale e fisica in quanto oggetti di svago.
      Seconda cosa i disagi si estenderebbero pure ai professori che molti di loro devono comunque stare dietro a una famiglia. Esempio banale: come fa una professoressa ad andare a prendere la figlia a scuola alle 4 se è in classe e non ha la possibilità di mandarci qualcun altro?
      Quindi quello di cui noi studenti abbiamo bisogno adesso è che ci sia una presa di coscienza generale, che le persone aprano gli occhi e che si capisca noi non saremo il futuro ma noi lo siamo tuttora e che questo futuro prezioso di cui tutti parlano adesso è costretto a stare in luoghi pericolanti dove non è garantita alcun tipo di sicurezza.

  3. # gaetano

    Non si capisce che problema ci sia ad effettuare dei turni pomeridiani come d’ altra parte fa qualunque altro lavoratore.

    1. # mah...

      Forse le sfugge il fatto che il problema riguarda anche i ragazzi che, nei pomeriggi, hanno sport, musica, attività collaterali.
      Il Liceo ospita anche l’indirizzo “sportivo”. Molti degli alunni sono atleti di ran go nazionale o regionale che, si allenano tutti i pomeriggi o – almeno – buona parte dei pomeriggi stessi.
      Inoltre l’organizzazione delle “vite” degli studenti e degli insegnanti è stata programmata in funzione di un impegno che viene stravolto, non per colpa loro, e senza preavviso, essendo il problema nato due o tre giorni fa.
      Ma la ragione maggiore è che il problema era assolutamente prevedibile e risolvibile per tempo con larghissimo anticipo. Solo che – chi di dovere – se n’è accorto scoprendolo un paio di giorni prima del trasferimento…..

    2. # UnaMamma

      Forse perché uno studente non è un lavoratore ?
      Forse perchè qualsiasi lavoratore ha diritto di veder garantito il proprio orario di lavoro senza cambi in corsa ?
      Signor Gaetano, provi ad immedesimarsi nelle situazioni, prima di dare risposte provocatorie… E basta con “i giovani di oggi sono viziati”. I giovani vogliono solo studiare in sicurezza, studiare bene, ovvero, da che mondo è mondo, in orario pomeridiano.
      Gli insegnanti invece hanno firmato, come immagino lei, un contratto di lavoro in cui sono specificati gli orari di lavoro, e sulla base di questo hanno giustamente pianificato la loro vita (alcune insegnanti sono mamme, altri fanno consulenze tecniche o specialistiche … ) Che problema c’è, lei dice ?

    3. # paolo

      commento inutile, le attività dei giovani sono tutte pomeridiane perchè la mattina si va a scuola, quindi sport, musica, cultura varia, corsi, ecc, possibile che sia difficile da capire? Piuttosto le istituzioni invece di fare doppi turni utilizzino le aule degli istituti vuoti, i ragazzi sono gli stessi degli anni scorsi, forse meno, basterebbe un po di organizzazione con cervello, ma se il cervello non lo usano i manager ed i poltici …..il pesce inizia sempre a puzzare dalla testa

    4. # Ipocrisia

      Invece di pensare alla inagibilitá sollevate dubbi sul turno pomeridiano….
      Mah, ir mondo vá proprio alla rovescia…

      1. # UnaMamma

        Signor ipocrisia, ipocrita sarà lei. Noi genitori dei ragazzi del liceo Enriques abbiamo come priorità la sicurezza degli edifici che ospitano i nostri ragazzi.in secondo luogo, pretendiamo che ci venga garantita l’offerta formativa per cui abbiamo deciso di iscrivere i ragazzi a quella scuola, orario compreso.
        Credo che chi non capisce il disagio dei rientri pomeridiani non abbia studiato mai in vita sua

        1. # Ipocrisia

          Il commento era a favore degli studenti e contro chi solleva dubbi sulla protesta contro i turni pomeridiani…
          Stia serena….

          1. # UnaMamma

            Scusi, non avevo capito.grazie per il sostegno

    5. # MICHELE BASTIANI

      Caro Antonino, non capisco che problema ci fosse nel ristrutturare il fabbricato che avrebbe dovuto accogliere gli studenti prima di accettare tutti i nuovi iscritti.
      Evidentemente è sembrato meglio accettare tutti i ragazzi che volevano iscriversi senza avere una reale cognizione di dove farli studiare.
      Non mi sembra che ci sia stato un pensiero organizzativo, chi ha sbagliato dovrebbe dimettersi, invece cerca di rimediare tentando di far fare i turni il pomeriggio agli studenti, dando la colpa alla mancata ristrutturazione di un fabbricato non agibile da anni, ben sapendo che pochi interventi non sarebbero bastati a renderlo tale. Adesso è troppo comodo dire facciamo i turni al pomeriggio.

    6. # Devil

      Penso che se riflette un attimo, può arrivarci da solo a comprendere …..il problema dei doppi turni…..
      Inoltre, dagli alunni ci si attende che il pomeriggio studino per confermare l apprendimento mattutino.
      Questi ragazzi, in nedia, studiano altre 4 ore al giorno, dopo la scuola.

      1. # fabio

        a parte che non è vero che studiano in media 4h al giorno. Comunque se fanno il pomeriggio non fanno la mattina o non fanno il giorno dopo. L’ orario settimanale insomma resta invariato, quindi di tempo per studiare ne hanno esattamente uguale a prima.

    7. # Gianluca

      Gli studenti non sono lavoratori. Lo sapeva?

      1. # Gaetano

        Forse gli studenti non possono essere classificati come lavoratori ma gli insegnanti sì e non capisco perchè non debbano fare anche loro 8 ore di lavoro giornaliero come tutti gli altri lavoratori. Tornando il pomeriggio si favorirebbe anche lo studio dei ragazzi che avrebbero un insegnante a disposizione per i loro quesiti scolastici e si eviterebbe la piaga delle ripetizioni private (nota causa di evasione fiscale)

        1. # Giacomo

          Ma lei Gaetano lavora o ha mai lavorato? Mai sentito parlare di contratti di lavoro?

          1. # antonino

            si e mi risulta che ci siano degli orari da coprire, il fatto che la protesta sia pilotata dagli insegnanti sui ragazzi mi fa anche capire che questi non avevano appigli contro il dover lavorare il pomeriggio

        2. # Gianluca

          Il problema dei lavoratori è dei sindacati. Per quanto concerne gli studenti se il doppio turno fosse stato chiarito all’atto dell’iscrizione o se dosse conseguenza di una situazione di emergenza non sarebbe stato un problema ma qui le questioni sono altre e riguardano il fatto che la scuola ha voluto aumentare gli iscritti senza un piano adeguato di gestione degli spazi, che la provincia non ha saputo gestire la questione del calati, che tutti si sono fregati della sicurezza. Alla fine bastava che fosse stato prolungato l’affitto dei locali a porta a mare e problemi non ce ne sarebbero stati.

    8. # elisa

      Il problema è che se studiano di pomeriggio poi in via grande, piazza grande, l’attias come si riempiono.
      Ma smettetela e un ci vanno di mattina a scuola, li trovi a bighellonare per non dire altro.
      Mandateceli di mattina e di pomeriggio cosi si libera la città dal casino e forse si creeranno un futuro migliore!!!

  4. # Mamma preoccupata

    Noi dovremmo cominciare proprio oggi a iscrivere i figli oggi al liceo Enriques….con queste premesse…niente è certo! Istituzioni svegliatevi…..e trovate soluzioni durature che siano serie e valide!

    1. # sergio

      iscrivili da un’altra parte no?

      1. # Andre

        “…iscrivili da un’altra parte no?…” L’hai scritto sul serio o ti è partita la tastiera da sola?

        1. # sergio

          esiste solo l’Enriques? ah già, devono fare il liceo sportivo… utilissimo

  5. # Genitore70

    Il problema dei turni pomeridiani si prospetta ad anno scolastico già avviato quando studenti, insegnanti e genitori hanno già organizzato le proprie attività extra scolastiche (attività sportiva, conservatorio, eventuali terapie riabilitative, volontariato, etc…) in maniera opportuna… Penso non ci sia alcun problema sui pomeriggi ma la scuola avrebbe dovuto avvertire gli interessati PRIMA di iniziare l’anno e PRIMA, quindi, che uno si organizzasse i pomeriggi….Il problema, in realtà è un altro… Perché sono stati fatti inscrivere PIU’ studenti di quelli che normalmente l’istituto è in grado di accogliere?? Interrogiamoci su questo!!! E se “qualcuno” aveva assicurato la disponibilità di “spazi adeguati” in alternativa alle normali aule scolastiche dovrà giustificare come mai questi “spazi” non ci sono…

  6. # Mary

    Il problema dei doppi turni per gli studenti è che i ragazzi oltre a studiare sono quasi tutti impegnati quasi quotidianamente in attività sportive! E menomale che oltre a studiare fanno anche questo!! Non è un problema da poco!!

    1. # antonino

      non credo proprio che la “maggior parte” sia impegnato in attività sportive dopo i 16 anni, qualcuno, ma non la maggior parte . Che comunque possono essere fatte anche dopo le 18.00..
      E allora? lo studio ha la priorità.

    2. # fabio

      a ciondolare in centro vorrai dire..

      1. # Francesca

        Non tutti i ragazzi ciondolano in centro. I ragazzi che frequentano il liceo nel pomeriggio studiano e svolgono attività sportive

        1. # fabio

          non tutti, la maggior parte.. studiare possono studiare gli altri giorni o la mattina, le ore totali settimanali di scuola sono le stesse, quindi il tempo libero non manca, è solo distribuito diversamente.

  7. # Gino

    Fino a giugno ci stavano le classi del Vespucci.
    Per loro le norme di sicurezza non si applicavano? Quelli dell’Enriques devono essere più sicuri?

    1. # Roby?

      Veramente ci sono stati fino al 22 dicembre. Anche io mi domando la stessa cosa. Il problema della sicurezza è venuto fuori ora !

  8. # Sandro65

    Povera la mia vecchia scuola, ma povera scuola in generale. Sanità, scuola, giustizia, ambiente, tanti discorsi ma sempre e comunque tagli. Che paese.

  9. # Domenico

    Comprendo e comprenderemo i commenti di chi non capisce, tuttavia è il caso di fare alcuni incisi per avere una cornice di riferimento; il liceo ha avuto un record di iscritti. Le classi non sono sufficienti a soddisfare l’offerta. Fino a Dicembre la scuola ha tamponato affittando locali esterni cosa non più possibile. La scelta sembrava essere l’utilizzo delle aree del “Calafati” scelta rivelatasi non possibile per mancanza di norme di sicurezza. Da qui la decisione dei doppi turni con varie complicazioni nel quotidiano di molti studenti.

  10. # Riccardo

    … ci si sono messi anche i Vigili del Fuoco, hanno dato esito negativo il 5 Gennaio….
    La colpa è della Provincia e della riforma Del Rio se si verificano certi episodi.

  11. # Bidella

    Sono solidale con gli insegnanti che dopo neanche 20 giorni di ferie natalizie sono costretti a non far nulla neanche in questi giorni a causa degli scioperi. Gli studenti non impareranno nulla e saranno costretti a ricorrere a lezioni private con ulteriore aggravio di lavoro e di stress e per gli insegnanti. Resistere, resistere, resistere, le ferie pasquali sono vicine!

  12. # Franco

    Ai miei tempi (sono del 73) ho fatto qualche mese di doppio turno. La mattina facevo i compiti per casa, il pomeriggio a scuola al Vespucci, con annessa mezz’ora di autobus per andare e mezz’ora per tornare. E zitto.

    1. # F.enriques

      E noi invece ci siamo mossi. Come ha detto lei..ai suoi tempi hanno ricorso a questa soluzione. Ora basta.

      1. # antonino

        no, voi siete viziati, è ben diverso.. fate sciopero, non studiate. pensate di fare un dispetto a qualcuno? pensate che gli interessi a qualcuno?

    2. # Giacomo

      Quindi continuiamo pure a sbagliare. Così sarà contento.

    3. # StudenteEnriques

      Seguendo questo ragionamento, dovremmo tutti tornare a vivere nelle caverne, perché l’homo erectus vi abitava senza protestare.
      Se nel ’73 le scuole cadevano a pezzi e l’alternativa era un orario scolastico palesemente inedeguato, e già era inaccettabile, perché oggi che si verificano le stesse condizioni non dovremmo protestare?
      È questa l’unica ragione del nostro sciopero, non per non studiare. I nostri professori ci pensano, a farci studiare, e siamo consapevoli che al rientro a scuola dovremo faticare il doppio.
      Colgo l’occasione per dire che non tutti siamo svogliati, viziati e maleducati, e che se la smettessimo di dire che ai “vostri tempi” era tutto meglio, forse riusciremo a far progredire un po’ la nostra società.
      Cordialmente, uno studente del liceo Enriques

  13. # Billy

    I doppi turni sono un grande disagio per i ragazzi e per i professori. I ragazzi oltre allo studio fanno anche altre attività, da quella sportiva in primis. Durante il pomeriggio a scuola ci sono altre attività, dai corsi di recupero, ai corsi di lingua etc… tenuti spesso dagli stessi professori, quindi che facciamo???? Eliminiamo tutto????
    Le autorità competenti devono trovare una soluzione valida e definitiva a questa situazione a dir poco vergognosa.
    Il diritto allo studio ed il diritto alla sicurezza devono essere rispettati ed incoraggiati, non oltraggiati e offesi come oggigiorno.

  14. # MARCO 55

    MA QUANTI ISCRITTI HA IL LICEO??
    NON SARANNO TROPPI!!!

    1. # Dan

      Osservazione più che sensata.
      La risposta sta almeno in parte nella graduatoria della Fondazione Agnelli, dove l’Enriques, anche solo con riferimento ai comprensori di Pisa e Livorno, si piazza costantemente in posizione non certo di eccellenza.
      Poca selezione e il nascere continuo di indirizzi improbabili che si scontrano con le crescenti difficoltà di accedere agli indirizzi universitari a numero chiuso, per non dire delle necessità del mondo del lavoro: si faccia dare le statistiche degli accessi degli ultimi anni alla Facoltà di Medicina!
      Di turni pomeridiani (e non mi pare che allo stato dei fatti ci sia un’alternativa percorribile, salvo poi disquisire come si sia arrivati a questa situazione e di chi siano le responsabilità) non é mai morto nessuno.
      Ma la scuola a Livorno, si sa, non é la priorità, salvo poi domani svegliarsi e scoprire che anche le Olimpiadi sono a numero chiuso!
      Mi spiace solo per molti di questi ragazzi che oggi sono strumento poco consapevole di errori o forse decisioni di altri, tra cui annovero a pieno titolo la reazione spropositata e poco sensata al doppio turno.

      1. # Ernesto

        Così si comincia a ragionare. A “educare le intelligenze”.

  15. # Nembokidde

    D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81
    TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

    Articolo 2 – Definizioni
    1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto legislativo si intende per:
    a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione …………………..; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; …………………..

  16. # picaciu

    Rispondo a Gino, vede nessuno dice che gli studenti dellEnriques, devono essere più sicuri di quelli del Vespucci ci mancherebbe, il fatto è che qualche genitore fortuna di tutti, esperto in materia, ha chiesto i certificati di legge alla provincia, che non li ha saputi esibire, perché Non ci sono. È stata commessa una leggerezza imperdonabile l’hanno passato con gli alunni del Vespucci. Credo che anche lei tutti gli anni faccia la manutenzione della caldaia, obbligatoria per legge, altrimenti multa. Qui si permettevano di mandare in una struttura mancante della PREVENZIONE INCENDI i nostri figli. Se ho capito bene. Che mi sembra un attimo più grave. DOVREMMO TUTTI INDIGNARCI PER QUESTO. Non per il fatto che i ragazzi non vogliono andare di pomeriggio capito???….

    1. # Ernesto

      Indignarci tutti per sostituire immediatamente chi non si è posto problemi e si è dimostrato inetto per la responsabilità ricoperta… non per perdonare ancora sperando beatamente che “trovi rapidamente un’alternativa”… ma di che stiamo parlando?

  17. # Roby

    Una cosa non la capisco, gli studenti del Vespucci sono andati al Calafati fino al 22 dicembre. Ma per loro era tutto a norma?

  18. # paolo

    ma il pomeriggio che problemi comporta ? magari a settimane alterne ma non vedo problemi . se vogliamo inserire i ragazzi nel mondo del lavoro ecco si lavora anche il pomeriggio e certe volte anche la notte ….

    1. # fabio

      infatti, solo che fanno sembrare dai commenti che vadano a lezione mattina E pomeriggio, mentre si tratta solo di spostare delle lezioni. francamente una tragedia sul niente, m’immagino quando (se) vanno a lavorare..

      1. # Giacomo

        “Paolo” e Paolo, non meritate risposta. Fate solo provocazione sterile contro (contro manifestazione, controcominzio, controqualcosa…). Chi vi manda?

      2. # Frabarzz

        Non è un dramma andare a scuola il pomeriggio
        Ma è un dramma che ci sia una classe dirigenziale che dal febbraio dell’anno scorso sapeva di questo problema e non ha fatto niente per rimediare
        Vogliamo di nuovo far passare il messaggio che i dirigenti non fanno il lavoro per cui vengono ben pagati e gli studenti, gli insegnanti e noi contribuenti dobbiamo accettarlo in silenzio?

        1. # fabio

          ma se fino a dicembre lì ci andavano quelli del Vespucci come si fa a dire che da Febbraio lo sapevano?

  19. # Prof

    La scuola serale è una scelta….. che nessuno degli studenti di Enriques ha fatto….. da che mondo è mondo gli studenti vanno a scuola al mattino ed il pomeriggio studiano e fanno sport o altre attività….
    Soprattutto ad anno scolastico già avviato….

  20. # Pukk

    Le scuole devono garantire la sicurezza di studenti e personale docente e nondocente. La provincia deve mettere a disposizione scuole e succursali sicure ,non edifici vecchi e fatiscenti.Il problema con i doppi turni e’ che il liceo Enriques propone molte attivita’ pomeridiane , sportelli didattici di recupero ed attivita’ sportive e laboratoriali, certificazioni di lingua, corsi preparatori ad affrontare test universitari , attivita’ teatrale e musicale ’ etc etc ..tutte queste attivita’ con i doppi turni salterebbero.Inoltre, esiste una vita anche al di fuori della scuola, sport, conservatorio, volontariato…gli studenti dell’Enriques ci dovrebbero rinunciare.? Siccome dietro al funzionamento di una scuola ci sono progetti e programmazioni, non si vede perche’ si debba cancellare tutto per la mancanza di spazi. La scuola funziona se puo’ garantire quanto progettato e scelto dagli studenti. Che siano numerosi e’ una riprova che l’offerta formativa e’ valida.

  21. # Labro

    Non necessariamente in ordine di importanza.
    1) contrariamente a quando è stato scritto qua sopra, in base agli orari stilati può capitare di andare un giorno di pomeriggio e il giorno dopo la mattina … quando studiano ?
    2) nel caso di cui sopra i pendolari avranno una convenzione con l’Hotel Palazzo ?
    3) dicesi “pianificazione familiare”: non potendo tutti gli studenti arrivare autonomamente a scuola, si piglia le ferie per accompagnarli ?
    4) sono in tanti ad avere attività pomeridiane di tipo sportivo, culturale, formativo, ricreativo o magari anche lavorativo: si fa festa ? (allo “Sportivo” e non ci sono diversi ragazzi che se la stanno giocando per diventare atleti professionisti o lo sono già, lo sapevate ?). Dimenticavo, al Conservatorio bisogna andarci come a scuola, sennò ti bocciano
    5) i ragazzi di quinta fra sei mesi avrebbero un appuntamento delicato, specialmente per chi ambisce a un buon voto magari in ottica borsa di studio … avete idea di cosa possa provocare uno scombussolamento del genere ? (tipo un bel compito di matematica dalle 16 alle 18 dopo aver studiato tutta la mattina)
    Difficile da capire o bisogna per forza fare il bastian contrario ?
    Ma il pazzesco è sapere che dal rientro pomeridiano sono esentate le prime e le seconde per mantenere l’offerta formativa propostagli a suo tempo, visto che fu esplicitamente scongiurata tale evenienza al momento degli ultimi “open day” e quant’altro.
    Da fonti bene informate parrebbe che con la “rotazione integrale” i disagi sarebbero minimi per tutti, tipo un rientro a settimana di due ore.

    1. # antonino

      1) basta che non sia data lezione dal pomeriggio prima per la mattina dopo
      2-3) se alle superiori ancora non hanno autonomia necessaria per queste cose allora avete fallito come genitori
      4) quanti sono quelli che hanno il problema del conservatorio? da come parlate sembra che TUTTI gli alunni vadano al conservatorio. Cercheranno soluzioni ad hoc per loro, per il resto ben venuti nel mondo reale. Gli impegni extra si prendono in funzione del tempo libero..
      5) si, veramente una pessima idea mettersi a fare scioperi

  22. # Labro

    Dimenticavo per “Dan”: bellina la battuta, peccato che le le Olimpiadi siano già a numero chiuso …

  23. # Alessandro

    Quando poi avvengono le disgrazie e al telegiornale o striscia ci comunicano che l’edificio era sprovvisto di certificazioni relative alla sicurezza diventano tutti forcaiolo e giustizialisti.
    Le DISGRAZIE possono essere anticipate invece di piangere dopo. Ma voi c’avete da commentare contro sempre e comunque, parlando di didattica ed organizzazione familiare. Capace avete fatto “forse” la terza media a storci di collo e siete fantasticamente single 50enni, però vi garba ragionà di didattica e dinamiche familiari. Ahahahah

    1. # Labro

      Egregio “Alessandro”, se il suo commento era riferito al mio intervento le vorrei precisare che io ritengo i turni pomeridiani una cosa negativa ma non invoco certo l’utilizzo del Calafati, fosse per me quell’edificio andrebbe minato domattina.
      Per il resto, leggendo il mio scritto e il grado di informazione sulla vicenda manifestato credo di non poter essere accostato al “profilo” che lei ha tratteggiato; che dice ?

    2. # UnaMamma

      Grazie Alessandro, mi hai tolto le parole di bocca.
      Stima.

  24. # Marco

    Fanno sciopenauer??

  25. # Alessandro

    La mia risposta era riferita a tutti i commenti a cavolo. Valuti lei il tenore del suo. Ritengo che siano lapalissiane le responsabilità degli organi preposti, il resto è solo polemica e dialettica che non conduce a niente.
    I nostri figli hanno diritto di ricevere un’offerta formativa in luoghi sicuri. Hanno diritto di essere educati al rispetto delle regole e degli altri ma gli adulti per primi devono dare loro quest’esempio. Il resto è fuffa

  26. # Giulio

    Bimbi fate un po’ cosa vi pare ma a chi c’è già passato non la raccontate : allora, scioperi e occupazioni a go go sempre stati da che esiste la scuola a Ottobre per l’orario, a Dicembre per batte le fie, a Gennaio perché è pieno di interrogazioni. Poi si ci si infila un motivo in mezzo e via andare.

    Come mai scioperi e manifestazioni magicamente finiscono di esistere da marzo in poi ?

    1. # UnaMamma

      Signor Giulio, gli scioperi dei nostri “bei tempi” erano delle emerite str….e, tant’è vero che non mi risulta di aver mai visto mia madre sfilare al mio fianco, anzi al rientro a casa erano urla e rimproveri a non finire. In questo caso, con i ragazzi ci sono prof e genitori (ho partecipato personalmente al primo corteo).
      Qui la cosa è diversa, difficile a spiegare, difficile crederlo, ma è così. Ed è difficile credere anche che ci siano “bimbi” millennials che siano migliori, più volenterosi e meno coglioni di noi dei “bei tempi”. Ma, rassegnamoci, ci sono.

    2. # Luca3

      Finalmente un po’ di sincerita’!

  27. # Dubbioso

    Vedo alla base di questa situazione lo stato di generale degrado fisico delle strutture scolastiche e la carenza di fondi per risanarle o, tanto meno, per rinnovarle. Il nostro paese purtroppo è sempre più in decrescita e più povero…

  28. # Beppe

    Perché non utilizzare quel ” sarchiapone” vuoto di Dogana d’ Acqua,pronto e inutilizzato ,ma nato a fini didattici? Forse paura di sciuparlo? ancora un po’ e diventerà dormitorio per sbandati.

    1. # bravini

      Ci sarebbe anche libero lo Scoglio della Regina, anche quello fatto ed inaugurato con la fanfara a giugno del 2017 ma ancora inutilizzato da tutte quelle istituzioni CNR , S.ANNA, LAMMA, CAPITANERIA DI PORTO che avevano fretta di usarlo !

  29. # stefano

    credo che la solidarietà non sia coerente .se veramente l’edifico calafati è inagibile per l’enriques perché non lo è stato per gli altri istituti che hanno frequentato lo stesso edificio per anni sino alle passate feste natalizie? dobbiamo puntare il dito su alcuni dirigenti scolastici che si sono tenuti in segreto la responsabilità di molti alunni . dobbiamo investigare sui fatti ,dobbiamo credere che esistono studenti di serie a e serie b . io credo che con un poco di buona coerenza dialogo e volontà da entrambi le parti anche per rispetto di chi ha frequentato il calafati sino adesso ,inerte a sua insaputa dei rischi e pericoli, la situazione possa tornare alla normalità.gli scioperi sono leciti e vanno fatti se ci sono giuste motivazioni ma questo mi sa di imparzialità . buona giornata.

  30. # Morchia

    Certa gente probabilmente ha difficoltà di comprensione. Uno si scrive a scuola sapendo che deve andare la mattina. Si organizza il resto della vita come vuole. Poi per negligenza, incapacità e menefreghismo di altri gli viene IMPOSTO, proprio da quelli che non hanno fatto il proprio dovere, di stravolgere tutto, abbandonare attività sportive, corsi, insomma tutta la vita extrascolastica. E dovrebbe pure stare zitto. Bell’insegnamento che si da a questi ragazzi: non assumersi responsabilità e far pagare ad altri i propri errori.

  31. # david

    Buongiorno. Sarei curioso di sapere quanti di quelli che hanno fatto commenti tanto per ……….. hanno i figli direttamente interessati dalla situazione. Non avete proprio altro da fare?

    Comunque, per rispondere a chi dice che i ragazzi trovano sempre il pretesto per non andare a scuola, vorrei dire che gli stessi si stanno dimostrando molto più maturi di quanto si creda…….forse molto più dei soggetti pubblici che nel tempo avrebbero dovuto garantire strutture scolastiche idonee e soprattutto sicure.

    Buona giornata

  32. # roberto casarelli

    Sempre colpa dei giovani e mai della Società in cui un giovane dovrebbe crescere.
    La verità è che, l’Istituzione preposta,non ha messo in regola gli edifici scolastici e questo problema si trascina da decenni.
    I giovani devono fare la vita da giovani e nello stesso tempo devono impegnarsi nella formazione della loro cultura visto che saranno la nuova classe dirigente.Per fare ciò si devono essere garantiti,come prevede la Costituzione,nel poter esercitare il Diritto alla Studio.
    C’è molta differenza frequentare il pomeriggio dalla mattina,anche perchè i servizi pubblici e privati ,che servono agli studenti in genere,sono organizzati la mattina ed è giusto e normale ,che il tardo pomeriggio , questi ragazzi abbiano ore libere.
    Questa vicenda delle aule la ricordo anche io nel lontano ’68 ed anche allora c’erano gli stessi problemi e proteste . Non credo che dopo 50 anni si possa trovare scuse e contestare i ragazzi(di ieri e di oggi) di non volersi adeguare alla retorica becera e stantia di qualcuno.

  33. # emilio

    …E ORA GLI OPERAI, INSIEME AGLI STUDENTI!!!! A GIA’ SIAMO NEL 2019 NON NEL 1970 E DI OPERAI COSCIENTI NON CE NE SONO QUASI PIU’ PURTROPPO….RAGAZZI CONTINUATE COSI’ NON PERDETE IL CORAGGIO E ACQUISTATE VALORI ED ESPERIENZE, VI SERVIRANNO NELLA VITA, NON LA SPAZZATURA CHE CI CONCEDE QUESTA SOCIETA’ ! AVANTI!

    1. # Marco

      Non ce ne è proprio più di operai… Livorno città di impiegati statali .

      1. # emilio

        ….mah veramente direi meglio…Livorno città di tanti, troppi disoccupati! D’altra parte siamo stati la città più colpita d’Italia per le chiusure di fabbriche e cantieri! Troppi operai, troppa sinistra…abbiamo sempre dato noia, ma non ci arrendiamo, noi, AVANTI POPOLO! A VITA!

    2. # antonino

      eh si è vero, non studiate, fate le manifestazioni, tanto poi c’è il reddito di cittadinanza!!

  34. # Mamma Enriques

    Il problema di fondo e’ stata principalmente mancanza di collaborazione e organizzazione. Se i sig.ri del Provveditorato non facevano storie per spostarsi, tutto sarebbe filato liscio e il Calafati forse sarebbe stato pronto nei termini.
    Non si puo’ iniziare i lavori a novembre con gli alunni del Vespucci ancora nei locali esponendoli anche a dei rischi per la salute!

  35. # emmerre

    Scusate l’avrete già detto non lo so ma voglio ancora ribadirlo che I RAGAZZI DEL VESPUCCI SONO STATI AL CALAFATI TUTTI QUESTI ANNI FINO AL 22 DICEMBRE 2018 RISCHIANDO OGN GIORNO TUTTO QUESTO TEMPO,
    SONO STATI FORTUNATI CHE NON SIA ACCADUTO NIENTE.
    Ben venga lo sciopero di oggi, anzi doveva essere fatto prima e non mandare i nostri figli del vespucci al calafati perchè sono stati esposti ad un rischio enorme. Vergogna. Entro il 31/12/18 il calafati doveva essere messo a norma ma intanto gli studenti ci continuavano ad andare….ed oggi stop….ma finora?

    1. # A

      esattamente d’accordo … mio figlio era li fino a pochissimi giorni fa …
      Giusto protestare … magari era meglio farlo prima

  36. # Carlo

    Gli studenti hanno ragione .Su ..tutto ..
    Ma scusate gli insegnanti..ora sono svegliati …!!!
    Ad iniziare dal prof. Giannini..prima..no ora cavalcano
    L’onda…bravi complimenti

  37. # Bobone

    Al giorno d’oggi ogni privazione e’ vissuta come un sopruso, fare posto agli altri, adattarsi alle difficiolta’, comprendere che il sacrificio e’ un valore e un insegamento, realizzare che non esistiamo solo noi, ormai sonoconcetti che sono scomparsi dalla mente degli italiani, come e’ stato detto dal capo dello stato e ribadito da persone piu’ autorevoli di me, siamo incattiviti con tutti, urliamo, pretendiamo, esigiamo sempre qualcosa dagli altri, ma non siamo mai pronti ad usare lo stesso rigore verso noi stessi, convinti di essere degli esseri speciali, superiori, che ci meritiamo tutto quello che abbiamo, che tutto ci e’ solo dovuto e ci legittima ad essere sempre piu’ egoisti ed intransigenti.
    Tornando al dramma odierno, forse dovremmo feramrci a riflettere su come siamo fortunati ad avere una istruzione pubblica gratuita che si impegnia a non lasciare nessuno indietro, anche a costo di sacrifici (di poco conto) come il doppio turno. A gia’ dimenticavo, ovviamente il mi figliolo il pomeriggio un pole, c’ha da vede’ la su bimba!

    1. # Morchia

      Concordo su tutto, ma qui l’aspetto che fa rabbia è che questa situazione non è dovuta al fatto, ma alla negligenza, incapacità o menefreghismo di chi ben conosceva la situazione e doveva porvi rimedio per tempo. Se l’instabilità degli edifici fosse stata causata da un terremoto o da un evento imprevisto, credo che nessuno si sarebbe permesso di obiettare su soluzioni come quelle proposte. È far pagare ad altri le proprie infefficienze che non va bene. Non va bene perchè è ingiusto ed è pure un cattivo insegnamento. Per me la protesta è sacrosanta, per queste ragioni. È se anche la scuola viene prima di tutto, è giusto che il tu figliolo possa anche vedè la su bimba, o quantomeno non va bene che non la possa vedere perchè qualcun altro, peraltro pagato da tutti, non ha fatto il suo dovere.

  38. # Mata

    Se avessero inventato meno indirizzi acchiappa citrulli per fare ciccia con relativo boom di iscrizioni,accettate sapendo di non avere spazi,tutto questo non sarebbe accaduto.Il vecchio scientifico Enriques era una scuola d’eccellenza e così avrebbe dovuto continuare!

  39. # SALVATORE FAVATI

    MI ISCRISSI AL LICEO SCIENTIFICO NEL 1967, AL TEMPO DELLA PRIMA ESPLOSIONE DI ISCRIZIONI POST RIFORMA MEDIA INFERIORE, A FIRMA GUI.
    ALL’EPOCA IL BUON PRESIDE PROF. BURLACCHINI ( GRAND’UOMO, LO RIMPIANGO TANTISSIMO ) DECISE PER I DOPPI TURNI IN ATTESA DI RISOLVERE IL PROBLEMA IMPELLENTE DEGLI SPAZI DISPONIBILI.
    I MIEI COMPAGNI DI SCUOLA ED IO PER PERIODI ALTERNATI DI TRE MESI ENTRAVAMO ALLE 14,30, IN PIAZZA VIGO, ED USCIVAMO ALLE 18,30.
    NESSUNO HA PERSO L’ANNO PER QUELLO, NESSUNO HA’ PERSO L’AUTOBUS, NESSUNO SI E’ IMBESTIALITO NE’ HA FATTO SCIOPERI NE’ CORTEI PER QUELLO, SEPPURE DI FATTO QUALCUNO AVEVA DIFFICOLTA’ PER RAGGIUNGERE L’ABITAZIONE PIU LONTANA, METTENDO IL SACRIFICIO IN CONTO AL DIRITTO DI STUDIARE.
    LE LEGGI SULLA SICUREZZA CAMBIANO, QUINDI OGGI AVREMMO AVUTO MOLTE PIU’ SCUOLE RESE INAGIBILI DA DECRETI E REGOLE NUOVE DI QUANTE NON NE RISULTASERO TALI ALLORA, MA ANCHE PER NOI CI FURONO PROBLEMI CHE, COMUNQUE, FURONO GESTITI CON TRANQUILLITA’
    NON MI SEMBRA CHE NEL CASO DELLO SCIENTIFICO ENRIQUEZ VENGA OGGI MESSO IN DISCUSSIONE IL DIRITTO ALLO STUDIO, ANZI MI PARE CHE SI CERCHI DI SOPPERIRE ALLE LACUNE DELL’EDILIZIA SCOLASTICA SEPPURE CON UN MINIMO DI SACRIFICO DA PARTE DEGLI STUDENTI PROPRIO PER NON INTACCARLO.
    SEMMAI MI PARE( FORSE SBAGLIO ) CHE SI VOGLIA DARE PER SCONTATO IL DOVERE, DA PARTE DELLA SCUOLA, DI FORNIRE UNA ORGANIZZAZIONE DI STUDIO ”COMODO”…MA QUESTO FA PARTE DI UNA MANIERA DI VIVERE CHE NON CONOSCO, NON CONDIVIDO E CHE NON MI PARE ( FORSE ANCORA SBAGLIO ) NE’ EDUCATIVA NE’ FORMATIVA.
    LO SPORT POMERIDIANO ( PER CHI LO PRATICA )COME LO STUDIO COMPLEMENTARE DI ALTRE DISCIPLINE NON DOVREBBERO AVERE INTERESSE PREVALENTE PER CHI RECLAMA ILRISPETTO DEL DIRITTO ALLO STUDIO, NE’ DOVREBBERO FAR METTERE IN TALE ACCALORATA DISCUSSIONE LA TEMPISTICA CHE ( PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE ) TOCCA SCEGLIERE PER DEDICARE ALLA APPLICAZIONE INTELLETTUALE E FORMATIVA IL TEMPO NECESSARIO.
    IL RESTO MI SEMBRA LA USUALE PRETESTUOSA FORMA DI RANCOROSO SCONTRO SUL NULLA.

    1. # MICHELE

      Buon pomeriggio Sig. Salvatore,

      Ho finito la scuola da un po’ ormai, ma con tutto il rispetto di quello che scrive parliamo del 1967. La seconda guerra mondiale era finita da poco più di 20 anni ed era normale in un paese che si stava rialzando fare dei sacrifici per poter studiare. Nel 2019 credo che non sia accettabile che delle scuole cadono a pezzi con tutti i soldi e tecnologie avanzate che ormai abbiamo.
      Io sono contento che questi ragazzi protestino per il loro futuro, per un problema di cui hanno il pieno diritto che venga richiesto la parola fine.

    2. # Morchia

      Dal 67 a oggi sono passati 51 anni, ma visto quello che afferma mi pare che non si renda conto di come e quanto sia cambiato il mondo. Mi dispiace per lei.

      1. # fabio

        cambiato nel senso che adesso non ci si rende conto che fare sciopero danneggia solo gli studenti. bel progresso eh.
        Comunque continuate pure con gli scioperi se vi piace, vi assicuro che al resto del mondo non fa né caldo né freddo. Sarebbe bello che vi rendeste conto di quanto siete ridicoli con questo atteggiamento.

        1. # Morchia

          Mi auguro che un giorno qualcuno le imponga di cambiare la sua vita per colpe di altri, mettendola in difficoltà, e che la gente le mostri la stessa solidarietà che lei sta mostrando a questi ragazzi, additandola come ridicolo.

  40. # mau

    forza ragazzi sto con voi

  41. # Mamma arrabbiata

    Sig Salvatore Favati, probabilmente dal 1967 i tempi sono cambiati…..non crede?????

    Il suo commento mi sembra proprio FUORI DAL TEMPO!!!!

  42. # Alessandro

    Nel 67 era sempre in piedi il muro di Berlino, esisteva l’Unione sovietica e la jugoslavia, c’erano le lire e lo sport si faceva nei cortile di quartiere.
    Nel 68 ed anni a seguire son successe infinite cose, gente che si è laureata alla vogliamosi bene che oggi occupa posizioni di dirigenza in strutture pubbliche dove chi sbaglia non ha mai risposto dei danni fatti. Lasciamo a questi giovani costruire un loro NUOVO futuro perchè quello che gli abbiamo lasciato è un paese ai minimi storici.
    Aggiungo: scriva minuscolo perchè in rete, maiuscolo, significa URLARE. Buona serata, si goda i nipoti

    1. # fabio

      e lei impari magari a cliccare su “rispondi” quando vuole rispondere a un commento.

      Bell’inizio comunque per i “giovani”.. fanno sciopero per una sciocchezza, pure peggio di quelli del ’68

  43. # Fabio

    Quanti vagabondi, io andavo a scuola mattina e pomeriggio, e quando ero libero lavoravo. Questi si lamentano per andare o mattina o pomeriggio, un po’ di attività sociale non guasterebbe invece di vagabondare.

  44. # Dredd

    Ogni scusa è buona per fare sciopero e non andare a scuola, di Venerdi compreso. COGITO ergo VAGABONDO doveva scrivere quella ragazza sul manifesto. Andate a lavorare fannulloni (uno che ha fatto l’Enriques).

  45. # Laura

    Solidarietà agli studenti. Io proporrei una sinergia tra Comune e Provincia atta ad individuare edifici immediatamente disponibili ed idonei: l’ex carcere dei Domenicani appena ristrutturato?

  46. # Andrea

    Tutti bravi nel giustificare cambi di orario agli altri,
    Poi cambiano l’orario della differenziata sotto casa tua e vorresti fare la rivoluzione.
    Di tanti discorsi, la firma con nome cognome l’hanno messa in 3 o 4…

    1. # antonino

      detto da uno che si firma Andrea.. la coerenza eh

      1. # Andrea

        vero, ma nei miei commenti non ho mai voluto imporre le mie VERITà, come stai facendo te,
        bella coerenza davvero

  47. # PARASSITI

    Fanno bene a manifestare contro l’inutile e costosa provincia. Si chiede agli studenti di fare il loro dovere di studenti e di studiare ma quella gente in 50 anni dall’alto dei propri privilegi da impiegato statale che soluzioni ha trovato per gli studenti? NESSUNA. Mi auguro che un giorno non troppo lontano le province vengano abolite.

  48. # Domenico

    Cavolo questi Fabio Dreed e Antonino sono forti, ci capisco il giusto ma insistono Bravi !

    1. # Dredd

      Ogni tanto li incontro i miei ex compagni promotori di scioperi, manifestazioni, etc, sono oggi a giro a cercare un lavoro, anzi, pretendono che qualcuno glie lo trovi, non sanno una parola di inglese e continuano a protestare.

  49. # rena

    Ma le provincie non dovevano sparire ? a me sembra che continuando a fargli svolgere i compiti istituzionali senza i necessari finanziamenti sia un nonsenso , la classe politica , tutti , abbiano il coraggio di rimuovere questa struttura politica totalmente inutile e passare le funzioni ad altri enti in grado di assolvere ai compiti che dovevano svolgere le provincie in alcune regioni meridionali migliaia di km di strade ex provinciali sono tornate ad ANAS facciamolo anche qui le funzioni delle scuole superiori possono andare alla regione come il collocamento e le strade ad ANAS e poi le ridicole elezioni di secondo grado del consiglio provinciale ma finiamola chiudiamo questi enti inutili e risolviamo i problemi delle persone

  50. # Marco

    Sinceramente Sig. Antonino rimango allibito dalle sue affermazioni e provocazioni. Probabilmente questi bimbi viziati, come lei li definisce, stanno lottando per un futuro migliore, un futuro che la sua generazione ha compromesso.
    Il consiglio che posso darle è di scendere dal piedistallo e credere e sostenere in chi le garantirà il futuro.

    UN GENITORE

  51. # oraBasta

    @Fabio, @Dredd, @Antonino, avete passato il limite della decenza.
    Non condividete la motivazioni della protesta, d’accordo.
    Ma da qui ad insultare (Fannulloni, vagabondi, ridicoli), ce ne passa.

    Sarei curiosa di sapere quanti di voi sono a corrnte del fatto che i rappresentanti di istituto del liceo Enriques, giusto per fare un esempio, sono dei ragazzi con rendimento scolastico di assoluta eccellenza, e altrettanto curiosa di sapere con quanto avete preso il diploma di maturità, ammesso che ce l’abbiate.

    Ma più tutto sarei curiosa di vedervi al lavoro. Mi immagino quanto sudiate…

  52. # DAN

    Bene: dopo 5 giorni, come prevedibile, risultati zero.
    Rischio strumentalizzazione altissimo.
    Provincia che resterà imperitura negli anni, dopo almeno due referendum che ne hanno decretato la fine.
    Edifici scolastici che continueranno ad essere fatiscenti: una certificato prevenzione incendi non si può certo improvvisare
    Preside immacolata e Santa, dopo avere accettato overbooking degni della più scalcinata delle compagnie aeree.
    E tutto questo per non fare i turni pomeridiani!
    Nel frattempo il mondo va avanti, questi ragazzi si scontreranno con un contesto globale fatto di gente che ha fame, che ha voglia di riscatto sociale e che é abituata a sudare.
    Nessuno che da queste pagine che chieda che un Liceo sia un vero Liceo, una scuola che crei le basi per potere accedere senza timore a percorsi universitari di livello.
    Qualcuno magari, me lo auguro, ce la farà lo stesso (il cromosomi hanno pur sempre il loro peso), ma una scuola che sia degna di tale nome deve mettere quanti più possibile in condizione di raggiungere i livelli più alti degli studi, selezionando ahimé sì anche l’accesso (più di mille iscritti ad un liceo in una città che ne ha due ed é in pieno calo demografico … suvvia!)
    Fra qualche anno i più facinorosi, magari figli di qualche benestante, li ritroveremo tra i partecipanti a qualche Master oltreoceano o magari alla guida di qualche impresa di famiglia, avendo sì costoro la possibilità di colmare con i soldi il gap formativo accumulato negli anni di Liceo.
    Gli altri si perderanno tra Antignano e Stagno a fare lavoretti sottopagati e precari, a chiamata: a quel punto vedremo se ci saranno altrettante mamme ardimentose a prendere le difese degli interessi “loro bimbi”!

    1. # UnaMamma

      Ho iscritto mio figlio, non facinoroso, al potenziamento internazionale, con la speranza, visti i cromosomi e la sua buona volontà, che uscito di lì possa far meglio di ciondolare tra Antignano e Stagno.
      Condivido in parte il suo discorso, condivido il fatto che un Liceo, o è scientifico, o è sportivo.
      Nell’indirizzo che frequenta mio figlio, la didattica è buona, le sufficienze vanno sudate, i ragazzi devono studiare per cavarsela, altro che vasche in via Ricasoli.
      Però queste sue legittime e condivisibili osservazioni non intaccano a mio avviso due principi non negoziabili: la scuola deve essere sicura, a scuola si va di mattina.

    2. # intellettualoidi come se piovessero

      Il suo è un pensiero pericoloso. Selezionare in ingresso ragazzini di 13 anni è semplicemente un atto criminale che non può che fare danni alla società. Più persone possibile devono accedere ad una istruzione di livello e la selezione si fa DURANTE gli studi non prima. Chi merita va avanti chi non merita viene bocciato e cambia percorso. Certo un orientamento in ingresso serve ma da qui a dire che si devono escludere iscritti già prima di cominciare ce ne corre. Poi inutile fare tante chiacchere, abbiamo visto i grandi cervelloni del passato, gente di buona famiglia che al tempo erano gli unici che potevano permettersi di studiare e che hanno ricoperto ruoli dirigenziali fino ad oggi dove hanno portato l’Italia.

  53. # Free Men

    Via, su bimbi, a anche questa settimana con questa bella scusa ci siamo massacrati in villa tutte le mattine, la prossima settimana tutti al moletto !!! Vacanza forever!!!

  54. # Legalo

    I Ragazzi e le ragazze, oltre a studiare e rivendicare quel che non gli va, devono poter “ciondolare in centro”, divertirsi, frequentarsi… insomma devono avere tanto tempo libero e se lo devono gestire come più li aggrada senza doversi giustificare con antonini o gaetanini vari. Nella speranza che in futuro non diventino come loro

    1. # marco

      grande, concordo in pieno.

  55. # MARCO

    SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI, E NON CERTO ALLE PERSONE CHE, NON AVENDO UN CAVOLO DA FARE, SI DIVERTONO A PROVOCARE CHI AFFRONTA I PROBLEMI ATTRAVERSO UN SACRO DIRITTO.: LO SCIOPERO

  56. # Un genitore

    La causa iniziale di tutto ciò è stata quella di aver accettato troppe iscrizioni senza avere la certezza di poterle gestire in particolare di poter disporre di un numero adeguato di aule ed in strutture sicure. Qui il problema non è solo la Provincia, ma chi ha preso delle decisioni senza aver pensato alle conseguenze di queste decisioni ed aver omesso agli iscritti che ci sarebbe stato ad esempio il rischio di doppi turni in mancanza di strutture sufficienti ed idonee, ma questo avrebbe messo a repentaglio le iscrizioni e le entrate extra che spettano ai dirigenti scolastici in base al numero delle iscrizioni. E questo è rafforzato dal fatto che l’orario con i doppi turni, prospettato a partire dal 7 gennaio cioè a metà anno scolatico, non coinvolge le classi prime che sono quelle che possono ancora cambiare scuola essendo meno “fidelizzate” delle altre andando a dimnuire il numero delle iscrizioni. Tutto il resto ne è la conseguenza.
    Poi è vero che le strutture scolastiche sono in gran parte fuori norma e che in Italia la scuola non è tenuta nella dovuta considerazione e si può discutere quanto volete sui pro e contro dei doppi turni.
    Le cose a volte basterebbe saperle prima, con chiarezza ed onestà, senza dover poi gestire le situazioni con improvvisazione ed arrecando danno in primis agli studenti da parte di chi invece è pagato per tutelarli.

  57. # X15

    Non sono mai stato un “tifoso” dello sciopero ma questa volta sto dalla parte di chi lo sta facendo. Mi auguro che alla fine di tutto questo, ai ragazzi possa rimanere un insegnamento: che il diritto allo studio non è una parola vuota. È una conquista di chi ci ha preceduto. Dei nostri padri e dei nostri nonni. Che hanno lottato affinché avere un’aula riscaldata, un insegnante gratuito e una scuola sicura diventasse un fatto scontato. Ma come si vede, scontato non è. Quando ritornerete a scuola, sono sicuro che lo farete con aumentata consapevolezza che studiare sia un privilegio. E una grande possibilità che ci viene data.

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