Inclusione scolastica. Firmata la convenzione tra Comune, scuole, Asl e terzo settore
Nasce una rete territoriale integrata per sostenere studenti con disabilità e bisogni educativi speciali. L’accordo coinvolge istituzioni scolastiche, servizi sanitari, amministrazione comunale e associazioni, con percorsi formativi dedicati a docenti e personale ATA per rafforzare competenze, orientamento e inclusione nelle scuole del territorio
E’ stata sottoscritta a Palazzo Comunale, una convenzione sull’inclusione scolastica tra Comune di Livorno, scuole, ASL Ufficio Scolastico Provinciale e Consulta Comunale delle Associazioni. E’ nata così una rete territoriale integrata per sostenere docenti, famiglie e studenti con disabilità e bisogni educativi speciali.
Un accordo che segna un passo significativo nella costruzione di una rete educativa integrata sul territorio livornese
La convenzione è stata firmata dal CTS – Centro Territoriale di Supporto di Livorno, dalla Conferenza di Zona Livornese, dalla Zona Distretto Livornese – UFSMIA (Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza) dell’Azienda ASL Toscana Nord Ovest, dall’USR per la Toscana – Ambito Territoriale Provinciale Ufficio VIII, dalla Rete di Scuole Zona Livornese InConTraReti e dalla Consulta Comunale delle Associazioni di Volontariato e Promozione Sociale del Comune di Livorno. Erano presenti ed hanno firmato: il sindaco Luca Salvetti, la vicesindaca Libera Camici, per la Asl il dottor Nicola Artico (la dottoressa Cinzia Porrà firmerà in digitale), Sandra Biasci presidente della Consulta delle Associazioni, Camilla Pasqualini presidente Rete Scuole, Cristina Grieco dirigente Ufficio Scolastico Provinciale, Rino Bucci dirigente scolastico e presidente Cts. Hanno partecipato anche gli Uffici Comunali coinvolti nell’organizzazione e preparazione dell’accordo.
Cosa prevede la convenzione
L’accordo disciplina la realizzazione di percorsi formativi integrati rivolti al personale scolastico delle istituzioni del territorio, dalla fascia 0 ai 18 anni, con l’obiettivo di rafforzare le competenze docenti curricolari e di sostegno, oltre che del personale ATA, in materia di inclusione, orientamento e presa in carico educativa di alunne e alunni con disabilità e altri Bisogni Educativi Speciali. I percorsi, strutturati in moduli tematici, saranno condotti congiuntamente da professionisti dell’UFSMIA (Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza) e da esperti dell’ambito scolastico individuati dal CTS. I temi affrontati, in un ottica di didattica laboratoriale, spaziano dalla distinzione e gestione dei percorsi scolastici A, B e C per alunni certificati ai sensi della L.104/1992, alla conoscenza approfondita dei principali disturbi del neurosviluppo (spettro autistico, disabilità cognitiva, DSA, ADHD, nella fascia 0-6 e psicopatologia in preadolescenza e adolescenza) fino alla stesura dei Piani Educativi Individualizzati (PEI), Piani Didattici Personalizzati (PDP) e alla definizione degli obiettivi minimi per ordine di scuola. Particolare attenzione è riservata, inoltre, alle strategie didattiche inclusive, alla relazione educativa con gli studenti e al dialogo con le famiglie, nonché al sostegno nelle fasi di transizione scolastica, momenti di particolare vulnerabilità per gli alunni con disabilità, in raccordo con il “Progetto Transizioni” già attivo presso UFSMIA.
Perché nasce questa convenzione
A partire dal 2022, i tavoli di concertazione promossi nell’ambito del Progetto Educativo Zonale avevano messo in luce criticità significative: una distribuzione disomogenea degli alunni certificati tra le scuole secondarie di secondo grado, competenze orientative non omogenee nel personale scolastico e la necessità di rafforzare il raccordo operativo con i servizi sanitari specialistici. La formazione si propone di integrare le conoscenze cliniche con le dimensioni metodologiche, didattiche ed educative, al fine di costruire una rete di collaborazione solida e strutturata tra i diversi soggetti coinvolti. Tale rete poggia sulla consapevolezza condivisa dell’importanza di conoscere e trattare i bisogni educativi speciali e mira a tradursi in un impatto concreto sul benessere scolastico, di bambini e ragazzi, delle loro famiglie e dei docenti, secondo una prospettiva tanto preventiva quanto di reale ricaduta nella pratica quotidiana. La convenzione, in questa prospettiva, risponde concretamente ai bisogni territoriali, trasformando un lavoro di rete già avviato in un impegno formale e strutturato tra istituzioni scolastiche, enti locali, servizi sanitari e società civile.
Le dichiarazioni
“L’obiettivo della rete – ha dichiarato il Sindaco – è di sostenere concretamente docenti, famiglie e studenti con disabilità e bisogni educativi speciali. Nonostante il sistema educativo locale sia già considerato di alta qualità per strutture e offerta formativa, l’inclusione rimane un riferimento fondamentale che richiede un impegno costante. La firma dell’accordo non è un punto di arrivo, ma una base di partenza per costruire azioni future concrete e far crescere ulteriormente il sistema di supporto della città. In sintesi si tratta di un passaggio istituzionale volto a formalizzare una collaborazione stretta tra diversi enti per garantire che l’inclusione non sia solo un principio, ma una pratica quotidiana supportata da una rete strutturata”.
“Il progetto mira a fornire una “cassetta degli attrezzi” a docenti e personale ATA per gestire e accompagnare al meglio gli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali” ha aggiunto la Vicesindaca. “L’Amministrazione Comunale sostiene economicamente un piano di formazione con un respiro di lungo periodo (almeno tre anni), permettendo approfondimenti specifici sulle necessità espresse dagli insegnanti. L’accordo vede la collaborazione tra Comune (uffici del CRED), ASL, ufficio scolastico regionale, scuole di ogni ordine e grado e il terzo settore. Un aspetto peculiare è che i formatori dell’ambito sanitario sono gli stessi professionisti che già collaborano quotidianamente con i docenti per la stesura dei PEI e dei PDP. Attraverso la Consulta delle Associazioni le famiglie agiscono come “antenna” per intercettare i bisogni reali e garantire che la scuola rappresenti un valore aggiunto per ogni studente. In sintesi, si tratta di uno “scatto in avanti” istituzionale per superare i singoli recinti di competenza e mettere a disposizione risorse comuni per una reale inclusione educativa”.
L’assessore al Sociale Andrea Raspanti ha precisato che: “In un contesto di risorse limitate le istituzioni devono scegliere tra lo “scarica barile” e la collaborazione. Questo progetto è il risultato di un lavoro faticoso volto a ottimizzare le risorse esistenti attraverso la cooperazione. Ringrazio le associazioni del terzo settore per il loro ruolo di anello di congiunzione tra il mondo privato e le istituzioni. Il terzo settore non è considerato un semplice privato, ma un soggetto che persegue l’interesse pubblico, colmando i vuoti lasciati dal ritiro delle istituzioni negli ultimi decenni e conferendo credibilità ai progetti. Con questa convenzione viene ribadito che la disabilità non è una condizione oggettiva, ma dipende dal grado in cui l’ambiente circostante è in grado di modellarsi per accogliere bisogni specifici. Un ambiente flessibile che si adatta alle limitazioni funzionali produce, di fatto, un minor grado di disabilità. La “cassetta degli attrezzi” per i docenti deve essere flessibile e adattabile alle esigenze che emergono sia dal mondo della scuola che da quello sanitario. Questo approccio non solo crea contesti più inclusivi per gli studenti, ma migliora la qualità del lavoro degli insegnanti, riducendo il senso di impotenza ed inefficacia che spesso provano di fronte a situazioni complicate”.
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