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La scuola ai tempi del Covid. Il Vespucci-Colombo riparte dalla tecnologia

"La scuola - scriveva Malcom X - è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo"

Venerdì 3 Aprile 2020 — 11:54

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“La scuola – scriveva Malcom X – è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo”. E l’istituto Vespucci-Colombo, in questo momento di sospensione forzata delle attività didattiche è ripartito con modalità a distanza fin da subito, mettendo in campo tutta la sua professionalità. Ne abbiamo parlato con la responsabile alla comunicazione, professoressa Elena Lorenzini.

“L’istituto è ripartito dalla tecnologia – spiega la professoressa – quella I di innovazione che negli anni ha portato tanti investimenti sia a livello di strumentazione che di know-how e innovazione metodologico-didattica  da permettere una macchina funzionante anche da distanza fin da subito. E’ ripartito dalla comunità educante ed educativa che è, mettendosi in contatto con gli studenti in ogni modo possibile e sempre più organizzato con il passare dei giorni. E’ ripartito dalla condivisione interna di procedure e indicazioni, sotto la guida della dirigente. E’ ripartito da una didattica a distanza che non è una copia a distanza di quello che si può fare in presenza, ma una metodologia di lavoro partecipativa, attiva, costruttiva per fornire ai ragazzi nuovi spunti motivazionali e interessi mentre si trovano a casa”.
Quali strumenti state usando?
“Le piattaforme usate sono state, fin da subito, il registro elettronico con le sue molteplici funzioni, ma anche Google Classroom, per caricare materiali, linkare video o siti di interesse o materiale prodotto dagli studenti. Insieme a Moodle, già presente nella piattaforma dell’istituto, utilizzata soprattutto per forme di verifica a tempo a distanza o per creare lezioni. Inoltre Google Meet, che permette videolezioni- risorsa importante grazie alla quale il contatto con gli studenti risulta vivo: con Meet gli studenti interagiscono con il docente (tramite un account Google), usando il microfono tutti si ascoltano, parlano a turno e ci si può vedere grazie alle videocamere. Questo strumento viene utilizzato quotidianamente, da tutti i docenti, che mantengono così il contatto diretto con gli alunni, dando un senso di continuità che non sarebbe possibile altrimenti”.
Nessuna difficoltà?
“Poche, direi – e in via di risoluzione. Un primo step è stato monitorare le risorse degli studenti per vedere se tutti avessero accesso senza problemi alla tecnologia richiesta, a seguire sono state messe in campo risorse (chiavette, tablet ) , secondariamente per i docenti – ma, come detto, tutte le situazioni problematiche stanno per essere risolte”.
Fra docenti e con la dirigenza come comunicate?
“Lo stesso Meet viene usato per riunioni fra docenti: per esempio la settimana scorsa un collegio docenti si è svolto in questa modalità, con oltre 218 docenti collegati insieme contemporaneamente senza alcun intoppo, registrando regolarmente le presenze e votando a distanza come se tutti fossero a scuola – un’esperienza unica per molti di noi, che non dimenticheremo facilmente e prossimamente anche i consigli di classe verranno effettuati allo stesso modo”.

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