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La scuola Mazzini ricorda Peppino Impastato

Domenica 13 Maggio 2018 — 00:39

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Mercoledì 9 maggio correvano quaranta anni dall’uccisione di Peppino Impastato e la scuola secondaria Mazzini ha ricordato la figura del giornalista impegnato contro la mafia con un pomeriggio ricco di iniziative.

L’idea di ricordare Impastato è nata durante un percorso di approfondimento svolto dalle classi III A e III G della scuola. Il percorso è stato arricchito dalla testimonianza di Santo Campisi, detto Sarino, nonno di un’alunna di una delle classi coinvolte, originario di Cinisi e amico di Peppino Impastato. Sarino ha collaborato con le insegnanti La Rocca e Caposciutti portando nelle classi il ricordo di Peppino, delle lotte per i diritti dei lavoratori edili e per il divorzio, del Circolo Musica e Cultura, di Radio Aut.

Da questa esperienza è nata l’idea di organizzare un evento rivolto agli alunni di tutta la scuola. Sarino Campisi si è detto di nuovo disponibile ed è iniziata la costruzione di un pomeriggio dedicato all’amico Peppino. È stata coinvolta l’orchestra della scuola, che da qualche anno ha in repertorio la canzone dei Modena City Ramblers “I cento passi”, colonna sonora dell’omonimo film di Marco Tullio Giordana: mentre l’orchestra suonava, il coro e il coro LIS hanno cantato ed eseguito la canzone nella lingua dei segni. Dopo l’esecuzione musicale, i ragazzi della IIIA e della IIIG hanno presentato il progetto svolta in classe ed hanno fatto ascoltare ai compagni la voce di Peppino Impastato, attraverso una registrazione dalla trasmissione “Onda pazza” trovata in rete. Campisi ha prestato di nuovo la sua testimonianza e ha risposto alle domande dei ragazzi. I ragazzi hanno scoperto in questo modo che da Livorno proveniva il trasmettitore di Radio Aut, che proprio Campisi aveva comprato in via Fiume e portato a Cinisi; hanno ascoltato dalla voce di un amico come nessuno mai avesse creduto che Peppino si fosse suicidato; hanno imparato a riflettere ascoltando la vicenda del villaggio Zeta 11 e dell’aeroporto di Punta Raisi. Alla fine Campisi ha lasciato ai ragazzi un doppio messaggio di speranza: in primo luogo Peppino non è morto davvero, perché le sue idee danneggiano la mafia più adesso di quando lui era in vita; in secondo luogo, ha concluso Campisi, niente di quello che è successo gli ha fatto perdere il desiderio di lottare per la legalità, niente gli ha fatto credere che non ne valesse la pena.

Gli alunni delle classi coinvolte hanno concluso il pomeriggio leggendo poesie di Peppino Impastato e consegnando ai compagni una sua breve biografia e una selezione di frasi significative di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Dietro a loro campeggiava uno striscione con la frase: “Peppino è vivo e lotta insieme a noi: le sue idee non moriranno mai”.

Durante la testimonianza di Campisi alcune alunne della scuola hanno fornito il servizio di interpretariato in LIS per i compagni sordi.

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