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Vespucci, la vice preside vola in Argentina

La vicepreside del Vespucci, la professoressa Santa Giannone, ha lasciato l’incarico livornese per prendere servizio alla UBA di Buenos Aires, ovvero l’Università, come lettore di lingua italiana

Mercoledì 9 Novembre 2016 — 17:21

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Un altro commiato, profondamente sentito e partecipato, dopo quello – un anno e mezzo fa, alla dirigente Cristina Grieco, ha caratterizzato la vita dell’istituto Vespucci-Colombo in questi giorni: anche il suo primo collaboratore , la vicepreside, per dirla con termini più familiari, la professoressa Santa Giannone ha lasciato l’incarico livornese per prendere servizio alla UBA di Buenos Aires, ovvero l’Università, come lettore di lingua italiana.
Classe 1954 la professoressa Giannone ha sempre avuto un legame strettissimo con l’istituto, come ha ricordato nella breve intervista concessaci nei giorni scorsi “perché al Vespucci feci la mia prima supplenza, fresca di Laurea in lingua spagnola conseguita presso l’Università di Pisa, quindi per me il Vespucci è proprio una parte di me, ma è stata anche una scuola di formazione dove ho imparato tantissimo.”
wp_20161107_16_51_38_proIn effetti, a parte un decennio circa trascorso a Cascina, la professoressa Giannone era una delle colonne portanti dell’istituto dal 2001, con le mansioni di secondo collaboratore del Dirigente di allora, la professoressa Helia Ciampi Polledri. A seguire, dal 2006, con l’arrivo della Dirigente Cristina Grieco, la professoressa Giannone divenne il suo primo collaboratore, rimasto in carica fino a questo anno scolastico, prima di ricevere la comunicazione dell’incarico a Buenos Aires.
Nei prossimi cinque anni di mandato, la professoressa Giannone, sarà distaccata presso il Ministero degli Esteri e lavorerà per l’ambasciata italiana di Buenos Aires come addetta culturale alle relazioni con l’Italia, nonché come docente lettore di lingua italiana presso l’Università di Buenos Aires, a seguito di concorso fatto nel 2011.
Alla domanda di come abbia fatto a prendere una decisione così coraggiosa quasi alle fine della carriera professionale ecco cosa ci ha risposto “devo dire grazie alla mia grande famiglia, ai miei figli, a mio marito, ai miei fratelli, che non mi hanno mai limitato né hanno posto difficoltà affinchè io potessi scegliere liberamente; di certo lavorare all’estero comporta delle problematiche, infatti non posso aspettarmi di trovare una nuova famiglia a Buenos Aires, ma spero almeno di poter collaborare coi docenti del luogo e di dare il mio contributo nel modo migliore possibile”.
Girando per i corridoi dell’istituto il giorno del suo commiato l’emozione era palpabile e visibile: per tutti, i colleghi di una vita, il personale di segreteria, il personale di custodia, per l’attuale Dirigente salutare la professoressa Giannone significato chiudere una porta fatta di anni scolastici passati insieme, di battaglie interne, di momenti di soddisfazione, di problematiche da risolvere – tutte occasioni in cui la professoressa Giannone era presente, con la sua carica umana oltre che con la sua professionalità ed esperienza, sempre in prima linea, sempre pronta a sostenere e fornire la propria collaborazione- una di quelle persone , dicono i colleghi “capace di essere autorevole, ma anche comprensiva, pronta all’ascolto e disponibile a collaborare, diplomatica e di buon cuore, onesta e corretta nei rapporti umani come pure tenace, risoluta nelle decisioni – una gran donna, insomma, attaccatissima all’istituto.”

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