Cerca nel quotidiano:


L’Iti scende in campo: prelievi al Parterre

I ragazzi dell'indirizzo biologico e chimico hanno analizzato lo stato di deterioramento del marmo della fontana del "Mascherone" prelevandone piccoli campioni

venerdì 23 novembre 2018 16:53

di Filippo Ciapini

Mediagallery

Il 22 novembre quattro studenti dell’Iti, si sono recati, insieme all’Associazione Cult, alla fontana del Mascherone del “Parterre” per una singolare e lodevole iniziativa di studio e salvaguardia. I ragazzi dell’indirizzo biologico e chimico, infatti, hanno analizzato lo stato di deterioramento del marmo del monumento prelevandone piccoli campioni che hanno messo a confronto con il carbonato di calcio puro dove l’azione degli agenti atmosferici ed inquinanti è praticamente nulla per capire il livello di danneggiamento.
“Gli alunni svolgono diversi compiti a seconda del proprio indirizzo – ha detto Carla Ansaldo, docente di biologia dell’istituto – Siamo già stati a Palazzo Bicchierai, in via Borra, nel quartiere della Venezia. L’idea infatti è quella di studiare anche i marmi dei ponti dello storico rione cittadino”.
Come detto dalla professoressa Ansaldo, ogni indirizzo aveva il proprio iter da seguire. Il biologico, infatti, utilizzando la “tecnica del tampone” ha raccolto i microrganismi presenti sul marmo mentre i chimici, grattando via con appositi strumenti la parte superficiale del marmo, hanno raccolto il materiale da poter analizzare in laboratorio. “Anche le tempistiche sono diverse – ha sottolineato la docente di chimica Maria Pia Palatresi – gli studenti di biologia hanno tempi ristretti di 24 ore, noi di chimica gestiremo nel lungo periodo le analisi”.
“Nei nostri laboratori abbiamo attrezzature professionali che ci permettono di fare analisi precise – ha concluso Rossella Lombardo, docente di biologia – Gli esiti dei rilievi fatti l’anno scorso a Palazzo Bicchierai sono stati esposti all’interno di una mostra a Venezia, speriamo di ripeterci”.
Gli alunni che hanno partecipato all’iniziativa sono stati Giulio Scoli della 4A di Biotecnologie Ambientali e Sara Passalacqua, Alice Marzana e Filippo Landi della classe 5B CEM.

Riproduzione riservata ©

4 commenti

 
  1. # Sonia

    E qualcosa sulla storia del “mascherone “?

  2. # Paolo58

    Quello che so è che era una fonte pubblica posta all fine del 600 sulla cantonata del palazzo pretorio poo divenuto prefettura prospiciente la camera di commercio. Demolito il palazzo si è salvato il mascherone barocco. Di quanto sopra è documentato dalle immagini di stampe del 700

  3. # Andrea

    Bravi bimbi !

  4. # Attila

    Pensare che alcuni reperti sono della fontana che era dietro il Duomo di Livorno…Sarebbe bello, poterla ricostruire e porla di nuovo in funzione in quella Piazza Grande con il “Nobile Rompimento” che è proprio un OBBROBRIO alla “maestosità” della Piazza dove c’era la statua di V.Emanuela, un bellissima vasca, e le Logge del Pieroni ormai ridotte…Arrivava fino ai TRE PALAZZI(Camera di Commercio, Palazzo del Municipio), tutta piena di aiuole e fiori….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di aver letto, ai sensi dell'art. 13 D.Lgs 196/2003 e degli art. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679, l'Informativa sulla Privacy e di autorizzare il trattamento dei miei dati personali.
Il commento e il nick name da lei inseriti potranno essere pubblicati solo previa lettura da parte della redazione. La redazione si riserva il diritto di non pubblicare o pubblicare moderandolo sia il commento che il nick name. Se acconsente prema il bottone qui sotto “commenta l’articolo”.