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Malori al Niccolini-Palli, dalle analisi nessuna criticità

I risultati delle analisi sulle muffe al Niccolini Palli non hanno evidenziato particolari criticità. Consigliate pulizia e aerazione dei locali

Venerdì 20 Dicembre 2019 — 12:31

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Come espressamente indicato nella relazione, la proliferazione di muffe si combatte essenzialmente osservando poche regole di igiene. Bessi: "Abbiamo voluto approfondire la questione per toglierci ogni dubbio"

Nelle aule del plesso di via Goldoni dell’Isis Niccolini-Palli, dove in ottobre alcuni studenti avevano avvertito reazioni di tipo allergico, non è stata evidenziata la presenza di elementi di particolare criticità. Dopo l’episodio, e tenuto conto che le aule in questione erano chiuse e inutilizzate da tempo, la Provincia aveva deciso di approfondire la natura del materiale che poteva aver causato i malori, affidando la ricerca ad una ditta specializzata in sanificazioni ambientali. La relazione con i risultati è stata consegnata all’ufficio tecnico che a sua volta l’ha trasmessa alla Asl, per le opportune valutazioni soprattutto riguardo agli interventi da effettuare nelle aule. Le analisi hanno evidenziato la presenza di muffe, del tipo Aspergillus spp e Alternaria spp, estremamente comuni e diffuse in tutti gli ambienti. Per esempio si stima che le cellule fungine quotidianamente inalate dall’uomo siano pari a circa 60.000.000. Considerato la quantità imponente di miceti che ogni individuo respira in una giornata, si legge nella relazione, essi non possono essere definiti patogeni a tutti gli effetti, se non potenzialmente per i soggetti immunodepressi, asmatici o affetti da gravi patologie respiratorie o, generalmente più sensibili alle infezioni. L’Alternaria, per esempio, si sviluppa con facilità in ambienti umidi, soprattutto durante l’estate con le temperature più alte, e le spore possono svilupparsi nella condensa che si forma sui vetri delle finestre, rimanendo presenti nell’aria da maggio a novembre. Ovviamente negli ambienti chiusi e non adeguatamente aerati queste concentrazioni possono aumentare inducendo disturbi nei soggetti affetti da allergie respiratorie, come riniti, congiuntivi ed asma. Come espressamente indicato nella relazione, la proliferazione di muffe si combatte essenzialmente osservando poche regole di igiene: arieggiando frequentemente gli ambienti e verificando le condizioni igieniche dei tendaggi e delle pareti, nonché utilizzando pitture traspiranti sulle murature. Il corretto equilibrio tra ventilazione, temperatura e umidità contribuisce, infatti, a garantire un adeguato benessere e comfort ambientale, evitando possibili reazioni nei soggetti con predisposizione. “Abbiamo voluto approfondire la questione – commenta la presidente della Provincia Marida Bessi – proprio per toglierci ogni dubbio sulla causa dei disturbi che hanno colpito i ragazzi. I risultati evidenziano una situazione di criticità che fortunatamente è superabile con un’accorta pulizia e un’adeguata aerazione dei locali. Per quanto ci riguarda, come abbiamo sempre sostenuto, la Provincia farà la sua parte attivando al più presto i necessari interventi nelle aule interessate che riguarderanno la eliminazione di eventuali infiltrazioni e la tinteggiatura delle pareti con adeguati materiali traspiranti” .

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