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Piccoli geni crescono tra scienza e finanza. Al Cecioni i progetti dell’alternanza scuola lavoro

Dalla spazio alla salute, dall'ambiente all'economia, passando per l'informatica. Queste le tematiche dei progetti proposti dagli alunni di due quarte del Liceo Scientifico a chiusura dei mesi di stage in importanti aziende livornesi e non solo

mercoledì 04 luglio 2018 07:49

di Tommaso Lucchesi

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Grandi protagonisti della mattinata di venerdì 29 giugno i ragazzi delle classi IV Liceo Scientifico e Liceo Scienze applicate dell’Istituto Cecioni che, in un’aula magna gremita degli oltre cento studenti coinvolti, hanno presentato le attività svolte all’interno del progetto di Alternanza scuola lavoro “Summer school 2018”, coordinato dai professori Luca Bracci e Valeria Tognotti. Proprio con quest’ultima entriamo in contatto per capire esattamente l’importanza di una simile iniziativa rivolta agli alunni delle quarte: “E’ stato complesso organizzare questa speciale serie di attività – ci spiega Tognotti – tutte volte a sviluppare un bagaglio di esperienze scientifiche in contesti reali di lavoro, in cui gli studenti potessero sperimentare tanti ruoli diversi per ogni indirizzo e capire quella che probabilmente sarà la strada da intraprendere in futuro. Ringraziamento sentito alle strutture che hanno ospitato i ragazzi e hanno di fatto insegnato loro una professione, dando un assaggio del mestiere che potranno fare seguendo il loro percorso di studi”.
Ben ottanta le ore di “tirocinio” praticato dai tanti studenti del Cecioni, molti dei quali hanno realizzato una presentazione digitale per spiegare quello che hanno fatto. E’ stato David Zolesi, amministratore delegato della Kayser, l’azienda internazionale di sistemi aerospaziali con sede a Livorno, il primo a raccontarci l’avventura di seguire un gruppo di giovani promesse della fisica, impegnati nella misurazione con il radiotelescopio della distanza di alcune stelle e corpi celesti, facendo diretta esperienza degli strumenti della radioastronomia e apportando le proprie scoperte. Il giovanissimo Giancarlo Ghezzani, rappresentante del team con indirizzo economico-finanziario, ha ricordato con piacere le lezioni all’Università di Pisa insieme al consulente finanziario dell’Allianz Bank Alessandro Damiani, impegnative ma allo stesso tempo utili per un primo approccio al mondo universitario e soprattutto per realizzare dei progetti di approfondimento su temi come lo Spread, il Pil e la Bce.
Lo stage di Elia Pappalardo, portavoce del gruppo a indirizzo informatico, si è invece svolta insieme alla Logobject, azienda svizzera con una succursale a Pontedera, nota per la creazione degli autovelox; l’impresa di Elia e del suo team è stata di programmare una piattaforma digitale aperta chiamata “Arduino”, capace di svolgere svariate attività, fra cui muovere un telescopio, creare una piccola cassaforte o simulare una piccola partita di calcio.
Eleonora Figlioli ha condiviso con noi le sue attività all’interno del porto insieme all’Autorità Portuale e a un madrelingua inglese per conoscere i termini tecnici del mondo marittimo; dalle traversate del porto via mare a bordo del “pilotino” a delle lezioni mattutine su una varietà sorprendente di lavori, tutti in ambito rigorosamente “marinaro”. L’universo sanitario è stato appannaggio di Francesca Meini e della sua squadra, che ha visto di persona a lavoro in ospedale i fisici e i tecnici di laboratorio durante le manovre di utilizzo dei macchinari necessari per le Tac e le risonanze magnetiche. Stefano Micalizzi, che col suo gruppo ha curato la tematica ambientale, ci ha parlato delle giornate passate con i suoi compagni a rilevare radiazioni in giro per la città, tramite l’ausilio di un contatore geiger offerto dall’Infn Pisa e aver scoperto che il solo porto di Livorno presenta la metà dei raggi presenti in tutto il centro. Chiudiamo la rassegna di queste interessanti testimonianze con la ricercatrice biomedica del Cnr di Pisa Laura Sabatino che si dice contenta di aver contribuito a far entrare tanti ragazzi a contatto diretto col mondo reale del lavoro in laboratorio e di averli sensibilizzati al sacrificio, al rispetto e alla passione per quello che si fa: “Fondamentale questo progetto come indagine sulle aspirazioni e ancor più importante il riscontro insieme ai loro compagni sui progressi fatti e sui risultati ottenuti”. In conclusione, una ricca carrellata di esperienze professionali che dimostrano l’importanza della sana alternanza scuola lavoro, se compiuta a stretto contatto con esperti del settore e con una verifica finale delle scoperte effettuate.

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