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“Scuola Itinerante”. Le Benci alla scoperta di Livorno

Gli alunni integreranno la didattica a distanza alle lezioni negli spazi pubblici e storici della città, ovviamente rispettando tutti i protocolli di sicurezza

Domenica 15 Novembre 2020 — 10:19

di Filippo Ciapini

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Il grande entusiasmo di bambini e genitori ha portato gli insegnanti ad una prima fase della scuola fuori dalle mura, ma per essere attivata a pieno regime servirà l’appoggio delle istituzioni

Le Benci si affacciano alla città con un innovativo progetto di apprendimento ed integrazione culturale. Al fine di rispondere all’esigenza dei bambini e delle famiglie di continuare ad avere un luogo di incontro relazionale è stata infatti sperimentata con ottimi risultati la “La scuola Itinerante”. Gli alunni, infatti, integrano la didattica a distanza alle lezioni negli spazi pubblici e storici della città, ovviamente rispettando tutti i protocolli di sicurezza. “La DAD è stata una risposta parziale che purtroppo determina delle differenze – ha detto il dirigente scolastico Simona Michel – Ci sono famiglie che hanno seria difficoltà a reperire i dispositivi strumentali e questo comporta una parziale esclusione dal diritto allo studio”.
E’ così che quindi, si propone questo nuovo tipo di apprendimento spalmando i laboratori, da uno a tre a settimana, nei luoghi più caratteristici della città. Un’idea, quella delle Benci, riportata da una delle promotrici del progetto, la maestra Antonia Cassarà dalle esperienze e le tecniche utilizzate dalle Ong negli stati d’emergenza e adattate nella didattica: “Portare i ragazzi negli spazi aperti e far conoscere loro la città pur facendo lezione è un’idea innovativa che già è stata adottata con successo” ha detto. I
Il grande entusiasmo di bambini e genitori ha poi portato gli insegnanti ad una prima fase della scuola fuori dalle mura, ma per essere attivata a pieno regime servirà l’appoggio delle istituzioni: “Chiederemo ufficialmente al Comune di poterci dare alcuni spazi del suolo pubblico – ha specificato la preside Michel – ci piacerebbe che tutto questo fosse istituzionalizzato e integrato nei luoghi storici della nostra città”.
E così che, una volta ufficializzato il tutto, i bambini sperimenteranno un nuovo e innovativo metodo di apprendimento integrativo che potrebbe diventare anche una pratica comune: “Nel nostro complesso parliamo otto lingue, vogliamo che i nostri bambini si sentissero parte della città – ha concluso l’insegnante Marta Reda co-ideatrice del progetto – Ci piacerebbe che la nostra scuola venga vista come una seconda casa, così facendo integriamo la cultura all’apprendimento”.

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