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“Striscioni al Cecioni, risponderemo con il lavoro quotidiano”

Lunedì 23 Marzo 2026 — 15:25

La posizione del consiglio di istituto, riunitosi in seduta d’urgenza, quella dei docenti e delle docenti e quelle istituzionali della vicepresidente della Regione Mia Diop e della presidente della Provincia Sandra Scarpellini

Il consiglio di istituto, riunitosi in seduta d’urgenza, intende esprimere la posizione della comunità scolastica attraverso il seguente comunicato: “Il Liceo Cecioni condanna e respinge la vile provocazione fascista di cui è stato vittima questa mattina. A questa aggressione risponderemo con il consueto impegno nel nostro lavoro quotidiano improntato ai valori democratici della Costituzione antifascista. A partire da oggi ci adopereremo con ancora maggior convinzione nella nostra azione educativa ispirandoci ai principi di inclusione, rispetto delle differenze, pluralismo, rifiuto di ogni forma di prevaricazione e di violenza che da sempre ci guidano”.

I docenti e le docenti del Liceo Cecioni – A fronte dell’indegna azione di coloro che, approfittando dell’oscurità, nella notte tra il 22 e il 23 marzo hanno affisso sulle scale antincendio dell’Istituto alcuni striscioni le docenti e i docenti condannano questo atto vergognoso, rivendicano la loro totale vicinanza ai principi della nostra Costituzione e ribadiscono il loro costante impegno ad agire per la piena tutela dei valori antifascisti e a non lasciare alcuno spazio utile al diffondersi di movimenti neo-fascisti.

I nomi dei 127 firmatari

Claudia Tirendi, Claudia Capozza, Sara Severi, Teresa Guida, Lorenzo Vannoni, Renata Siciliano, Lucia Capitani, Chiara Marcucci, Gloria Schiaffino, Maila Villano, Chiara Martelli, Elena Rossi, Emma Mandarini, Michela Grassi, Valeria Tognotti, Francesca Guiggi, Sabina Aronica, Francesca Figaro, Ilaria Mucci, Françoise Perez, Anna Mori, Stefano Sinigaglia, Alessandro Fenu, Lara Valenti, Veronica Ribechini, Alessio Traversi, Lorella Ferri, Ilaria Conte, Roberta Celli, Irene Amadei, Marco Di Genua, Ilaria Pezzati, Elena Gremigni, Francesco Monelli, Aldo Agostino Torrano, Laura Gambone, Valentina Disperati, Tiziana Mazza, Francesca Zaccaro, Francesco Francica, Giulia Giovannetti, Tommaso Eppesteingher, Flavia Cerri, Francesca Vignolini, Letizia Bersi, Samantha Para, Matilde Monteverdi, Nadia Argenziano, Silvia Michelotti, Bianca Dario, CTCMichael Rotondi, Marta Sanz Manzanedo, Giada Guarnieri, Diana Gascón Gonzalo, Emiliano Dominici, Viola Catanorchi, Clare Louise Avison, Sofia Dell’Accia, Giulia Persico, Cecilia Ragaini, Isabella Terreni, Francesca Raccolti, Martina Colazzo, Maria Teresa Ruocco, Rita Orlando, Giorgio Gosti, Giulia Petracchi, Silvia Tampucci, Maria Sofia Salvini, Lorena Barone, Elisabetta Cinquegrana, Giulia Violante, Elisa Mogliarisi, Cristina Licco, Martina Baldacci, Lucia Bonfigli, Elena Conni, Silvia Bassini, Claudio Guidugli, Mezzopera Maria Cristina, Angelo Izzo, Simona Bidolli, Alessandra Papi, Danila Moriconi, Tatiana Bertini, Marta Rapezzi, Andrea Suggi, Marinella Simonetti, Paolo Cosci, Giorgia Pulci, Martina Vergassola, Luca Falorni, Massimiliano Faraone, Anna Cuomo, Chiara Scarpellini, Serena Siniscalchi, Claudia Viacava, Elisa De Marco, Maria Grazia Buscemi, Alessandra Grattarola, Dafne Maggiorini, Caterina Guagni, Francesco Mazzagatti, Antonella Damiana Sireno, Valentina Carbone, Manuela Burgalassi, Rosa Desideri, Svenja Lisa Weißmüller, Beatrice De Laurentiis, Silvia Trivella, Chirici Clara, Irene Franchi, Anna Gaggioli, Federico Ficarra, Nieri Simona, Marinella Simonetti, Francesca Celata, Valentina Benivegna, Gianluca Cremoni Baroncini, Sachan Canessa, Ottaviani Alessandro, Daniela Pili, Francesca Salfati, Sofia Dell’Accia, Emanuela Fabrizi, Serena Carmignani, Teresa Salvadori

La vicepresidente della Regione Mia Diop – “Un’azione indegna che prova a emulare becero squadrismo e che merita una forte condanna. Non è una bravata, ma un segnale che va respinto senza ambiguità. Preoccupa quanto è avvenuto ma oggi arriva anche una risposta forte dalla Toscana antifascista, che non dimentica e che guarda al futuro: oggi oltre quattrocento ragazze e ragazzi partono con il Treno della Memoria verso i luoghi dell’orrore nazifascista. È da qui che ripartiamo: dalla consapevolezza e dall’impegno delle nuove generazioni”. “Dobbiamo dirlo con chiarezza: il fascismo non è un’opinione – conclude la vicepresidente-, ma un’ideologia incompatibile con la democrazia e condannata dalla nostra Costituzione. Negarlo significa mettere in discussione i diritti e le libertà che abbiamo conquistato e a chi ha compiuto questo gesto rispondiamo che la maggioranza dei giovani la pensa diversamente. Il nostro impegno, come istituzioni e cittadinanza attiva, continuerà nel solco indicato da Primo Levi: lavorare perché i frutti dell’odio non diano nuovo seme. Livorno non è una città neutra, è una città antifascista. E continuerà a esserlo, ogni giorno”.

La presidente della Provincia Sandra Scarpellini – “Gli striscioni inneggianti al fascismo, trovati appesi lungo la scala antincendio del liceo Cecioni non sono un’azione goliardica, ma esprimono una precisa presa di posizione, che merita una riflessione attenta. Non si tratta di una scritta scomposta che evochi la peggiore dittatura provata da questo Paese, comunque da non sottovalutare, ma di 4 striscioni preparati e sistemati con cognizione di causa. La domanda è: sappiamo cosa significava “credere, obbedire, combattere”?
Era il motto fascista che portava in sé supremazia, razzismo, guerra. Il significato è chiaro, senza margine di dubbio. Non credo quindi ci sia da convincere della stupidità di tale gesto chi lo ha fatto, evidentemente convinto che quella roba sia riesumabile, ma confrontarci con tutte e tutti gli altri che uno spiraglio almeno di dubbio in sé lo conservano, tutti i componenti il mondo della scuola, per stringerci intorno al rifiuto di quella spazzatura nei luoghi della civiltà e della democrazia. Cosa può essere, più della scuola, luogo di esercizio e crescita del vivere civile e democratico? Ritengo inutile brandire la clava dell’apologia di reato (pur vera) che segue l’evocazione del fascismo, come da previsione costituzionale, per stigmatizzare questi episodi, pensando di sradicarli, senza andare a strapparne le radici. Se non si sente più vivo l’imperativo antifascista, la sua condanna non scuote le coscienze. Le coscienze vanno rianimate, con la conoscenza del passato, accompagnata dalla consapevolezza del presente. Di fronte a un episodio simile, va costruito un cerchio di democrazia in cui debbono stare tutte le istituzioni e le forze politiche che compongono l’arco parlamentare. Tutte le forze che stanno dentro questo perimetro devono uscire da qualsiasi zona di silenzio e esprimere ferma condanna di fronte a quella roba immonda, andando oltre, ovvero provando a stringere un patto di civiltà e umanità; l’esatto contrario del messaggio di quegli striscioni. Quei lenzuoli rappresentano persone innocenti, deportate e uccise nei campi di concentramento grazie alle leggi razziali fasciste; rappresentano l’annientamento della libertà di pensiero; rappresentano aver portato un paese in miseria alla guerra e alla sofferenza. A chi può piacere questo? Livorno è profondamente antifascista e non servono reazioni scomposte. Occorre avere tutti parole di chiarezza, per condividere che difendere i valori della libertà e della democrazia deve essere un esercizio quotidiano, in particolare nelle nostre scuole. Come Provincia siamo e saremo sempre disponibili al massimo dialogo con i ragazzi. Un dialogo che vada oltre i meri problemi sulle aule e i lavori di manutenzione, ma affronti anche e soprattutto il disagio di generazioni che si sentono incomprese e che magari trovano in certi slogan quelle sicurezze che non siamo più in grado di dare”.

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