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Trasporto studenti, con le norme per il distanziamento rimangono i problemi

I presidi hanno segnalato che l’obiettivo primario per le scuole è quello di garantire le lezioni in presenza, lavorando su orari di ingresso sfalsati per evitare eccessivi assembramenti

Venerdì 14 Agosto 2020 — 14:57

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Al momento possibile assicurare per l’inizio dell’anno scolastico il trasporto per tutti gli studenti, in particolare per quelli fuori sede

Il problema del trasporto degli studenti in relazione alle norme anticovid è stato l’argomento al centro del secondo tavolo tecnico che si è svolto il 14 agosto tra la Provincia, presente la responsabile del Servizio sviluppo strategico, programmazione e Tpl Irene Nicotra, le aziende del trasporto pubblico (CTT e Tiemme) e i dirigenti scolastici degli istituti superiori del territorio. Nel corso della riunione è emersa la preoccupazione di tutti i partecipanti, per una situazione che al momento appare non risolvibile. Infatti, alla luce del recente Dpcm del 7 agosto, le cui norme restano in vigore fino al 7 settembre, nonostante gli sforzi di programmazione messi in campo da tutti i soggetti coinvolti, non è al momento possibile assicurare per l’inizio dell’anno scolastico il trasporto per tutti gli studenti, in particolare per quelli fuori sede. “Il problema – sottolinea Irene Nicotra – era già di non facile soluzione per la carenza di risorse, ed ora è stato aggravato dalle condizioni imposte dal Dpcm e la conseguente necessità di mantenere il distanziamento di un metro come regola base, con notevole riduzione della capienza dei posti disponibili”. I presidi hanno segnalato che l’obiettivo primario per le scuole è quello di garantire le lezioni in presenza, lavorando su orari di ingresso sfalsati per evitare eccessivi assembramenti. “Come Provincia – aggiunge Nicotra – abbiamo segnalato il problema della carenza di risorse tecniche ed economiche delle Aziende di Trasporto, legata al contingentamento delle presenze a bordo dei mezzi, carenza già notevole anche con la precedente normativa. Per questo chiediamo l’intervento degli enti istituzionali sovraordinati per minimizzare il disagio delle famiglie e degli operatori”.

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