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Unione Ciechi: “Un progetto per abbattere le barriere, soprattutto quelle mentali”

Accessibilità, visibilità, adeguabilità: queste sono le tre parole chiave del progetto messo a punto dai membri dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Lunedì 14 Maggio 2018 — 01:09

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Accessibilità, visibilità, adeguabilità: queste sono le tre parole chiave del progetto messo a punto dai membri dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Un progetto in fase di elaborazione, che nasce con un preciso scopo: sensibilizzare la popolazione riguardo alla spinosa tematica delle barriere. Barriere non solo architettoniche, ma anche e soprattutto mentali.

Il percorso partirà dal coinvolgimento delle scuole fino ad arrivare alla formazione di futuri volontari dell’associazione. Già dal 2015 l’associazione ha intrapreso un percorso di alternanza scuola-lavoro con ragazzi dell’Isis Niccolini Palli, parlando del ruolo dell’associazione e rendendoli partecipi di un tour per la città che evidenziasse le problematiche in cui possono incorrere persone ipovedenti e non vedenti percorrendo alcune strade cittadine. Problematiche che sono state fotografate e che andranno a costruire un resoconto delle principali barriere architettoniche livornesi.

“Già tre anni fa – spiega Alberto Corda, membro dell’Unione – i ragazzi, col materiale raccolto, andarono a realizzare un video esplicativo, mostrato alla festa del Braille. Un video che ha cominciato a girare anche nelle altre scuole e che ha costituito un punto di partenza: vogliamo continuare su questa via, proseguendo col nostro percorso di sensibilizzazione”.

In cosa consiste il progetto? In una serie di incontri nelle scuole con volontari e membri dell’Unione volti a sottolineare non solo le difficoltà in cui possono incappare le persone ipo e non vedenti, ma anche le loro potenzialità. Potenzialità che si traducono in talenti sportivi (come Alessandro Ucini, atleta ipovedente judoka pluripremiato) e in persone che non rinunciano ad inseguire il proprio sogno di realizzazione lavorativa (come Natalia Caceres, aspirante educatrice cinofila). In tutto questo, l’Unione si è avvalsa della collaborazione di “Architutti”, un gruppo di architetti provenienti da diverse zone d’Italia ed unite nell’intento di diffondere, raccontare a spiegare il ruolo di un architetto che progetti, in primis, per le persone, attenendosi alle norme ma con un approccio inclusivo ed olistico. Persone diverse, accenti diversi e zone diverse ma con un grande obiettivo comune.

“Continueremo il percorso intrapreso nelle scuole – spiega la presidentessa Roberta Foresi – Non ci limiteremo alle parole: faremo vivere ai ragazzi esperienze in prima persona volte a farli rendere conto delle problematiche vissute dalle persone con questo tipo di problematica. Al contempo, forniremo esempi concreti di persone che, nonostante tutto, sono in grado di sentirsi realizzati nella loro occupazione. In questi casi, l’unica barriera presente è quella mentale, di chi non riesce a comprendere a pieno le potenzialità di ciascun individuo”.

Tra le varie iniziative in fase di programmazione, è prevista una cena al buio ed uno spettacolo dedicato alla disabilità visiva.

 

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