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Ail: resto a casa, ma salvo la ricerca

Ail ha messo al primo posto il senso di responsabilità verso pazienti, ex pazienti, trapiantati e verso tutti coloro che, da immunodepressi, sono particolarmente a rischio per il dannato Covid-19

Lunedì 16 Marzo 2020 — 11:24

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L’emergenza Coronavirus ci impone di non scendere in piazza il 27, 28 e 29 marzo con le nostre uova di Pasqua e di annullare l’appuntamento che da molti anni colora di solidarietà tutte le piazze d’Italia.
Ail ha messo al primo posto il senso di responsabilità verso pazienti, ex pazienti, trapiantati e verso tutti coloro che, da immunodepressi, sono particolarmente a rischio per il dannato Covid-19. Ma questa emergenza potrebbe avere ripercussioni gravi per i pazienti. Dentro un uovo di Pasqua Ail c’è molto di più di una semplice sorpresa.
C’è il sostegno alla ricerca e ad oltre 200 studi scientifici ogni anno, il finanziamento a 116 centri ematologici in tutta Italia, l’assistenza e l’accoglienza gratuita per oltre 7500 pazienti ogni anno, c’è l’impegno e l’amore dei nostri volontari. Migliaia di pazienti rischiano di vedersi ridurre gli accessi a domicilio, i ricercatori e i centri ematologici di vedersi tagliare fondi. A pagare le conseguenze non può essere chi combatte un tumore del sangue.
Per questo contiamo sul tuo aiuto, perché anche restando a casa si può salvare la ricerca.
Come?

– Contatta la tua Sezione provinciale per avere maggiori informazioni
– Dona ad A.I.L. per sostenere la ricerca e l’assistenza per i pazienti ematologici. IBAN: IT43 K020 0803 2840 0040 0543 111; AIL – ONLUS – Via Casilina, 5 – 00182 Roma

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