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Ca’ Moro. Via ai lavori di rimozione dell’imbarcazione

Le operazioni, in partenza per metà gennaio, avranno una durata complessiva di circa 2/3 settimane. Il presidente della cooperativa sociale Parco del Mulino: "Il nostro sogno? Una nuova imbarcazione"

Lunedì 3 Gennaio 2022 — 17:51

di Giulia Bellaveglia

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Un protocollo d’intesa che vede interfacciarsi differenti realtà (Aamps, Arpat, AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Capitaneria di porto, Comune di Livorno, Guardia di finanza sezione navale, Regione Toscana, SubSea Livorno e Vigili del fuoco), di cui tre, a titolo completamente gratuito: Labromare, impresa Tito Neri e Stilm

Per il peschereccio Ca’ Moro arriva il tempo della demolizione. Quello presentato il 3 gennaio, durante la prima conferenza stampa targata 2022, è un vero e proprio gioco di squadra. Un protocollo d’intesa che vede interfacciarsi differenti realtà (Aamps, Arpat, AdSP del Mar Tirreno Settentrionale, Capitaneria di porto, Comune di Livorno, Guardia di finanza sezione navale, Regione Toscana, SubSea Livorno e Vigili del fuoco), di cui tre, a titolo completamente gratuito: Labromare, impresa Tito Neri e Stilm. Obiettivo, rimozione dell’imbarcazione-ristorante della cooperativa sociale Parco del Mulino, affondata lo scorso 20 agosto. Partenza dei lavori prevista per metà gennaio. Durata complessiva, 2/3 settimane circa.
“La prima volta che in Regione fu convocata una riunione per questa situazione, la città ha ricevuto tantissimi complimenti – racconta l’assessore all’ambiente Giovanna Cepparello – Livorno si è mobilitata in tutte le forme possibili attraverso delle sinergie perfette (raccolti oltre 138mila euro) e continua a farlo oggi tramite questo progetto. Si potrebbe pensare che tirare su un piccolo natante non richieda particolari sforzi. In verità, l’operazione è tutt’altro che semplice, sia dal punto di vista burocratico, che da quello pratico dovuto alle condizioni vetuste del peschereccio”. Accanto a lei la vicesindaco Libera Camici e l’assessore al porto Barbara Bonciani.
A farle eco, il consigliere regionale Francesco Gazzetti. “Attraverso questo mio intervento porto i saluti dell’assessore Monia Monni che in questa vicenda ha svolto un ruolo fondamentale e che ha più volte espresso soddisfazione e apprezzamento per quello che, come città, stiamo facendo – dice – In questo contesto ho riconosciuto una vera comunità, dove ognuno ha operato con le proprie funzioni e responsabilità e, quando questo accade, non esistono limiti o obiettivi non raggiungibili. Grazie all’impegno di tanti oggi parliamo di un momento altamente simbolico: una rimozione che è un passaggio fondamentale nei confronti dell’ambiente e delle realtà del luogo che lavorano in una zona, che merita di dover ripartire”.
Un’operazione che si articolerà in varie fasi: delle ispezioni necessarie a verificare lo stato della struttura, l’arrivo di un pontone adattato agli spazi marini circostanti (che consentirà di lavorare dal mare lasciando libero il transito sulla strada antistante), una suddivisione longitudinale della struttura in almeno 4 tronconi e il relativo smaltimento.
“L’unica parola che arriva da tutti noi è grazie – afferma Emiliano Niccolai, presidente della cooperativa sociale Parco del Mulino – Da quel terribile agosto i nostri ragazzi hanno trascorso dei momenti veramente difficili, ma non si sono arresi. Ora, pensiamo a ripartire. Una nuova imbarcazione è il sogno da cui non ci stacchiamo, ma nel frattempo stiamo studiando una soluzione per una versione del Ca’ Moro a terra”.
Per quanto riguarda la questione rifiuti, il Ca’ Moro continuerà a vivere. L’artista Stefano Pilato sceglierà alcune parti del relitto per la costruzione di opere d’arte insieme ai ragazzi della Cooperativa. Quanto prodotto, verrà poi messo all’asta e il ricavato versato in beneficenza sul conto corrente dedicato.

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