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Due ali contro la povertà educativa: ecco i risultati di “Ali per il Futuro”

Sabato 15 Ottobre 2022 — 18:20

Bastano due ali per spiccare il volo verso un futuro migliore. È questo il regalo che 32 famiglie di bambini e bambine da 0 a 6 anni residenti a Livorno e Firenze hanno ricevuto da Ali per il Futuro

Bastano due ali per spiccare il volo verso un futuro migliore. È questo il regalo che 32 famiglie di bambini e bambine da 0 a 6 anni residenti a Livorno e Firenze hanno ricevuto da Ali per il Futuro, progetto sperimentale di contrasto alla povertà educativa di Società Dolce, finanziato con 2 milioni e mezzo di euro dall’Impresa sociale Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e realizzato sul territorio toscano dalla cooperativa Arca.

Dei risultati ottenuti con Ali per il Futuro si è parlato ieri a Livorno, in un incontro condotto da Stefano Arduini, direttore di Vita Magazine e Vita.it. della vicepresidente della Fondazione Livorno, della vicesindaco sindaco Libera Camici, dell’assessore Alessandra Nardini, alla tavola rotonda condotta da Sura Spagnoli, direttore area Infanzia di Arca, hanno partecipato tra gli altri  Lisa Giacomelli, coordinatrice Infanzia della cooperativa, Marta Russo del centro di ricerca Arco, Clara Maria Silva, docente dell’università di Firenze e direttrice della Rivista Italiana di Educazione Familiare.

Presentato da Caterina Segata, responsabile area Educativa di Società Dolce, Ali per il Futuro è stato attuato anche ad Aosta, Bologna, Parma, Foggia e Monopoli, si è sviluppato nell’arco di quattro anni più uno causa Covid e ne hanno beneficiato complessivamente 167 famiglie con figli tra 0 e 6 anni. Un’alleanza virtuosa tra la cooperazione sociale, enti di formazione, l’università di Bologna e di Firenze e un valutatore d’impatto sociale, con la preziosa collaborazione delle amministrazioni comunali e dei servizi territoriali.

Due ali che in questi anni hanno permesso a famiglie in situazioni di vulnerabilità sociale, di volare verso nuovi orizzonti. Per ciascuna di loro è stato definito un percorso personalizzato e condiviso, con una presa in carico globale del nucleo familiare per un biennio ciascuno: “La povertà educativa si accompagna quasi sempre a quella economica. Oltre a coinvolgere bambini spesso privati del godimento di un’esperienza educativa e d’istruzione adeguate in percorsi stimolanti per le loro capacità emotive e cognitive, abbiamo attivato per i genitori percorsi di formazione e orientamento al lavoro. L’obiettivo? Garantire ai bambini condizioni di vita buone e durature nel tempo”, ha spiegato Segata.

Parlando di numeri, per ogni nucleo genitoriale, oltre al supporto di un case manager per 66 ore e all’attivazione di un servizio educativo a seconda dell’età del bambino e delle esigenze della famiglia (nido, scuola dell’infanzia o servizi educativi extrascolastici), sono state attuate 48 ore di consulenze pedagogiche, 48 di visite domiciliari, 12 ore di laboratori, e 51 ore di formazione e orientamento al lavoro. Su Livorno e Firenze sono stati attivati. 12 posti nido, 9 posti nella scuola dell’infanzia e 11 servizi educativi extrascolastici per favorire la conciliazione vita/lavoro o formazione.

Ciascun nucleo ha beneficiato di due anni di accesso gratuito ai servizi educativi 06, di azioni di sostegno alla genitorialità e al benessere psicofisico dei bambini e di attività extrascolastiche che mai avrebbero potuto permettersi. Dai corsi di teatro, alla scuola calcio, dalla danza al disegno, i bimbi e le bimbe del progetto hanno potuto scegliere un’attività per il tempo libero, un’opportunità d’integrazione e socializzazione.

Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Livorno ha detto: “Fondazione Livorno è fiera dei risultati presentati, con una lungimirante operazione di sistema iniziata nel 2016 e che ha portato alla costituzione del Fondo per il contrasto alla povertà educativa, assegnato da Acri all’impresa sociale Con i Bambini. In sei anni, 15 bandi e 422 progetti realizzati, con 7150 organizzazioni coinvolte. Con orgoglio ringrazio in particolare chi ha lavorato su Livorno, coi progetti L’isola che non c’è e Ali per il Futuro.”

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