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Flash Boat. E i migranti diventano attori improvvisati

Flash_Boat è una performance che mescola “le parole immaginarie” di Bakary Jobe, un giovane migrante che viene dal Gambia, i suoni del continente africano nelle mani di Mamadou Faty e Moussa Kulibally

Martedì 20 Settembre 2016 — 10:15

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Giovedì 22 settembre alle ore 21 nella cornice della Canaviglia in Fortezza Vecchia a Livorno andrà in scena la performance Flash_Boat.

Questa iniziativa a cura di Arci Solidarietà in collaborazione con la cooperativa sociale Brikke Brakke è stata realizzata con il contributo di Cesvot- Bando sviluppo e promozione territoriale e la partecipazione di Atelier delle Arti, Caritas e Cesdi. Atelier delle arti si è occupata dell’azione coreografica, mentre Caritas e Cesdi hanno condiviso con Arci Solidarietà la partecipazione al laboratorio teatrale e alla performance, coinvolgendo gli ospiti dei centri di accoglienza della città di Livorno.

Flash_Boat è una performance che mescola “le parole immaginarie” di Bakary Jobe, un giovane migrante che viene dal Gambia, i suoni del continente africano nelle mani di Mamadou Faty e Moussa Kulibally, l’azione coreografica di Chelo Zoppi e le creazioni artistiche frutto del laboratorio creativo realizzato con i richiedenti asilo a cura di Riccardo Bargellini e Clara Rota.
Un gruppo di ragazzi e ragazze provenienti da Nigeria, Ghana, Gambia, Mali  saranno i protagonisti di questa esibizione nella Canaviglia della Fortezza Vecchia di Livorno. Liberare i corpi e le voci in uno spazio cittadino che faccia risuonare i temi dell’accoglienza, della condivisione e della crescita di ognuno di noi attraverso la contaminazione di corpi in movimento e la partecipazione ad una azione collettiva. Una sorta di rito propiziatorio verso la liberazione, non solo, di popoli da sempre soggiogati dal dominio dell’ Occidente, ma anche di quei corpi, i nostri, rinchiusi nelle proprie case per paura della diversità.

Flash-Boat, nasce da un laboratorio artistico che ha messo in campo le qualità e le competenze artigianali di alcuni ragazzi presenti nei centri di accoglienza della città, i quali hanno lavorato con tessuti, colori e materiale di riciclo combinando la fantasia con le proprie esperienze di vita sia quelle vissute nei paesi di origine sia il viaggio che li ha portati in Italia.

Le suggestioni dei ragazzi curate in maniera sapiente e creativa da Clara Rota e Riccardo Bargellini sono state i leit motiv che ci ha guidato verso la performance in Fortezza Vecchia e sono diventante parte vitale e scenografica della messa in scena.

Arci Solidarietà con questa iniziativa culturale intende dare l’avvio ad un percorso di conoscenza ed inclusione tra la realtà migrante e i cittadini di Livorno, troppo spesso impauriti e diffidenti verso ciò che è ritenuto diverso e difficile da comprendere, proprio attraverso gli strumenti della cultura, della musica e della creatività. Riteniamo, infatti, che la condivisione di esperienze e le progettualità comuni sui temi della cultura e della conoscenza reciproca possano arginare l’indifferenza, la paura e il razzismo che circolano e si alimentano nelle nostre città, divenute luogo di accoglienza dei popoli in fuga dalla povertà e dalle guerre.

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